Clownterapia, in corsia gli interpreti di emozioni

Presentata Legge sulla Clownterapia da Rodolfo Lena alla presenza del Presidente della federazione nazionale associazioni Clown Dottori Alberto Dionigi

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Rodolfo Lena alla cerimonia di consegna dei diplomi per i Clown Dottori a Civitavecchia
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I corsisti diplomati Clown Dottori a Civitavecchia

Nella giornata di oggi a Civitavecchia sono stati consegnati gli attestati agli studenti al termine del percorso formativo per clown di corsia organizzato dal Centro di Formazione Professionale della Città Metropolitana di Roma. Durante l’evento, alla presenza dei corsisti, si è svolto un dibattito attorno al tema della Clownterapia e della formazione dei Clown Dottori. Al tavolo dei relatori sono stati presenti su invito del direttore del Centro Mario Tallarico: l’Onorevole Rodolfo Lena presentatore della Legge Regionale sulla Clownterapia recentemente approvata dalla Commissione Salute e Politiche Sociali che lui stesso presiede ed il Dottor Alberto Dionigi, Presidente nazionale delle associazioni dei Clown Dottori. Durante il dibattito, moderato dal Fondatore di Meta Magazine Andrea Titti, è emersa l’importanza della cosiddetta Terapia del Sorriso durante il percorso di cura e la degenza nelle strutture socio-sanitarie dei pazienti, e la necessità di regolamentare la formazione dei clown di corsia partendo dal coinvolgimento delle associazioni. Proprio in questa direzione va la legge promossa da Lena, che attraverso dei bandi rivolti alle associazioni a partire dal 2018, permetterà alle stesse di formare le figure dei clown di corsia, non essendo ancora in Italia riconosciuta questa specifica figura professionale. “Credo che la cura del paziente – ha sottolineato Rodolfo Lena nel suo intervento – oltre che in termini meramente clinici vada interpretata come una presa in carico da parte del sistema sanitario della persona a 360° inclusi gli aspetti psicologici e di accoglienza che contribuiscono a una più rapida e consapevole convalescenza e guarigione. Questa iniziativa legislativa va proprio in questa direzione”. “A prescindere dall’essere volontario o professionista ogni clown di corsia prima di entrare in contatto con i pazienti – ha dichiarato il dottor Alberto Dionigi – deve essere opportunamente formato e preparato, avendo il delicato compito di chi deve trasformare l’emozione negativa della malattia in una emozione positiva. Il ruolo del clown di corsia infatti è quello di un interprete di emozioni”.

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