Cervelli in fuga, ricercatore italiano scopre fotosintesi inversa

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Schermata 2016-08-05 alle 10.42.55David Cannella è uno dei tanti scienziati italiani, che per fare la professione per cui ha studiato per molti anni, è dovuto emigrare. Ha 32 anni e da sei lavora come ricercatore in Danimarca, a Copenaghen, dove recentemente ha fatto un’eccezionale scoperta: un procedimento – completamente naturale – che ha le potenzialità di rivoluzionare i processi della produzione di carburanti e dell’industria chimica. Dopo essersi laureato alla Sapienza di Roma in Biotecnologie, David per un periodo ha lavorato in una piccola azienda alle porte della Capitale dove venivano portati avanti progetti finanziati da fondi europei, che però a detta del ricercatore venivano male impiegati. Sui motivi che lo hanno spinto a cercare fortuna all’estero, spiega che dove operava non aveva a disposizione un’adeguata strumentazione, aspetto che ovviamente si ripercuoteva sui risultati, che non erano soddisfacenti. E così ha iniziato a guardarsi intorno, spedire curriculum, fino a quando è arrivata l’occasione che cercava in Danimarca, dove ha ottenuto una borsa di studio dal ministero per portare avanti un suo progetto, insieme a scienziati provenienti da tutto il pianeta.

Il processo portato alla luce dal ricercatore italiano è chiamato “fotosintesi inversa” ed ha avuto una grande risonanza in tutto il mondo ma non in Italia. Dopo la pubblicazione ad Aprile di un articolo sulla rivista “Nature communications” divenuto virale il rete, David e la squadra di ricercatori dell’Università danese con cui collabora, sono stati contattati da ogni parte del mondo, per avere maggiori informazioni sul risultato ottenuto. Questa è il potenziale per ridefinire e innovare i procedimenti di un mercato importante a livello mondiale come quello della produzione dei carburanti e dell’industria chimica. La scoperta tra le varie applicazioni potrebbe rendere più efficiente e veloce la produzione di biocarburanti, ma sopratutto il procedimento è basato su elementi completamente naturali: ossigeno, clorofilla e luce del sole, con un impatto ambientale praticamente nullo. Qualcosa di rivoluzionario, ma in Italia, dove in quel periodo l’attenzione mediatica era concentrata sull’imminente referendum sulle trivelle, la scoperta è stata appresa con freddezza. “Mi ha sorpreso constatare che la scoperta non interessasse ai media italiani, alla luce del successo che ha ottenuto altrove” ha raccontato al Fatto Quotidiano il ricercatore, che dal suo paese si sarebbe aspettato maggiore attenzione: “Da anni vivo e lavoro in Danimarca, ma sono sempre italiano”, puntualizza Cannella, che sospetta che la sua scoperta sia stata trattata con freddezza perché ritenuta scomoda in vista del referendum.

Questo dimostra come i cervelli in fuga dall’Italia continuano a compiere scoperte straordinarie grazie ai finanziamenti ottenuti dai governi stranieri. Il giovane ricercatore non nasconde la sua amarezza, spiegando che in Italia i centri di ricerca spesso non dispongono di strumenti avanzati in grado di portare a termine progetti e sperimentazioni all’avanguardia. Molti Paesi occidentali tra cui la Svezia hanno manifestato interesse per le sue scoperte ma in Italia l’accoglienza della scoperta è stata tiepida. Cannella insinua che il referendum sulle trivelle, in programma in Italia quando sono state pubblicate le sue ricerche, possa aver spinto il Governo italiano a non mostrare un aperto interesse per il metodo rivoluzionario. Ora il ricercatore si è appellato alle istituzioni italiane, affinché gli consentano di tornare in Italia o almeno di avviare una collaborazione proficua tra gli enti di ricerca danesi e quelli del nostro Paese.

Un appello che è già stato raccolto dall’Università La Sapienza, come sottolinea Cannella in un messaggio pubblicato su Facebook: “Vorrei sottolineare che la scoperta è stata nel frattempo divulgata alla Sapienza di Roma in un seminario, invitato dal gruppo di biologia vegetale dal prof Cervone. Inoltre con lo stesso gruppo abbiamo già avviato una collaborazione scientifica, e sono molto fiducioso che ciò porterà entusiasmo nel settore.”

 

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