Cinque Stelle replicano a Marini sul Pec

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Movimento Cinque Stelle
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Francesco Camilli e Sandro Sciattella Portavoci dei Cittadini per Il Movimento Cinque Stelle di Albano Laziale, risponde con una lettera aperta al Sindaco Nicola Marini sulla questione del Piano di Emergenza Comunale.

“Nel ringraziarLa – apre la nota – per aver risposto personalmente alla nostra missiva, ci corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.

Preliminarmente, la pubblicazione del post con il quale si lamentava la mancanza di risposta alla nostra offerta si sarebbe potuto evitare con un semplice segno di ricezione dell’offerta, da valutare nei tempi e modi ritenuti necessari, non pretendendo che l’accettazione arrivasse immediatamente, come dimostra il lungo termine che avevamo indicato nella missiva stessa.

Chiarito tale punto cercheremo di rispondere alle Sue osservazioni e richieste.

Innanzi tutto ci preme sottolineare come le forze dell’ordine e tutti i soccorritori che sono intervenuti in occasione dell’incendio dell’impianto TMB della discarica di Roncigliano, abbiano svolto al meglio il proprio compito.

Del resto, quando abbiamo accennato a “problemi nelle modalità di gestione dell’emergenza” abbiamo fatto riferimento non solo e non tanto a nostre valutazioni personali, bensì ad opinioni espresse da esperti del settore e riportate dalla stampa. A tal proposito le indico la lunga intervista rilasciata dal “disaster manager Mauro De Rossi, specialista di emergenze della Protezione Civile nazionale, in forza al gruppo comunale di Albano”, in data 3 luglio 2016, al giornale “il Caffè.tv”.  In particolare per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, che qui interessa, l’intervistato ad esplicita domanda se era stato fatto tutto il necessario,  ha risposto “sicuramente no”, evidenziando la necessità di lavorare con procedure alla mano in un coordinamento di protezione civile e con un piano vivo e non chiuso in un cassetto che tenga conto di tutti i rischi del territorio.

D’altro canto, ci rendiamo conto che forse, sempre da un punto di vista organizzativo,  non era  possibile fare di più dato che nel PEC della nostra città, non è censita la discarica di Roncigliano.

E con ciò veniamo a rispondere alla Sua richiesta di specificare le norme alle quali il PEC non troverebbe rispondenza.

A tal riguardo Lei, nella missiva, ci riferisce  che il Piano “è stato discusso e approvato dal Consiglio Comunale di Albano Laziale in data 14-12-2014 sulla base delle precise indicazioni contenute nelle Linee Guida approvate dalla Giunta Regionale del Lazio (D.G.R.415 del 2015)”.

In realtà, a quello che risulta dal sito istituzionale del Comune, l’approvazione del PEC sarebbe  intervenuta – continua la nota di Camilli – il 19.12.2014, e le linee guida seguite nella redazione del Piano non potevano essere quelle contenute nel D.G.R. 415 del 4 agosto 2015, essendo successive di ben otto mesi rispetto all’approvazione del PEC di Albano. Più verosimilmente si sarà trattato delle linee guida contenute nel D.G.R. 363 del 17.06.2014. Ora, al di là di queste discordanze, non mettiamo in dubbio che il PEC sia stato approvato seguendo le linee guida vigenti al momento, però quello che possiamo sottolineare è che di tale riferimento normativo non ve ne è traccia né nel testo della delibera di approvazione del piano, né nel corpo dello stesso PEC.

Orbene, sgombrato il campo da tali aspetti “formali” e ricordato che, attualmente le linee guida da seguire sono dettate dal combinato disposto della D.G.R 363/14 e dalla D.G.R. 415/15, andiamo alla sostanza delle nostre osservazioni.

Il PEC della nostra città, come già detto, non prevede tra le criticità la discarica di Roncigliano e con ciò non conformandosi a quanto previsto  nelle Linee Guida emanate dalla Regione con la D.G.R. 363/2014, che prevedono le “discariche” sia tra gli “eventi attesi” (pag. 23) e sia tra gli “impianti industriali ed attività rilevanti” (cod. IR6 tabella di codifica pag. 89).

Va da se che se il rischio non è censito, non ci sono né procedure, né esercitazioni e né viene preso in considerazione per l’individuazione delle aree di emergenza.

Inoltre, per quanto attiene alle Aree di Attesa, previste nell’allegato “A” delle Linee Guida del 2014, se ne chiede l’individuazione, anche mediante delle esercitazioni, la divulgazione di materiale informativo e la predisposizione di cartelli indicativi, ma allo stato non ci risulta che a tale previsione sia stata data attuazione.

Parimenti, pur essendo previste dalla normativa,  non ci risultano censite nel PEC le “gallerie stradali” (cod. EC1)  e gli “altri punti critici per incidenti” (cod. EC5, ad es., alla luce dei frequenti incidenti ivi verificatisi, potrebbe rientrare in tale previsione la rotatoria posta tra la Via Nettunense, Vie Rufelli e  Via Craxi, già oggetto di nostra precedente missiva).

Inoltre dobbiamo rilevare un altro aspetto che non ci sembra si allinei con il senso della  normativa vigente. Infatti è previsto che il PEC sia obbligatoriamente pubblicizzato, inserito e totalmente visibile sul sito web istituzionale del Comune in modo che la popolazione ne conosca gli obiettivi e prenda coscienza della ubicazione delle aree di emergenza e dei nominativi dei Responsabili di Funzione. In particolare sul sito deve essere inserito un banner apposito e attivo con il nuovo logo dell’Agenzia e al cui interno compaiono notizie e informazioni visibili in continuo a qualunque visitatore del sito secondo un certo schema predefinito. In realtà andando sul sito del comune la ricerca del banner relativo al PEC non è così facile come il senso della norma richiede. Infatti, occorre andare alla fine della pagina e tra una molteplicità di icone, di dimensioni modeste, nell’ultima riga, vi è l’icona della protezione civile, aperta la quale compare un testo scritto e solo alla fine di questo vi sono dei PDF cliccando su uno dei quali si apre il PEC. Riteniamo che in una situazione di emergenza sia oltremodo macchinoso arrivare alla fonte delle informazioni necessarie al cittadino. Riteniamo pertanto che la visibilità e la fruibilità del PEC sul sito istituzionale vada migliorata, magari a discapito di altre notizie  meno rilevanti.

Ulteriormente, per quanto attiene ai tempi entro i quali aggiornare il PEC, le considerazioni sopra esposte fanno sorgere dubbi su quali siano i termini da rispettare. Infatti le Linee Guida regionali differenziano i piani approvati dai comuni dopo la data del 1 luglio 2014 a seconda se abbiano seguito o meno le indicazioni contenute nella D.G.R.363/14. Inoltre, sono intervenute delle modifiche delle situazioni territoriali, non censite nel PEC, come le gallerie della tangenziale (cod. EC1), e altri punti critici per incidenti (cod. EC5, es. la nuova rotatoria posta sulla Nettunense a confine tra Albano e Ariccia), che ci inducono a ritenere applicabile la previsione normativa che obbliga all’aggiornamento annuale del PEC.

Ciò detto, l’ idea di offrire alla nostra città il software per la realizzazione di un nuovo PEC, deriva proprio dall’esigenza di poter disporre di un Piano flessibile, facilmente modificabile in tempo reale che tenga conto di tutte le novità delle fonti di pericolo per la popolazione che dovessero intervenire.

Quanto alle osservazioni sulle caratteristiche del programma offerto, occorre sottolineare come lo stesso, già adottato da molte altre amministrazioni comunali, per quanto ci è stato garantito, rispetti tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente (ad eccezione delle Condizioni Limite di Emergenza, trattandosi di un allegato da fare a cura dell’Ufficio Tecnico del Comune, tramite il software softCLE del DPC). Circa i problemi di privacy va osservato come il PEC non sia un semplice documento amministrativo, ma rappresenta uno strumento da pubblicare e condividere con la cittadinanza. Si consideri a tal riguardo che a Marino il PEC lo stanno realizzando gli stessi cittadini e le associazioni del territorio, metodo che consente di censire in maniera ancor più dettagliata tutte le criticità del territorio. Ulteriormente la privacy è rispettata anche nell’innovativo servizio che in caso di emergenza, segnala le persone incapaci di raggiungere autonomamente i centri di raccolta.

Nella nostra offerta è compreso anche il costo di gestione del software pertanto  il Comune verrebbe a beneficiare di uno strumento del valore di €.10.500,00 ( per i tre anni previsti). A ciò andrebbe aggiunto anche il contributo che la Regione Lazio ha previsto per i  Comuni che regolarizzano i propri PEC entro il 5 dicembre 2016 (somma di €.14.000,00).

Non essendo dei tecnici, come immagino non lo sia Lei, auspichiamo che, al fine di valutare compiutamente la nostra offerta, voglia far contattare gli esperti del Comune con la ditta fornitrice del Software, così da poter avere tutte le necessarie informazioni, garanzie e verificare direttamente la versione integrale e non la demo disponibile sul sito.

Nella convinzione  di aver soddisfatto le Sue richieste e nella speranza che, nel superiore interesse della nostra comunità, si addivenga all’accoglimento della nostra offerta, inviamo distinti saluti”.

I portavoce del gruppo Sandro Sciattella Francesco Camilli

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