Chi abbandona un essere vivente non è un essere umano, la storia di Giulietta

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Meta Magazine dice no all'abbandono
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Meta Magazine dice no all’abbandono

Ci siamo, è giunto il periodo delle ferie tanto agognate, chi partirà a luglio o chi ad agosto, chi sceglierà il treno, la macchina o l’aereo, chi un hotel stellato e chi un B&b, chi il mare o la montagna…Ma al vostro cane o gatto ci avete già pensato?

Spero proprio di si perché i nostri amici a quattro zampe fanno parte della famiglia e sono sicura (in realtà non del tutto per quanto riguarda alcuni individui senza anima) che non abbandonereste mai un vostro caro ad un destino crudele e molto spesso fatale, che sia all’angolo di una strada o in un campo sperduto.

L’estate è una bellissima stagione, rappresenta la spensieratezza, il caldo, i bagni al mare, le grattachecche sulla spiaggia, gli amori appassionati, la melodia delle cicale…Ma per gli animali più sfortunati rappresenta un vero e proprio incubo!

Mi chiedo con quale coscienza e con che coraggio, anzi, sarebbe più corretto dire con quale vigliaccheria si possa lanciare da un auto in corsa un essere indifeso che non ha nessuna colpa se non quella di aver amato incondizionatamente un essere indegno.

Spesso questi soggetti, e sono sempre attenta a non chiamarli persone, in quanto non classificabili come tali perché sprovvisti di anima, credono che gli animali non abbiano sensibilità, intelligenza od emozioni, ritenendoli una specie di oggetti animati di cui sbarazzarsi quando i bambini hanno smesso di giocarci o quando intralciano i piani estivi.

Gli animali invece sono degli ESSERI VIVENTI, questo vuol dire che vivono, dunque, amano, provano emozioni e soffrono al contrario di chi è responsabile di un abbandono.

Chi ha mai avuto un cane od un gatto o qualsiasi altro animale domestico, lo sa bene e proprio per questo voglio condividere con voi la storia di Giulietta, una cagnolina che nella sua disgrazia ha trovato la sua più grande fortuna.

A febbraio del 2011, una cagnetta di piccola taglia con del bellissimo pelo lungo che ricordava tanto un Lassie in miniatura, vagava sperduta per le gelide strade di Rocca di Papa. Era un inverno freddissimo e qualche bastardo doveva aver abbandonato quell’esserino salutandolo soltanto con tanta cattiveria.

La piccolina era visibilmente provata ed angosciata, guardava disperata nelle macchine che le scorrevano accanto, seguiva delle persone come alla ricerca di un volto familiare o di qualcuno che avesse un po’ di pietà per lei…

Quando la vidi per la prima volta, provai la solita fitta al cuore, quel senso di gelo e di dolore che si prova alla vista di qualcosa che ci fa male e che quasi vorremmo non vedere. Un profondo senso di pena e di tristezza mi pervase e corsi a casa a prendere un po’ di cibo da portarle ma quando tornai indietro non la vidi più…

Qualche giorno più tardi, in una delle tante serate invernali, mia madre notò un’indistinta palla di pelo acciambellata sul suo posto auto di fronte casa nostra, quando si accorse che era un cane, lo prese tra le braccia e lo portò in casa, senza che opponesse la minima resistenza.

Mia madre mi chiamò a gran voce dicendomi che aveva trovato un cane, ero in camera mia e quando scesi al piano inferiore vidi nel mio salotto la stessa cagnetta che avevo avvistato qualche giorno prima.

Era molto spaventata ed al minimo contatto si buttava a terra a pancia in su in segno di sottomissione, aveva il tartufino tutto screpolato a causa di una forte disidratazione e spesso emetteva dei guaiti, una sorta di pianto malinconico. Mi chiesi subito come aveva fatto a trovarci, abito insieme a mia madre a Rocca di Papa, in un residence privato non facilmente reperibile ma soprattutto mi chiesi perché aveva scelto proprio noi, forse sapeva che l’avremmo accolta a braccia aperte? Sono sicura che loro riescano a percepire qualcosa di speciale.

Nei giorni seguenti ci accertammo dal veterinario che non avesse microchip e che stesse in buona salute, dopodiché le feci un bel bagnetto per togliere via lo sporco ed i nodi che le si erano formati durante i giorni dell’abbandono. L’acqua grigiastra scolò via e ne usci una cagnolina meravigliosa con un pelo folto e lucente ma le macchie di dolore che le avevano inflitto i suoi vecchi proprietari rimasero impresse nella sua memoria ancora per qualche tempo.

Giulietta, così come scegliemmo di chiamarla, rimaneva per ore nascosta al buio nel mio guardaroba, aveva uno sguardo molto triste, al minimo gesto brusco o alla vista della scopa rimaneva terrorizzata, come se fosse stata malmenata…Però una cosa le piaceva tanto, che le facessi le coccole sul pancino e tra un grattino e l’altro Giulietta cominciò a legarsi a me e a non perdermi mai di vista fino a che diventammo una cosa sola.

Fino ad ora ho omesso un dettaglio importante, all’arrivo di Giulietta, avevamo già tre cani e non potevamo permettercene un quarto, così a malincuore, mettemmo degli annunci con la speranza di trovare una famiglia adottiva.

Giulietta fu presto notata e dopo neanche un mese, un adottante si era già fatto avanti per prenderla con se. Ricevetti la notizia da mia sorella che me lo comunicò telefonicamente, in attesa di risponderle non riuscii a pronunciare nessuna parola e all’idea di dovermene separare provai un dolore talmente grande che scoppiai in un pianto profondo. In quel momento capii che in cosi poco tempo quell’esserino dolce, tutto peloso e con quegli occhi a palletta a cui non so proprio dir di no, mi era entrato dentro al cuore.

In accordo con la mia famiglia, ringraziai l’adottante e Giulietta divenne a tutti gli effetti la mia Giulietta o la mia Giuliacci come spesso la chiamo affettuosamente.

Tanto perché i cani non hanno sensibilità, Giulietta ha sofferto per un lunghissimo periodo di forti crisi d’ansia causate dal trauma dell’abbandono, durante uno di questi episodi ha divorato la tenda di merletto della mia camera da letto che ancora non sostituisco perché mi sembra la più bella delle opere d’arte!

Con il tempo, la mia piccola ha capito che con me non avrebbe corso nessun pericolo e che non l’abbandonerei mai per nessun motivo al mondo e quello sguardo triste che un tempo la contraddistingueva, ora si è trasformato in gioia e gratitudine che ogni giorno esprime con dei veri e propri sorrisi.

Il nostro legame è unico, lei è la mia ombra, quando neanche me ne rende conto, è lì a fissarmi con tutto l’amore che ha, non so cosa io abbia fatto per meritare tanto e perché abbia scelto proprio me ma grazie a lei ho conosciuto un sentimento unico e puro fatto di fedeltà e spontaneità, un amore incondizionato di cui solo le anime ricoperte di pelo e con quattro zampe sono capaci!

In nome dell’amore, della civiltà e dell’umanità, NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, al giorno d’oggi ci sono innumerevoli soluzioni alternative ed è bene ricordare che chi abbandona un animale rischia fino ad un anno di carcere e se per caso riesce a cavarsela tutto il male che ha provocato gli tornerà indietro centuplicato!!!

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