Dania Guido con Fratelli d’italia per rilanciare scuola e famiglia

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2026
Dania Guido
Dania Guido candidata di Fratelli d’Italia nel X Municipio di Roma

Il viaggio di Meta tra i candidati nei Municipi romani per le prossime elezioni amministrative prosegue ascoltando Dania Guido, candidata nella lista di Fratellli d’Italia nel X Municpio.

Sapresti raccontare in pochissime parole il territorio del Municipio ove ti candidi? Quali territori comprende e

“Il X Municipio (ex XIII) comprende quartieri quali Ostia Lido, Ostia Antica, Malafede, Acilia, Axa, Dragona, Dragoncello, Stagni, Casalpalocco, Madonnetta, Infernetto. Dal punto di vista sociale i vari quartieri residenziali che si sono venuti a costituire nel corso degli anni presentano una elevata eterogeneità. Tra i più noti si può citare il quartiere di Ostia Lido e il quartiere residenziale per eccellenza: Casalpalocco, che nasce tra gli anni trenta e quaranta come tentativo di creare un’area nobile nella zona sud di Roma, noto per essere, a livello internazionale il primo esempio di progettazione urbanistica integrata della Capitale. Ai confini dello stesso nella periferia estrema si estende Acilia, quartiere meno rinomato; o ancora l’Infernetto centro residenziale caratterizzato da villini non sempre realizzati seguendo adeguatamente le normative previste, in un contesto privo di servizi”.

 

Perchè hai deciso di candidarti nella lista di Fratelli d’Italia?

“Grazie al mio lavoro, ho la possibilità di conoscere da vicino i problemi che le persone vivono nel quotidiano e che sono fonte di elevato stress e tensione. La mia candidatura non è stata preventivata, ma nasce dalla consapevolezza di una grande necessità: quella di cambiare un sistema che non funziona e che sta portando le persone a crisi esistenziali profonde che, grazie alla mia professione, sono nella posizione di poter aiutare.

Grazie agli amici Roberto Cuccioletta e Marco Silvestroni ho avuto modo di entrare a far parte prima del comitato di Albano Laziale di Fratelli d’Italia, esperienza davvero importante per una persona come me che non si è mai occupata  attivamente di politica. Grazie a loro ho avuto la possibilità di conoscere persone come Fabio Rampelli, Francesco Lollobrigida, Giancarlo Righini e Gianluca Caramanna e ho potuto constatare che tutte avevano in comune la semplicità e la passione di mettersi in gioco in un centrodestra ‘a testa alta’ che potesse riaccendere l’energia, la vitalità e l’orgoglio nella nostra gente, prima ancora che in noi stessi.

Un gruppo di persone, come ho detto “semplici”, che animate da una grande voglia di cambiamento ma soprattutto dalla necessità di ridare vita ad un centrodestra decadente al seguito di un monarca bizzarro, ha deciso di proporre qualcosa di nuovo; un gruppo di persone nuove, motivate e “giovani” politicamente, coadiuvate e condotte da persone esperte ma non “vecchie”, “con la stessa folle passione di ogni volta che si fa una scelta ascoltando il cuore” – come dice Giorgia Meloni “con il rischio di perdere, certo, ma anche con la consapevolezza che rinunciare a quella sfida ci priverebbe dell’unica vera ragione per cui vale la pena campare: vivere la vita senza sprecarla, senza rimpianti, senza paura.”

Ciò mi ha permesso di dare voce a quanto sentivo, di tradurre in azione, sentimenti che non riuscivano a trovare la direzione adeguata. Ho capito che sono entrata a far parte di un gruppo sensibile ai problemi della gente che ritiene fondamentale la tutela del lavoratore, dei bambini, della famiglia, unica fonte di reddito e di speranza per una società come la nostra che sta perdendo  punti di riferimento. Fratelli d’Italia è stato il naturale sbocco di una esperienza e di un percorso in continuo divenire e sempre volto al perseguimento di valori alti e profondi quanto basilari e fondamentali per la costruzione del nostro futuro. L’uomo nasce politico, per sua naturale inclinazione; il politico si occupa degli altri prima che di se stesso; la partitica e la porta che ci consente di agire con la società in modo efficace; e così eccomi qui pronta ad usare tutte le mie forze per dire che ce la possiamo fare, uniti e più forti, ce la possiamo fare.

Questa è la nostra scelta, un po’ folle, un po’ tenera, di mettere al mondo una nuova forza politica, capace di portare nuove idee nel motore del futuro”.

 

Verso quali settori rivolgeresti la tua attenzione se eletta?

“Ciò che conta è il futuro; dobbiamo analizzare il presente operando per ottenere risultati migliorativi per le generazioni future. Il Futuro è, soprattutto, nella scuola e nel lavoro.

Mi sono sempre chiesta come fosse possibile che un territorio come questo, così ricco di potenzialità e risorse presentasse problemi così grandi che condizionano inevitabilmente la vita di ciascun cittadino. Collaboro con diversi istituti di istruzione. Le strutture entro le quali i Nostri figli sono chiamati a respirare aria di cultura, sono strutture spesso fatiscenti e con elevati limiti strutturali. Ho avuto modo di visitarne alcune durante i colloqui che prevedo con il personale docente, e mi è sembrato assurdo vedere fili della corrente che penzolano, imposte arrugginite, infiltrazioni dalle pareti. Se è vero che l’ambiente deve essere considerato uno degli elementi facilitanti l’apprendimento, non credo che accogliere i nostri bambini in ambienti così devastati promuova una crescita adeguata; senza contare l’aspetto legato alla sicurezza che non mi sembra assolutamente di secondaria importanza. La tutela delle strutture scolastiche dovrebbe essere uno dei primi obiettivi di un’amministrazione che si rispetti, soprattutto dove tale mancanza è evidente in tutte le strutture o nella maggior parte, e soprattutto quando i lavori di manutenzione delle stesse, non si promuove da più di 25 anni.

Adeguando le nostre strutture scolastiche agli standard europei, faremmo un doppio investimento; il primo sulla cultura ed il secondo sul lavoro. Mi sembra evidente.

E’ ovvio poi che i grandi temi come la viabilità, il diritto alla salute, la sicurezza sono temi primari ai quali è necessario, sin da subito, dare risposte concrete e immediate”.

 

Come giudichi la nuova legge elettorale di Roma che prevede la doppia preferenza di genere al Campidoglio e per i municipi? Favorisce davvero le pari opportunità secondo te?

 

“Riguardo la nuova legge elettorale ritengo interessante ed importante venga data la possibilità anche alle donne di dare il proprio contributo politico. Non è una caso che abbia scelto Fratelli d’Italia, il primo partito italiano che ha tra i fondatori una donna: Giorgia Meloni. L’integrazione di due sensibilità, quella maschile per certi versi più risoluta, quella femminile naturalmente più materna, dovrebbero e potrebbero promuovere una nuova capacità di valutazione e comprensione dei problemi in un clima certamente di pari opportunità, nel quale ciascuno non solo cerca di dare il proprio contributo, ma promuove un ascolto attivo fatto di apertura ed umiltà, responsabilità e capacità di ammissione di limiti. La naturale capacità della donna di accogliere ed ascoltare potrebbe essere una risorsa per guardare ai problemi con un approccio diverso. Mi chiedo però, quante donne saranno in grado di fare questo, quanto sarà possibile entrare in una realtà che ha caratteristiche prevalentemente maschili e che richiederà un impegno notevole.

Tengo in ogni caso a sottolineare che le pari opportunità perdono di specificità e di valore in un contesto che privilegia le potenzialità del singolo, indipendentemente dall’identità di genere. Questo uno degli assunti fondamentali che promuove Fratelli d’Italia nel momento in cui dichiara fondamentale la MERITOCRAZIA come principale passaporto per il successo per tutti coloro hanno qualcosa da dire o da fare”.

Cosa ti senti di dire ad un giovane che ancora non ha deciso ne per chi ne se andare a votare?

“Purtroppo l’astensione dal voto è uno dei problemi che non permette al sistema di cambiare. Ad un giovane posso solo dire che un palazzo è fatto di mattoni e che ogni mattone è fondamentale per la costruzione di un grattacielo.

Guarda in alto e fai in modo che quello sguardo sia illuminato dalla luce della speranza piuttosto che dalle tenebre della consapevolezza, errata, che nulla si può cambiare.

Il voto non è solo un diritto ma principalmente un privilegio che hai….usalo”.

Andrea Titti

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