Centro Democratico Frascati, “il problema dei rifiuti ancora attende soluzioni concrete”

Nota di Centro Democratico Frascati dopo il consiglio comunale straordinario del 4 settembre

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Centro Democratico

“Inutile cercare di risolvere con un consiglio comunale straordinario questioni tecniche: serve una riunione nella quale una consultazione tra parti, e così la possibilità di valutare situazioni e soluzioni, possa essere effettiva: questa la posizione espressa del consigliere d’opposizione e già candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Lello Pagnozzi. Il Consiglio, disposto per parlare di Lazio Ambiente e del futuro della società e dei suoi dipendenti, e quindi dei servizi di spazzatura e raccolta rifiuti, è stato richiesto dalla lista Fare per Frascati (che sosteneva proprio Pagnozzi) e quindi da tutte le opposizioni eccettuato il M5S, per venir poi sostenuto anche dalla maggioranza – inizia così la nota di Centro Democratico Frascati. In Aula consiliare c’erano pure l’assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini e l’amministratore unico di Lazio Ambiente Spa Gregorio Narda. Numerosa la presenza dei dipendenti della società. Il presidente del consiglio Franco D’Uffizi ha disposto la possibilità di fare domande dirette, la quale però non è stata evasa nei modi di un effettivo botta e risposta, in quanto i tempi di un consiglio comunale sono ovviamente più dilazionati di una esame di tipo tecnico. Ciò ha inciso sulla qualità della discussione, che né è riuscita ad essere pienamente consultiva come era necessario, né è stata effettivamente deliberativa, come è nei compiti di un consiglio comunale. Tutti i consiglieri di opposizione hanno richiesto la tutela del territorio e dei lavoratori, e la scopo di dare certezza salariale ai dipendenti è stato generalmente mantenuto dalla collegialità degli interlocutori. Lazio Ambiente, che fattura a tutti i comuni, non è in house e affida all’esterno determinate prestazioni, ed è stata ricapitalizzata da parte della Regione Lazio per 12,5 milioni di euro. Buschini ha poi detto che entro dieci-dodici giorni saranno disponibili i soldi per le paghe; la Regione si è dichiarata disponibile a fare da intermediaria con i Comuni morosi fino ad anticipare il saldo delle fatture per portare risorse nelle casse della società regionale, che comunque avrebbe dovuto già essere alienata e quindi parzialmente privatizzata. Ad ogni modo, dato che la perdita mensile della società è costante, si stanno cercando nuovi asset per il futuro. Per Buschini occorre costituire un nuovo consorzio di dieci comuni, simile al Consorzio Gaia di cui Lazio Ambiente è sviluppo, nel quale sarebbe in prima fila Colleferro, dove ha sede la discarica di Colle Fagiolara. La situazione di questa appare però piuttosto critica, e sull’argomento è intervenuto Narda, spiegandone dimensioni, posizionamento e struttura; tra i problemi, i termovalorizzatori in attesa di un revamping che sembra però piuttosto remoto. Inoltre, è stata attivata una procedura per lo spostamento di tralicci elettrici presenti all’interno; laddove questi restassero al loro posto, la superficie sarebbe di 600mila metri cubi: con un calcolo approssimativo tra i paesi clienti, la discarica verrebbe riempita in due-tre anni. Se le sedi sono precarie, il riciclaggio sembra in larga parte ancora appartenere all’utopia – continua CD Frascati. Il sindaco Roberto Mastrosanti (che trattiene la delega ai rifiuti, stornata dal pacchetto Ambiente concesso al neoassessore Giancarlo Giombetti) ha indicato le due possibili strade su cui muovere il nuovo contratto di servizio. La prima comporta l’adesione al costituendo Consorzio tra Comuni, la seconda l’affidamento diretto del servizio alla Azienda speciale Sts, della quale è stato a lungo direttore e il cui dissesto è peraltro tra le cause del recente commissariamento del Comune; la Sts deve riassestarsi a sua volta, e se ha ricevuto un nuovo Cda in agosto, dovrà ottenere un nuovo direttore a breve (i termini per presentare le domande di partecipazione alla selezione sono scaduti il 4 settembre). Rimane così soltanto sullo sfondo, nel caso in cui le altre ipotesi fallissero, la gara europea per la gestione dei rifiuti che faceva parte del programma elettorale della coalizione mastrosantiana. Dall’opposizione, Giuseppe Privitera (Fare per Frascati) ha osservato che anche un consorzio a dieci comporterebbe il rischio dell’ennesimo fallimento: il progetto parte zoppo e non offre prospettive certe, ed è poi tutta l’argomentazione a vivere di punti interrogativi. La consigliera di opposizione Lucia Santoro (M5S) suggerisce che per la tutela dei lavoratori, che avrebbero certezza di stipendio soltanto fino al 2 dicembre, sarebbe opportuno dare incarico per i rimanenti due mesi ad una società esterna e poi indire un nuovo bando; tuttavia, si deve osservare che tale soluzione è solo apparente perché complica inutilmente il quadro. Non sembra proprio che Palazzo Marconi regni la lucidità amministrativa e l’efficacia decisionale – conclude così la nota Centro Democratico Frascati”.

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