Daniele Di Giulio, il rugbista con l’hobby del pianoforte in nazionale

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Daniele Di Giulio
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Continua il viaggio di Meta Magazine nel mondo dello sport ai Castelli Romani: questa volta ci occupiamo di rugby ed in particolare conosciamo un giovane atleta che sta ora iniziando il proprio percorso di avvicinamento al circuito della nazionale azzurra. Rivolgiamo qualche domanda al frascatano Daniele Di Giulio.

Come ti definiresti in breve fuori dal campo da rugby Daniele?

“Ho 19 anni, mi sono appena diplomato al liceo linguistico e, se i test di ingresso avranno buon esito, frequenterò la IUSM di Roma. vivo a Frascati e come hobby mi piace nuotare. Ho conseguito un brevetto di salvamento a nuoto. Ogni tanto mi piace suonare il pianoforte”.

Come nasce la tua passione per il rugby?

“La mia passione per il rugby è incominciata a sei anni quando, per accompagnare un mio amico di scuola che aveva incominciato a giocare, sono entrato in campo insieme a lui e “non ne sono più uscito”.

Quale è stato fino ad oggi il tuo curriculum agonistico?

“La mia carriera rugbystica è iniziata con le selezioni regionali del Lazio, poi ho partecipato all’accademia regionale. In seguito ho frequentato per due anni come atleta esterno l’accademia zonale di Roma e a giugno dello scorso anno ho avuto l’immenso piacere di essere stato inserito nell’Accademia Nazionale di Tirrenia, con la quale ho partecipato al campionato di serie A1. Infine ho avuto varie convocazioni con la Nazionale Maggiore di Seven”.

C’è un giocatore o una squadra, italiano o straniero, a cui ti ispiri e che stimi particolarmente? Per quale motivo?

“Come giocatore stimo molto Half Penny, l’estremo della nazionale Gallese, perchè anche se fisicamente piccolo è tecnicamente bravo ed è ormai tra i migliori giocatori al mondo”.

Dove giocherai la prossima stagione?

“Il prossimo anno giocherò alla Lazio nel campionato di Eccellenza e non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi duramente con umiltà ed impegno”.

Che insegnamento e ricordo conservi dalla tua esperienza nel Rugby Frascati?

“Ovviamente i ricordi dell’esperienza con il Rugby Città di Frascati e con i miei compagni di squadra rimarranno nel mio cuore per tutta la vita. Non smetterò mai di ringraziare i tecnici e i dirigenti della società del Frascati che mi hanno formato e sostenuto in tutti questi anni. Quello che però mi hanno dato i miei compagni di squadra trasmettendomi la loro forza e il loro carattere attraverso un’amicizia profonda per me rimarrà il pilastro del mio futuro di rugbysta e uomo”.

Sei stato designato tra gli atleti emergenti di interesse nazionale, ciò significa che sarai seguito dai tecnici federali per inserirti nel circuito delle nazionali azzurre: cosa significa per te questo traguardo?

“Innanzitutto questo traguardo mi riempie di gioia e di orgoglio, e ci tengo a sottolineare che comunque non lo ritengo un traguardo finale, perchè sono consapevole del grande impegno e della grande responsabilità che esso comporta. Essere entrato nel circuito di giocatori di interesse nazionale per me significa avere l’opportunità di poter giocare ad alto livello, di confrontarmi con ottimi giocatori e quindi di poter continuare a migliorare ulteriormente le mie capacità tecniche”.

Cosa ti sentiresti di dire ad un ragazzo o una ragazza che vorrebbe avvicinarsi alla pratica del rugby e perchè consiglieresti di praticare e preferire questo sport agli altri?

“Consiglierei a chiunque di praticare questo sport perchè in primo luogo, come tutte le attività sportive, è importante per una crescita fisica, ma soprattutto lo consiglierei perchè per me ha rappresentato e rappresenta uno stile di vita e una fonte di continuo insegnamento. La caratteristica del rugby é il rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari, delle decisioni arbitrali e degli allenatori, tutti concetti che saranno utili nella vita di tutti i giorni”.

Andrea Titti

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