Criaac sula nuova strada carrabile nell’aeroporto di Ciampino

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Ciampino
Panorama Aeroporto di Ciampino
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Panorama Aeroporto di Ciampino

“Nel completo disprezzo della Procedura di VIA in corso presso il Ministero dell’Ambiente, una nuova strada carrabile viene realizzata in pochi giorni all’interno dell’aeroporto a ridosso della città di Ciampino” – così il Criaac introduce il proprio comunicato stampa sulla “nuova strada carrabile dentro l’aeroporto”.

“Negli ultimi 10 giorni è stata costruita una nuova strada carrabile dentro l’aeroporto, a pochi metri  dalla strada perimetrale interna che già esiste e circonda l’aeroporto passando a ridosso delle  case della città di Ciampino – esordisce nella nota il Criaac.

Questa nuova strada, lunga per ora poco meno di un chilometro va dall’altezza del centro della città di Ciampino fin quasi all’uscita della città, dove si trova la porta militare dell’aeroporto su via della Folgarella. Ma la sua costruzione non sembra volersi fermare a questo solo tratto. Infatti, al lato opposto della città e dell’aeroporto rispetto a dove arriva ora la strada, si vedono centinaia di metri di bandoni di plastica, di quelli che vengono usati per delimitare le aree di cantiere, e che sembrano essere posizionati sulla stessa linea del tratto di strada già costruito. Se così fosse, la strada percorrerebbe il confine interno dell’aeroporto da un lato all’altro della città di Ciampino.

Cosa significa e a cosa servirebbe una nuova strada a pochi metri da quella che già esiste dentro l’aeroporto? E chi l’ha autorizzata, tenendo conto che è attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente una procedura di Valutazione Ambientale (VIA) dell’inquinamento prodotto dall’aeroporto che imporrebbe una situazione di “bocce ferme”? Questa nuova infrastruttura stradale, alterando lo “stato dei luoghi”, mette profondamente in discussione la validità di tutto il processo di VIA ed è anche in contraddizione con la posizione espressa dalla Commissione Europea che su questo aeroporto ha aperto l’indagine EU Pilot 6876/14/ENVI per valutare l’infrazione alle norme comunitarie.

Ci tornano allora in mente – prosegue il Comitato – le dichiarazioni fatte dal Sindaco di Ciampino, Terzulli, il 26 novembre scorso quando, rispondendo con una sua nota stampa ad un comunicato del nostro comitato che denunciava il rischio che venisse riattivata l’antica via di rullaggio degli aerei a ridosso della città, rispose che i progetti che avevamo visto riguardavano “la possibilità di realizzare una via al confine della Città che consenta un collegamento alternativo alle principali strade provinciali” e che questa iniziativa avrebbe dimostrato, a suo parere, “ancora una volta la volontà sia dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile che di Aeroporti di Roma di venire incontro alle esigenze della nostra Città, in controtendenza con quanto accaduto in passato”.

Si tratterebbe forse di questo? Si tratterebbe di realizzare una seconda strada per poterne cedere una al Comune di Ciampino? Il Signor Sindaco non ne sa niente?

Perché se così fosse sarebbe ancora più grave. Un progetto di questo genere, secondo le norme europee e nazionali, richiede una preventiva Valutazione Ambientale, sia dal lato dell’aeroporto che da quello della città.

Anche perché colpirebbe centinaia di cittadini di Ciampino le cui case affacciano dal lato dell’aeroporto. Questi cittadini si troverebbero danneggiati non solo dall’inquinamento degli aerei ma anche da migliaia di auto che ogni giorno passerebbero a pochi metri dalle loro finestre.

Cosa rispondono le Autorità, cosa risponde il Sindaco di Ciampino? Non ritengono che i cittadini dovrebbero essere informati di cosa li aspetta, invece di ricorrere alla politica del “fatto compiuto”?

D’altra parte il 16 aprile ci è stato recapitato dal Comune di Ciampino il rifiuto alla nostra richiesta di “accesso agli atti” per i documenti che riguardano proprio questa misteriosa strada.

Il sindaco Terzulli – si domanda in conclusione il Criaac – non ritiene che i cittadini abbiano il diritto di essere informati su un fatto potenzialmente devastante che riguarda centinaia, se non migliaia, di loro e che si debba fare prima un’approfondita valutazione dell’impatto dell’opera?”

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