CS – Ciampino, Diritti in Comune sulla tassa Iresa

Ciampino, Diritti in Comune "L’Amministrazione respinge una mozione per indennizzare i cittadini colpiti dall’inquinamento aeroportuale"

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Aeroporto Ciampino
Nell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza, all’unanimità, ha respinto una mozione di Diritti in Comune presentata da Dario Rose e avente per oggetto l’Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili (IRESA). In sintesi, l’imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili (IRESA) è stata istituita (con l’art. 90, comma 4, della legge 21 novembre 2000 n. 342) quale contributo di scopo, posto a carico degli esercenti degli aeromobili il cui gettito deve essere utilizzato per il completamento dei sistemi di monitoraggio acustico, le cui entrate ricorrenti di natura tributaria sono destinate, in misura pari al 10%, al trasferimento ai Comuni che ricadono nelle zone A e B, come indennizzo alle popolazioni residenti dell’intorno aeroportuale, al fine di limitare l’inquinamento acustico e ambientale. Dal 2016 al 2018 il Comune di Ciampino ha incassato una somma pari a 262.240‬ euro (130.000 euro nel 2016 , 75.400 nel 2017 e 56.840 nel 2018), soldi che attualmente si trovano nelle casse comunali, non possono essere inseriti a bilancio e, provenendo da una tassa di scopo, possono essere utilizzati solo per indennizzare la cittadinanza colpita e predisponendo misure di monitoraggio per il rilevamento dell’inquinamento ambientale prodotto dalle attività aeroportuali. La maggioranza, attraverso l’Assessore all’Ambiente Folco Cappelli, ha dichiarato di non avere contezza degli effettivi livelli d’inquinamento sonoro – richiamandosi alla diversità tra dati messi a disposizione da Enac, AdR e Arpa – quindi nell’impossibilità di procedere all’indennizzo delle popolazioni di Ciampino colpite. Eppure, la nostra era una richiesta molto semplice: disporre l’impiego di queste risorse economiche derivanti dal riparto del gettito dell’IRESA per l’indennizzo alle popolazioni residenti dell’intorno aeroportuale, prioritariamente ai soggetti in Fascia B maggiormente esposti, tramite la messa in atto di misure concrete, anche con l’attivazione di sistemi di monitoraggio ambientale in linea con le linee guida proposte dall’Agenzia Europea dell’Ambiente e secondo le finalità previste dalla normativa regionale. Magari riattivando la convenzione con ARPA, ossia l’ente regionale di ricerca predisposto a misurare – su indicazioni del Comune e dei cittadini – i valori di inquinamento acustico e ambientale e disporre così di dati scientifici univoci da opporre a chi vanta la drastica riduzione del rumore a seguito delle nuove rotte di decollo adottate (così nella sentenza del Tar contro il Piano Voli del Ministro Costa). La maggioranza, oltre a manifestare una insufficiente conoscenza della grave e annosa situazione ambientale, decide di congelare la questione posta da Diritti in Comune e rimanere, di fatto, un soggetto passivo senza dare alcuna risposta alle sacrosante aspettative dei cittadini di Ciampino.
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