Coltelli d’Italia, il derby nella destra italiana anche ai Castelli

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Lago Albano a Castel Gandolfo
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Lago Albano a Castel Gandolfo

La resa dei conti tra i vari pezzi della destra nazionale non fa sconti nemmeno ai Castelli Romani dove la residuale forza della lista di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, uscita vincitrice dalla conta dell’ultima riunione della Fondazione Alleanza Nazionale, prende consistenza se si considera il calibro dei giocatori in campo. Alcuni già da tempo impegnati dichiaratamente nelle file di Fratelli d’Italia. Altri fuori ma come spettatori molto più che interessati al derby in corso a destra.                                                                                        Le città di Albano e Marino, con un pizzico di attenzione anche su Ariccia, sono al momento i campi di battaglia all’interno della Città metropolitana di Roma sui quali si combatte il match, per lo più ancora sotterraneo, che vede in prima linea i maggiorenti, provinciali e regionali, di Fratelli d’Italia e Forza Italia (corrente gasparriana) assieme a neocostituiti, più o meno improvvisati, circoli della Lega e del movimento Noi con Salvini.

A tenere le fila, forte del buonissimo risultato elettorale della sua candidatura a sindaco di Albano, il consigliere metropolitano e portavoce provinciale di FdI-An, Marco Silvestroni che si troverà, o meglio, già si trova tra le mani la grana delle alleanze nelle bombardate realtà di Ariccia e, ancor più Marino, impegnate l’anno prossimo in un turno amministrativo assolutamente interessante, ancora una volta, per gli equilibri politici di tutti i Castelli Romani.

ALBANO-CASTELGANDOLFO – Se, infatti, proprio nelle cittadine sorte attorno alle rovine dell’antica Albalonga, esponenti autorevoli di area moderata, anche giovani, provenienti dagli ambiti finiani dell’ex Alleanza Nazionale (si pensi ad Albano al consigliere Luca Andreassi, alla neoeletta Enrica Cammarano, allo stesso editore di Meta Magazine, Andrea Titti, già esponente locale di Azione Giovani, poi animatore del circolo finiano di Albano di Futuro e Libertà che hanno deciso di spostarsi nella coalizione vicina al rieletto sindaco Pd, Nicola Marini, così come hanno fatto a Castelgandolfo – sia pure con tempistiche e in fazioni piddine differenti – ex rappresentanti autorevoli del centrodestra come Giacomo Moianetti, già candidato sindaco del centrodestra ma ormai da anni nel Pd e Alberto De Angelis, ultimo candidato sindaco di parti del centrodestra, arrivato in soccorso della giunta Monachesi in crisi) vi sono invece in altre realtà forti resistenze da parte di duri e puri, veri o presunti, intenti a restare anima e corpo, militanti di formazioni di destra.

ARICCIA – MARINO – Così se il fiduciario provinciale di FdI Silvestroni deve badare agli equilibri d’area che vanno dall’entusiasmo – si dice – di alcuni fraschettari della vicina Ariccia da tempo intenti a cercare una sintesi politica attorno alla neonata formazione salviniana o addirittura a una estemporanea versione “aricciarola” della Lega Nord, a Marino la battaglia è decisamente più interessante e intrigante, almeno per i protagonisti in campo tra i quali si dice ormai da tempo ci sia, almeno nel ruolo di spettatore più che interessato e pronto a entrare all’improvviso a gamba tesa nel dibattito, il consigliere regionale e (ancora) coordinatore provinciale di Forza Italia, Adriano Palozzi, vicinissimo a Tajani e al cerchio magico berlusconiano fino al clamoroso arresto del suo cavallo di battaglia marinese, l’ex sindaco Fabio Silvagni per il quale, da parte del predecessore, si è letto un affetto a correnti alternate. Molto forte a primavera, assolutamente tiepido in occasione del recente rilascio dell’ex primo cittadino, dove di Palozzi si è avuta notizia diretta solo attraverso un post autografo su Facebook nel quale definiva “merde” i rappresentanti delle forze di opposizione marinese.

Nella caotica vicenda in corso sulla collinetta di peperino, la posizione di Fratelli d’Italia si è voluta distinguere, tuttavia, immediatamente, uscendo dalla Coalizione dei Moderati già da aprile con una perentoria richiesta di “elezioni subito” firmata dal coordinatore locale Alessandro Buzi, ex vicesindaco di Forza Italia nei primi anni 2000, poi nel 2011 passato in Futuro e Libertà prima di approdare alla corte di Meloni e La Russa.

Una figura, quella di Buzi, sottoposta tuttavia a continui scossoni. Il pur piccolo partito dell’area di destra marinese che alle elezioni dello scorso anno non ha espresso consiglieri comunali né assessori in giunta, resta ancorato, infatti, alla ex Coalizione dei Moderati grazie a figure della destra cittadina pronte a fare da pontieri proprio con l’area vicina all’ex sindaco Palozzi: in primo luogo l’imprenditore Fabio Martella, alle ultime elezioni candidato della lista civica Accendi il Futuro di cui ad oggi resta coordinatore, gruppo intestato all’ex superdelegata Arianna Esposito, a sua volta in contatto con altre due esponenti storiche della destra cittadina come le sorelle Minucci: dalla stilista Sabrina all’ex delegata alle Pari Opportunità e, prima del 2000, già coordinatrice comunale di Alleanza Nazionale, Cinzia.

Da non sottovalutare, poi, le posizioni degli ex consiglieri comunali di punta: l’avvocato Remo Pisani, capo di gabinetto in Regione con Palozzi, e qualcuno dice, potenziale candidato sindaco in pectore gradito (ovviamente) al suo capo e Stefano Cecchi, incattivito dal ruolo di eterno secondo che qualcuno vorrebbe proprio interessato a una scalata ostile dell’area Meloni-Salvini, forte dei suoi circa 1000 voti in quota alla decennale ma stanca esperienza della lista civica Costruiamo il Decentramento, fino ad oggi totalmente incentrata sulla sua persona, come pure dell’esperimento in corso ad opera di un suo giovane fedelissimo, tale Emanuele Sambucini, autore di comunicati a nome del gruppo Noi con Salvini di cui pare sia stato nominato referente sul territorio. Lo stesso Cecchi dal 2013, quando entrò in competizione proprio con la Esposito, non fece mistero sulle volontà di candidarsi sindaco di Marino, velleità poi spenta ma mai sopita dalla designazione forzatamente unitaria di Silvagni.

In tutto ciò, per concludere il quadro sulla sintomatica diaspora del centrodestra marinese e castellano, va considerato il ruolo di un altro ex An di punta, Umberto Minotti, già coordinatore di collegio del partito che fu di Gianfranco Fini e, negli ultimi quattro anni, coordinatore dell’intera Coalizione dei Moderati.

Proprio da lui (che qualcuno vorrebbe, insieme all’ex assessore Udc, Giuseppe Bartolozzi, intento a tessere più o meno segretamente i fili di una grossa coalizione tra pezzi di centrodestra e pezzi di Pd con l’obiettivo di scongiurare ogni possibilità di vittoria del MoVimento 5 Stelle) è partita l’iniziativa di una riunione allargata a tutte le voci interne o prossime all’ex Coalizione dei Moderati che sarebbe in programma per venerdì sera.

Tra gli invitati pare ci siano anche i rappresentanti dei neonati movimenti Civiltà Democratica e Marino Sociale.

Da quella riunione si vorrebbe capire se ci sono ancora le possibilità per ricucire, in vista delle prossime elezioni, la tela violentemente strappata dai noti fatti di natura giudiziaria che hanno colpito i vertici dell’ex maggioranza, oppure i rapporti siano compromessi al punto di continuare la battaglia in tante corse solitarie verso un pericoloso appuntamento da rinnovare a primavera nei quindici giorni che separerebbero il primo dal secondo turno elettorale.

 

 

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