Cittadini scendono in piazza a Velletri per difendere la sanità pubblica

L'appuntamento promosso da un gruppo di cittadini sui social servirà per discutere di sanità Sabato 11 Luglio alle 17 a Piazza Mazzini a Velletri

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locandina
Assemblea di Uniti per la Sanità Pubblica - Coordinamento Velletri, si svolgerà l’11 Luglio appunto, in piazza Mazzini a Velletri a partire dalle ore 17:00.

Nonostante le rassicurazioni giunte dalla Asl Roma 6 in merito al destino di alcuni reparti dell’ospedale Colombo di Velletri, e più in generale alla concretizzazione di un piano di potenziamento della struttura, tra i cittadini si fa largo un clima di sfiducia, ed in molti vorrebbero vederci più chiaro, sia in merito alle scelte della Asl ma non solo, anche sulle politiche della Regione Lazio in merito alla sanità ed a come intendono comportarsi gli enti locali, rispetto a decisioni che li vedono, non ostante le rassicurazioni, in un ruolo subalterno rispetto alle decisioni che contano.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa nata dai social network: che vedrà il prossimo 11 Luglio tenersi un’assemblea pubblica e aperta in piazza, proprio per discutere di sanità. L’appuntamento, lanciato dal gruppo Facebook “Uniti per la Sanità Pubblica – Coordinamento Velletri”, si svolgerà l’11 Luglio appunto, in piazza Mazzini a Velletri a partire dalle ore 17:00.

Queste le motivazioni che si leggono dai promotori: ““Parleremo di quello che è successo alla sanità nella nostra Regione e a livello nazionale, del ruolo giocato dai privati, e dei contraccolpi subiti dai lavoratori del settore e dai pazienti. Sarà anche un’occasione per raccogliere le opinioni di tutti e pensare in maniera costruttiva alle azioni e agli interventi possibili per interrompere il processo di mercificazione della salute, che va avanti ormai da troppo tempo. Scendiamo in campo per il nostro diritto alla salute”.

Particolare stupore infatti desta agli osservatori il ruolo che negli ultimi anni i Sindaci hanno via via perso, non perché una legge li esautorasse, anzi, ma per una certa loro tendenza all’accondiscendenza rispetto a scelte regionali, o peggio, puramente calate dalle Asl. Una timidezza che ne ha limitato l’azione di indirizzo politico rispetto alle scelte sanitarie, che di fatto si esplicita esclusivamente nella moral suasion, e non alle carte ufficiali.

Al contrario, il ruolo dei Sindaci è centrale secondo la legge vigente, ben più importante rispetto alle direzioni generali delle Asl. Perché spetta ai Sindaci ed all’Assemblea dei Sindaci il compito di dettare l’indirizzo politico sanitario alle Asl e non viceversa come sempre più è in uso negli ultimi anni.

Il D.Lgs. 229/99 di riforma del servizio sanitario infatti, ha ridisegnato un nuovo modello di relazioni tra Regione, enti locali e aziende sanitarie basato sul pieno coinvolgimento di ciascun livello di governo al processo decisionale e su di una effettiva cooperazione\collaborazione, grazie alla Conferenza dei Sindaci prevista dal 14° comma dell’art. 3[1] secondo cui «Nelle unità sanitarie locali il cui ambito territoriale coincide con quello del Comune, il Sindaco, al fine di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione, provvede alla definizione, nell’ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività, esamina il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio e rimette alla regione le relative osservazioni, verifica l’andamento generale dell’attività e contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al direttore generale ed alla regione.

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