Covid, più tamponi si fanno meno morti ci sono

Il Prof. Luca Andreassi nella sua zona mista dimostra numeri alla mano come un alto numero di tamponi possa diminuire il numero dei decessi

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Propensione a fare tamponi

Su una cosa potete stare certi. Non mi stancherò mai di parlare di tamponi. Tra le tante bugie con le quali si cerca di ingannare la gente, quella che noi saremmo il Paese che fa più tamponi è la più grande. Anche perché irrispettosa nei confronti dei nostri 30.000 morti.

Vi mostro due grafici.

Il primo rappresenta la propensione a fare i tamponi. È riportato, cioè, per ogni nazione, il numero di tamponi al giorno ogni 1.000.000 di abitanti.

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Propensione a fare tamponi

L’Italia la trovate là in fondo, con i suoi circa 547 tamponi. Non è ultima. Fatto che di per sé sarebbe una grande notizia.

Se non fosse che l’anzianità epidemica dell’Italia, ovvero la durata dell’epidemia rispetto a Belgio, Olanda, Svezia, UK e Francia che ci seguono in classifica, è decisamente maggiore. Noi abbiamo una ventina di giorni di tamponi che le altre Nazioni non hanno. Dunque, siamo, di fatto, ultimi.

Ma perché tanto interesse in questi tamponi. Semplicemente perché esiste una correlazione diretta col numero dei decessi. Ovvero più tamponi si fanno meno morti ci sono.

Ed il secondo grafico spiega questa correlazione in maniera evidente.

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Numero morti per milione di abitanti

Le nazioni del primo grafico sono state suddivise in 5 classi che vanno da classe 1 (tanti tamponi) a classe 5 (pochi tamponi). Per intenderci, nella classe 1 ci sono Islanda, Lituania, Israele, Estonia mentre, in classe 5 ci sono Italia, Spagna, UK.

Bene. Quello che si vede è che passando dalla “classe 1 tanti tamponi” alla “classe 5 pochi tamponi” il numero di morti su un milione di abitanti passa da 19 a 294.

Le ragioni sono evidentemente molteplici. La più importante è, certamente, legata al fatto che tanti tamponi consentono un intervento tempestivo sul malato, scongiurando complicazioni polmonari, ricoveri in terapia intensiva e dunque congestione delle strutture ospedaliere.

Ora, se volete, potremmo provare a fare i conti di quante morti si sarebbero, forse, potute evitare se si fosse deciso di fare, da subito, tamponi, attrezzandosi adeguatamente. Come ha fatto, per esempio il Veneto, decidendo di non seguire le linee guida del Governo e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Andrà tutto bene? Io conosco un’unica risposta. Testare, tracciare e trattare. Ed allora sì che andrà tutto bene.

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