Cerroni, “Proposte per il Tpl di Frascati”

0
1012
claudio_cerroni
Claudio Cerroni
claudio_cerroni
Claudio Cerroni

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’ex Consigliere Comunale di Frascati Claudio Cerroni, inerente il tema del trasporto pubblico locale della città tuscolana.

“Gentilissimo direttore,

con la presente vorrei fare chiarezza su alcuni punti riguardanti il TPL (Trasporto Pubblico Locale) di Frascati. In questi giorni è montata una psicosi collettiva per un imminente taglio delle corse dei bus comunali, dopo le proteste del PD tutto sembra essersi fermato, sono state eliminate, a quanto posso vedere dagli orari on-line, solo le corse nei giorni festivi (niente bus la domenica) – sembrerebbe, in attesa che Schiaffini faccia una nuova proposta.

In questi giorni ho incontrato vari cittadini spaventati e alcuni autisti preoccupati; così con l’ex Assessore Cappello abbiamo cercato di fare il punto della situazione per verificare il vero stato delle cose e magari dare il nostro contributo di idee.

Prima di procedere è bene capire come funziona il TPL. Per il servizio feriale il Comune di Frascati riceve un finanziamento dalla Regione Lazio, nel tempo le varie Amministrazioni che si sono succedute, per far fronte alle mutate esigenze dei cittadini, hanno incrementato il servizio oltre la copertura regionale. Inoltre, tutto il servizio dei giorni festivi è a carico del Comune.

Dalle nostre informazioni risulta che quest’anno la Regione non ha previsto ulteriori tagli e l’importo erogato corrisponderà a quello dello scorso anno. Sembrerebbe addirittura che verranno dati dei fondi aggiuntivi a compensazione del taglio avuto nel 2014. Inoltre, è previsto un ulteriore compenso qualora si riesca a passare al progetto di trasporto associato tra vari comuni.

Quindi, prima di prevedere tagli, per quei servizi che dovessero ricadere sulle casse comunali, sarebbe opportuno adeguare le tariffe e monitorare l’effettivo pagamento del servizio da parte di tutti gli utenti.

La nostra proposta è:

  1. eliminare il biglietto di corsa semplice ridotto (€ 0,41);
  2. aumentare il costo del biglietto di corsa semplice da € 0,82 a € 1,00;
  3. eliminare l’abbonamento mensile 1 linea ridotto (€ 8,52);
  4. eliminare l’abbonamento mensile 2 linee ridotto (€ 10,33);
  5. eliminare l’abbonamento mensile intera rete ridotto (€ 11,62)

riteniamo infatti che i costi esigui degli abbonamenti ordinari non giustifichino alcuna riduzione aggiuntiva e che con tale eliminazione delle riduzioni si farebbe molta più chiarezza nella vendita e distribuzione di biglietti e abbonamenti.

Alla fine avremmo quindi:

  1. il costo del biglietto di corsa semplice a € 1,00 (sempre inferiore al servizio romano dove una corsa in metro costa € 1,50);
  2. il biglietto acquistabile a bordo con validità 75′ a € 1,30 (invariato);
  3. l’abbonamento mensile 1 linea a € 17,04 (invariato ma uguale per tutti);
  4. l’abbonamento mensile 2 linee a € 20,66 (invariato ma uguale per tutti);
  5. l’abbonamento mensile intera rete a € 23,24 (invariato ma uguale per tutti).

Come si può vedere il costo ordinario è talmente basso che nulla giustifica una ulteriore riduzione, basti mettere a confronto di questi dati il costo del TPS (Trasporto pubblico scolastico) che per un bambino residente è di € 35,00. Quindi, un bambino che va a scuola, con orario d’ingresso e d’uscita stabiliti e percorso fisso (casa/scuola – scuola/casa) ha un costo dell’abbonamento maggiore di un utente che usufruisce del TPL (Trasporto pubblico locale) sull’intera rete, che può prendere il bus in diversi orari del giorno e per differenti destinazioni. Credo che questo esempio renda evidente che quella tariffa è bene che venga pagata da tutti gli utenti senza ulteriori riduzioni.

Infine, resta il problema del controllo, non credo che il Comune possa affidare al solo Schiaffini tale responsabilità. Lo stesso autista deve guidare, controllare i biglietti e gli abbonamenti, nonché fare i biglietti sul bus. Dovrebbe essere interesse del Comune conoscere lo stato di contribuzione al servizio erogato e monitorare che questo sia regolare. Credo che gli unici dipendenti comunali in grado di svolgere un servizio di controllo siano i vigili della Polizia Locale. Senza aggravare troppo il loro lavoro si potrebbe pensare ad un controllo sporadico, quattro volte al mese ogni corsa, ovvero una volta la settimana, magari scegliendo gli orari di punta, potrebbero effettuare i controlli presso P.zza Marconi o qualche altro punto di snodo, all’arrivo del bus.

Spero che il Commissario Strati voglia passare al vaglio le idee che qui espongo, quali frutto di diversi incontri e confronti, così da verificarne la fattibilità. Già ho avuto modo di confrontarmi con il Commissario che mi ha felicemente sorpreso per la sua pragmaticità. Riguardo al CPIA ci siamo incontrati, alla fine, dopo vari colloqui siamo riusciti a mettere a punto un programma di interventi a breve e lungo termine che dovrebbero consentire all’educazione per adulti innanzitutto di sopravvivere e magari svilupparsi sul nostro territorio, in sinergia con la formazione primaria e secondaria.

Alla presente lettera, scritta per chiarire alcuni punti di questo TPL ormai entrato nel dibattito cittadino, seguirà una richiesta di incontro che spero il Commissario possa accordare”.

Claudio Cerroni

Print Friendly, PDF & Email