Pd Albano Laziale, Guglielmo per consiliatura di cambiamento

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Marco Guglielmo
Marco Guglielmo consigliere comunale Pd Albano Laziale
Marco Guglielmo
Marco Guglielmo consigliere comunale Pd Albano Laziale

A poche ore dalla celebrazione del congresso del Partito Democratico di Albano Laziale, quando gli iscritti si recheranno nelle sedi predisposte dal partito ad Albano Centro, Cecchina e Pavona, Meta Magazine prosegue la carrellata per far conoscere i due candidati che si sfideranno per la segreteria cittadina. E’ il turno di Marco Guglielmo, attualmente consigliere comunale a Palazzo Savelli, senza deleghe assessorili, supportato tra gli altri dai Giovani Democratici di Albano.

Guglielmo su quali linee politiche si caratterizza la sua proposta politica che sottopone agli scritti di questo congresso?”Io ritengo che la legislatura in corso, che vede il centrosinistra al governo della nostra città dopo 10 anni, possa essere definita la consiliatura della “liberazione”, ma la prossima, quella che andremo a costruire, dovrà essere per il centrosinistra la consiliatura del cambiamento”.

Su che basi si poggerebbe questo cambiamento?

“Mi concentrerei su cinque grandi punti chiari: una coalizione di centrosinistra semplificata, consumo del territorio zero, Castelli Romani a rifiuti zero, metropolitana dei Castelli Romani, partecipazione dei cittadini tramite la rivoluzione digitale”.

Cosa intende per centrosinistra semplificato?

“Io credo che dal prossimo martedì, ossia dal giorno dopo l’esito congressuale, se io dovessi essere il segretario del Pd di Albano Laziale, lavorerei per costruire una proposta politica attorno ai contenuti che ho citato, ripartendo dalle forze politiche del centrosinistra che sono: Pd, Sel, Rifondazione Comunista, Centro Democratico ed Italia dei Valori. Io amo usare due immagini della memoria del 2010 per spiegare questo ragionamento. La prima è la presentazione della candidatura del Sindaco Marini all’Alba Radians, nella quale si poteva respirare davvero l’aria del cambiamento, e per certi aspetti del sogno suscitato in tante persone. L’altra è quando centinaia di quei cittadini hanno affollato la sala del Consiglio nella prima seduta, per la presentazione della giunta. Non ne faccio questione di nomi, né mi interessano le etichette, che dividono “nuovo” e “vecchio”. Ma c’è un fatto: alla vista di quella Giunta molti cittadini hanno avuto la sensazione che quel sogno fosse stato tradito. Da lì in poi serviva un Partito che tenesse vivo il sogno. E invece il Partito si è chiuso in una sorta di difesa d’ufficio dell’amministrazione. Realizzando così il contrario dell’obiettivo dichiarato. Per difendere l’amministrazione in realtà la si è danneggiata. Il Partito deve essere aperto alle critiche, deve discutere, decidere insieme, e proporre all’amministrazione. Questo è il punto politico della mia proposta”.

Lei auspica un restringimento del campo dei partiti e delle liste che oggi sostengono Marini quindi?

“Nella prossima consiliatura sì, perché  se si vuole davvero il cambiamento non si può più sottostare agli infiniti giochi di palazzo che rallentano l’azione di questa amministrazione, fatti da una parte politica che non è il centrosinistra ma governa col centrosinistra”.

Ci può spiegare meglio?

“Per capirci, io auspico la formazione ad Albano del Partito Socialista: se ci sarà questo tipo di riferimento attorno al quale aderiranno personalità storicamente facenti capo a quella cultura politica, si potrà aprire un dialogo programmatico a medio termine per rinsaldare sia l’azione politica di quest’ultimo anno e mezzo di legislatura, sia per la ventura. Se però si continuerà con l’uso strumentale di liste civiche utili soltanto per essere eletti di qua o di là, non si va da nessuna parte. Io credo che il centrosinistra dei cittadini, quello di cui ho parlato, abbia un bisogno enorme di civismo vero, cioè di liste fatte di persone che prima non hanno mai fatto politica e che aderiscono a un progetto che guardi al Bene comune. Questo perché siamo in un momento in cui i Partiti, tutti, sono screditati. Riformare i Partiti e allargare la partecipazione a chi si organizza fuori di essi è un dovere essenziale per vincere le elezioni e governare bene”..

Qual’é la critica o la domanda più frequente che sta ascoltando in questi giorni verso la sua candidatura?

“L’accusa che velatamente si porta alla mia candidatura, che non è frutto di ambizioni personalistiche, ma il risultato di un ragionamento politico che da tempo con altri portiamo avanti, è quella di voler spaccare il partito al congresso, per poi uscire dallo stesso in vista delle elezioni, per chissà quale avventura civica. Io non solo smentisco questa fantasiosa ipotesi, ma la ribalto completamente. La nostra proposta politica è utile proprio per non fare allontanare dal Pd una parte importante dei nostri elettori che, se continueranno a sentirsi spettatori e non protagonisti, sarebbe fortemente attirata da proposte elettorali diverse”.

Se vincerà il congresso cosa cambierà nel Partito Democratico di Albano Laziale?

“Il Pd, i suoi iscritti e soprattutto i suoi elettori, hanno sofferto e stanno soffrendo l’eccessivo appiattimento del partito sull’azione di governo. Intendiamoci, il sostegno a quella che è la nostra amministrazione non è in discussione, ma riteniamo che il ruolo del principale partito della coalizione non sia soltanto quello di “avvocato difensore” della giunta, ma di motore del cambiamento. Dico questo perché penso che se si continua a far deperire la partecipazione alle decisioni che il partito propone alla sua maggioranza, sempre più militanti ed iscritti avvertiranno un senso di inutilità, sentendosi come meri spettatori di decisioni che avvengono altrove, calando dall’alto sulle proprie teste”.

Come si inserisce la sua candidatura all’interno della campagna congressuale nazionale del Pd? Insomma lei con chi sta, con Renzi, Civati o Cuperlo?

“Da sempre nel Pd si criticano le correnti e l’azione delle cosiddette “filiere”, che legano le decisioni sui territori a logiche lontane. Si criticano, ma poi alla fine sono sempre quelle logiche a prevalere. La mia candidatura è un punto di innovazione anche in questo, proprio perché non è legata a nessuna proposta sovracomunale, ma si mantiene in una logica strettamente territoriale, focalizzando la propria proposta su Albano e sul futuro che si vuol dare a questa città. Sono orgoglioso che tra chi mi sostiene ci sono persone che voteranno Renzi, Civati e Cuperlo. Non mi sottraggo alla domanda tuttavia, e dico che io personalmente al congresso nazionale voterò Pippo Civati, ma ciò esula dal congresso di Albano”.

Ha parlato di Castelli Romani a rifiuti zero e consumo del territorio zero: sono proposte realizzabili?

“Sono proposte non solo realizzabili, ma facilmente conseguibili se solo ci fosse una strategia politica coerente con questi obiettivi, fatta di alleanze chiare e programmi condivisi. Io propongo ad esempio che alle prossime elezioni, dove se fossi segretario non sarei candidato, perché ritengo di dover rimarcare la diversità del ruolo di segretario con quello di amministratore, il centrosinistra dovrà presentare, prima del voto, un programma chiarissimo, che indichi per ogni progetto le risorse necessarie e dove reperirle, i tempi di realizzazione e i problemi da risolvere, e insieme al programma la sua squadra di assessori, in modo che i cittadini possano scegliere chiaramente non solo delle persone, ma dei progetti e una squadra coerente con essi. Solo in questo modo si svincolerà dai ricatti dei soliti potentati che ingessano Albano da troppo tempo”.

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