A Ciampino torna d’attualità il problema aeroporto

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Ciampino aeroporto
Aeroporto Pastine di Ciampino
Ciampino aeroporto
Aeroporto Pastine di Ciampino

Le dispute attorno ai problemi di impatto ambientale per i cittadini che abitano nelle vicinanze dell’aeroporto di Ciampino non sembrano placarsi mai. Ospitiamo la nota del comitato nato proprio a difesa dei residenti nelle zone limitrofe all’aeroporto ciampinese:

“Chiediamo che il “piano di contenimento ed abbattimento del rumore” presentato da AdR il 2 dicembre venga immediatamente respinto dalle istituzioni competenti – inizia così la nota del comitato per la riduzione dell’impianto ambientale dell’aeroporto di Ciampino. Chiediamo che AdR e Enac (che non ha vigilato) vengano immediatamente commissariate “ad acta” affinchè i commissari agiscano immediatamente per riportare la legalità nell’aeroporto di Stato di Roma Ciampino. Chiediamo che venga immediatamente ridotto il numero di voli complessivi nell’aeroporto di Ciampino a non oltre 60 al giorno (30 decolli e 30 atterraggi) come quantificato da Arpa Lazio nel corso dell’indagine ambientale CRISTAL. Chiediamo che la salute e la vita dei cittadini vengano tutelate riportando la legalità nell’aeroporto di Stato di Roma Ciampino. A seguito delle decisioni della Conferenza dei Servizi sull’aeroporto di Ciampino del 1/7/2010 e in base al Decreto Ministeriale 29 novembre 2000 del Ministero dell’Ambiente (“Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore”), il gestore Aeroporti di Roma SpA ha presentato il 2 dicembre alla Regione Lazio il “piano di contenimento ed abbattimento del rumore” per l’aeroporto “G.B. Pastine” di Roma Ciampino. Questo piano – continua il comitato – è vergognoso e provocatorio sia nei confronti dei cittadini che delle Istituzioni e deve essere immediatamente respinto dalla Regione e dalle amministrazioni di Ciampino, Roma e Marino. Il piano di AdR non rispetta le norme di settore e non individua alcuna soluzione per gli edifici abitativi della città di Ciampino (edifici costruiti con regolare licenza edilizia) che, a causa del trafffico aereo fuorilegge, si trovano in aree colpite da livelli di inquinamento acustico costantemente illegale e pericoloso per la salute dei cittadini, a cominciare dai bambini. Lo stesso DM 29/11/2000 del ministero dell’Ambiente al suo Art. 5 dice chiaramente che nel Piano di riduzione dell’inquinamento la priorità deve essere quella di ridurre il rumore alla fonte (cioè ridurre il numero di voli). E nell’Allegato 1 dello stesso Decreto si dice chiaramente che deve essere garantito l’abbattimento del rumore anche nelle “pertinenze esterne” degli edifici abitativi (balconi, giardini, cortili, etc.). Per questi 2.500 cittadini, già sottoposti da anni ad una vergognosa violenza, AdR propone invece che vengano sigillati in casa e isolati acusticamente all’interno delle loro abitazioni, danneggiando il loro diritto alla salute, alla disponibilità di tutte le pertinenze di loro proprietà e distrugendone la qualità della vita. Per i cittadini delle altre aree colpite (tra le 15.000 e le 20.000 persone) di Ciampino, Marino e Roma, AdR propone solamente lo spostamento da una zona all’altra di alcune rotte, tentando di mettere i cittadini gli uni contro gli altri e danneggiando i diritti di tutti. Queste misure sono già state sperimentate negli anni passati e, come hanno dimostrato le rilevazioni di Arpa Lazio, sono servite solo a espandere le aree soggette al danno ambientale. Dopo 3 anni di attesa da quel fatidico 1 luglio 2010, quando la Conferenza dei Servizi sull’aeroporto di Ciampino, anche a seguito di 550 denunce dei cittadini, approvò la zonizzazione acustica aeroportuale che, per la prima volta, dimostrava inequivocabilmente che l’aeroporto di Stato di Roma Ciampino operava da anni fuori dalle leggi dello Stato, AdR, con 6 mesi di ritardo sui tempi indicati dal Ministero dell’Ambiente, consegna solo ora un piano inutile e vergognoso che evidentemente spera di far passare con qualche torbido silenzio/assenzo delle istituzioni. Chiediamo di ridurre subito i voli a non oltre 60 al giorno complessivi (30 atterraggi e 30 decolli) come ha quantificato già nel 2009 da Arpa Lazio nello Studio Ambientale CRISTAL. Sulla vicenda di Ciampino, aeroporto di Stato fuorilegge, chiediamo – concludono gli autori del comunicato stampa – al Governo della Repubblica e alle Istituzioni centrali e territoriali competenti di non prendersi gioco dei cittadini e delle leggi dello Stato e di rientrare subito nella legalità”.

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