Celebrato il Giorno del Ricordo a Marino

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giornodelricordomarino2016
Piantato albero in occasione del Giorno del Ricordo nel Comune di Marino il 10 febbraio 2016
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Piantato albero in occasione del Giorno del Ricordo nel Comune di Marino il 10 febbraio 2016

CELEBRATO A  MARINO IL GIORNO DEL RICORDO

PER RICORDARE LE VITTIME DELLE FOIBE PIANTATO UN SECONDO ULIVO DELLA PACE NELLA STESSA AIUOLA DOVE IL 27 GENNAIO ERA STATO POSTO L’ALTRO ULIVO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

E’ stato celebrato a Marino mercoledì 10 febbraio 2016 il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

Nel parco comunale di Villa Desideri nei pressi della Biblioteca civica “V. Colonna”, come già effettuato per la Giornata della Memoria, è stato posto a dimora  un secondo “Ulivo della Pace” ad opera del Sub Commissario Prefettizio dr. Marcello Zottola  mentre il Gen. Fabio Colussi, rappresentante dell’Associazione Fiumana  Istriana e Dalmata del Lazio e della Società di Studi Fiumani, ha scoperto  una targa commemorativa dell’evento.

Alla cerimonia erano presenti gli alunni delle scuole medie P. Levi di Frattocchie e A. Vivaldi di S. Maria delle Mole e numerosi cittadini.

Sono intervenuti rappresentanti della Guardia di Finanza di Frascati, delle Stazioni dei Carabinieri di Marino e S. M. Mole, della Polizia Locale, della Protezione Civile di Marino, delle Guardie Zoofile locali e dell’ANPI.

Il dr. Zottola portando il saluto del Commissario Straordinario Enza Caporale e del Sub Commissario Vicario Serafina Mascolo ha illustrato il contenuto della ricorrenza soffermandosi non solo sulle vittime delle foibe, ma anche ricordando i 350 mila italiani che furono costretti all’esodo tra il 1943 e il 1945. Infine rivolgendosi ai ragazzi li ha esortati su tre punti fondamentali: a lottare sempre contro la cattiveria dell’uomo, a ricercare la verità delle cose, che è nemica dell’ignoranza e della stupidità, sforzandosi di andare alle fonti e a coltivare l’anelito al bene e al bene comune che è dentro ognuno di noi.

Il Generale Colussi, riprendendo le parole del dr. Zottola ha esordito ponendo l’accento su verità e libertà quali conquiste da preservare anche oggi a fronte di molteplici forme di erosione delle stesse perpetrate in regimi anche cosiddetti democratici. “Compito dei cittadini, soprattutto dei più giovani, – ha detto il Generale Colussi – è quello di opporsi a tutto ciò che mina anche oggi la libertà e tende a nascondere la verità. Le Foibe, infatti, sono state un esempio di eccidi e pulizie etniche volte nel corso di anni a perseguire lo spopolamento dei territori con forte presenza di italiani. Il disegno così ben orchestrato negli anni dalle forze popolari di Tito portò poi i suoi frutti nel tavolo della pace, quando ben 8 mila km quadrati di terre a forte storia e cultura italiane furono cedute al neo nascente stato della Jugoslavia”.

Il numero di morti durante l’eccidio delle Foibe è ancora oggi difficilmente definito ma quello che conta non sta nei numeri, come sottolineato dal Generale, quanto nella forma brutale dell’eccidio nel quale persero la vita anche i suoi stessi genitori, giudicati sommariamente da un sedicente Tribunale del popolo e condannati alla fucilazione.

L’excursus storico dipinto dal Generale, con vivida memoria anche a fronte della tragedia personale che colpì la sua famiglia, ha catturato l’attenzione dei ragazzi spronati per questo a coltivare sempre l’amore per la verità, proprio perché essendo il nostro futuro devono imparare a conoscere senza sovrastrutture e condizionamenti esterni, per poi evitare, il ripetersi di forme di violenza di uomini contro altri uomini.

Al termine della cerimonia la lettura della poesia di Fabio Magris “Foibe” da parte di Alessandra della media P. Levi, mentre Flaminia e Sara della media Vivaldi hanno recitato la “Preghiera per i martiri delle foibe” composta nel 1959 da Mons. Antonio Santin, all’epoca Arcivescovo di Trieste e Capodistria.

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