Daniele Brunamonti, il centrodestra di Albano ha trovato il suo Matteo Renzi?

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Palazzo Savelli Albano Laziale
Albano Laziale - Palazzo Savelli
Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale

EDITORIALE – Cosa succede nel centrodestra di Albano? Proviamo a porci questa domanda, attenzionando in particolare le mosse del consigliere comunale Daniele Brunamonti, il quale nell’ultimo periodo sta mostrando una vitalità mediatica che, per chi guarda con occhi attenti la politica non può essere fine a se stessa.  La  scomposizione che si è venuta a creare dopo l’esplosione del Pdl e la conseguente nascita di Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra e Forza Italia, per non parlare di una probabile aggiunta della Nuova Alleanza Nazionale che potrebbe riassumere in se Silvestroni ed i suoi ad Albano, potrebbe non bastare per far ritrovare una sintesi a quel mondo politico. Già perchè non è dalle sigle che è dipesa la sconfitta del 2005, ne tantomeno le successive fasi di acceso confronto interno. Piuttosto è una reale capacità di dialogo con la città che è sembrata mancare al centrodestra, unito si nei momenti più salienti contro la giunta Marini, ma incapace di trasmettere quell’impulso, quel “quid” si direbbe, che riaccenda gli entusiasmi tra la gente. “Il centrosinistra governa male ma non c’è alternativa”, è la frase che nei bar e tra molti riecheggia in città: una frase un po’ populista e forse superficiale, si, ma non di rado il populismo e la superficialità hanno orientato gli umori degli elettori al momento del voto. Testimonianza di ciò sta nei numeri elettorali usciti alle ultime elezioni regionali, nelle quali la maggioranza di Palazzo Savelli si è indubbiamente politicamente rafforzata. Cosa fare dunque per ribaltare un pronostico che oggi sembrerebbe ineluttabilmente portare ad una sconfitta del centrodestra nel 2015, quando con tutta probabilità la data delle elezioni comunali coinciderà con le politiche, e quindi per un quasi certo Marini ricandidato, vi sarà il supporto  ed il traino di Matteo Renzi candidato a Palazzo Chigi? Daniele Brunamonti sembra avere una sua ricetta da offrire alla città ed al suo schieramento: da ragazzo terribile e bastian contrario, anche e soprattutto nel suo schieramento, Brunamonti sta provando ad aprirsi uno spazio di dialogo autonomo rispetto agli attuali partiti del centrodestra, tutti impegnati negli equilibri al loro interno e tra loro. Questa estate, proprio sulle pagine di Meta Magazine infatti lanciò la provocazione di Laboratorio Albano, un progetto ancora non del tutto concretizzato, da definire soprattutto nei suoi contorni politici e programmatici, ma che parla ad una parte di cittadini che guardano alla politica dei partiti con disincanto, così come non sembrano disposti ad investire su opzioni civiche dal sapor grillino che pur sono in campo con una certa forza. Il convegno tenuto al centro anziani di Cecchina lo scorso sabato, dal titolo La Persona al Centro della Città, per ora prospetta una certa capacità di confronto e aggregazione intergenerazionale da parte dell’esponente azzurro, soprattutto sul versante del sociale. Non sarà un convegno a determinare una politica, ne riteniamo si debbano trarre conclusioni su base momentanea, tuttavia non si può non osservare una certa vitalità. Durante la sua attività politica Brunamonti si è da sempre caratterizzato per un forte radicamento nel centrodestra e nel suo partito di provenienza, mai abbandonato, da sempre poco incline e fustigatore dei cambi di casacca in corsa, riteniamo non sia possibile ne tra le ipotesi in campo un suo allontanamento dai valori del centrodestra, ma appare netta la volontà di rompere una fase di stallo al fine di ritrovare un nuovo equilibrio ed un nuovo patto. Per farlo sembrerebbe avere scelto il rapporto diretto con gli elettori, fuori dalle sempre più precarie segreterie di partito. Se sarà capace di tradurre la suggestione di Laboratorio Albano in un perimetro di proposte politiche e programmatiche chiare e comprensibili, l’area che oggi fatica a trovare sintesi da contrapporre allo status quo  non potrà che tenere in seria considerazione un soggetto politico che sarà ben oltre la figura di Brunamonti, ma che potrebbe essere aggregatore di aree potenzialmente assai più vaste del pur rilevante suo consenso personale. La volontà chiara di strutturare un diverso rapporto con la città, più diretto e più vicino alle persone, se vi riuscirà sul serio con continuità, al momento della scelta del volto e del programma di governo per Albano peserà, e non poco. Una cosa è certa: Brunamonti sta lanciando un messaggio politico che somiglia ad una sfida  al centrodestra ed al centrosinistra, scommettendo sulla rottura e sulla ridefinizione degli stessi confini dei partiti, senza tacere la volontà di un ricambio di classe dirigente. Ad oggi è impossibile dire e persino scommettere sul successo dell’ipotesi, ma nell’attuale panorama politico, tutto ripiegato su se stesso e sulla sua conservazione, non è affatto escluso che una fetta rilevante e financo decisiva dell’elettorato possa guardare con crescente simpatia e fiducia a chi manifesta la volontà ed il coraggio di metterci la faccia per fare invertire la rotta alla politica.

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