Cimini Bluegreen Sporting Club su Lazio Nuoto e Roma Capitale “un braccio di ferro che rischia di ripercuotersi sull’utenza”

Nota di Massimo Cimini, uno dei Soci e Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Commerciali del centro sportivo Bluegreen Sporting Club, già in passato gestore e consulente di grandi network sportivi quali Dabliu ed Heaven Group e centri sportivi quali Queen's Club Roma, Torrino Sporting Center

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Riccardo Viola, Presidente Coni Lazio e Massimo Cimini Bluegreen Sporting Club
“Una vicenda che si trascina ormai da tempo e che rischia trasformarsi alla fine in un enorme disagio per gli atleti, piccoli e grandi,  tesserati alla Società Sportiva Lazio Nuoto che affronteranno con non molto timore e grande incertezza questo anno sportivo 2020/2021 ormai alle porte. L’Amministrazione Capitolina poteva forse gestire meglio la questione a partire proprio dalla redazione del bando che è stato poi annullato dal TAR del Lazio in quanto non troppo sbilanciato su valutazioni economiche di carattere gestionale e non quindi attento anche al curriculum ed al progetto di gestione diddattico e sportivo della Società storicamente affidataria del polo natatorio: mi auguro, da Ex Consigliere Municipale al Comune di Roma e da gestore ed imprenditore del settore sportivo pubblico e privato, che il braccio di ferro al quale stiamo assistendo non si ripercuota sull’utenza che ha da sempre palesato e testimoniato il gradimento e l’attaccamento alla Società bianco azzurra”. Così in una nota Massimo Cimini, uno dei Soci e Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Commerciali del centro sportivo Bluegreen Sporting Club, già in passato gestore e consulente di grandi network sportivi quali Dabliu ed Heaven Group e centri sportivi quali Queen’s Club Roma, Torrino Sporting Center, ecc…
La vicenda:
Secondo la Società biancoceleste, infatti, per com’era stato scritto, il bando aveva un grosso limite. Avrebbe finito per premiare più l’aspetto economico che l’offerta tecnico-sportiva. Una lettura che è sempre stata contestata dall’amministrazione cittadina. Nei fatti però, la previsione della Lazio Nuoto si è rivelata corretta. Nell’assegnazione della piscina ha pesato notevolmente l’offerta economica. Ragion per cui, la concessione, è stata vinta dalla SSD Maximo. Una società che, sul piano sportivo, aveva ottenuto un punteggio inferiore.
Il risultato del bando è stato contestato dalla Lazio Nuoto ed il TAR del Lazio, con una sentenza annunciata a maggio, ha disposto l’annullamento della gara. La società sportiva biancoceleste ha così potuto iniziare a riorganizzare la propria attività, interrotta a causa del nuovo Coronavirus. Sono ripartite le iscrizioni e per lunedì 31, dopo la pausa di agosto, era prevista la riapertura al pubblico. I programmi però sono stati guastati da una notizia che, nel club biancoceleste, pochi attendevano.

 

  

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