De Carolis, “4 Novembre, Monte Compatri ricorda gli eroi dell’Italia”

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“Oggi ricorre il 97° anniversario della vittoria nella Grande Guerra. Giorno in cui si celebrano l’unità nazionale e le Forze armate. Più di una volta, in questi anni vissuti da sindaco, mi sono soffermato – esordisce così Marco De Carolis nell’intervento postato sul suo profilo facebook sulla festa del 4 novembre – in raccoglimento ai piedi del nostro monumento dedicato al Milite Ignoto. Il primo conflitto mondiale sembra più lontano degli anni effettivamente passati.

Prima la frequenza delle guerre ci toccava da vicino; oggi, invece, ci sono ancora molti paesi devastati dall’orrore e dalla violenza. Ma sono lontani chilometri. Che ci fanno dimenticare come esistano ancora. Una tragica catastrofe che non è poi così distante di come appare.

Nello spirito della libertà e della stabilità che abbiamo ottenuto alla fine del 1918, voglio adesso ricordare quei combattenti morti per la nostra patria, l’Italia. E per noi. Purtroppo le conquiste di democrazia, diritti umani, libero sviluppo ci spinge a sognare che quanto accaduto nel triennio 15-18 non accada mai più. Invece, qualche anno più tardi abbiamo vissuto sulla nostra pelle la violenza di un altro conflitto.

Adesso Stati attraversati – continua così nell’intervento il Primo cittadino di Monte Compatri – da colpi e bombe appaiono distanti. Ma sono più vicini di quanto immaginiamo. Perché i nostri figli sono impegnati in numerose operazioni internazionali per portare la pace in quei territori. Il nostro obiettivo è cambiato: dobbiamo garantire soluzioni negoziate e condivise per ogni disputa e controversia. Questa è la missione cui sono chiamate anche le nostre Forze Armate.

Il quadro internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti. Si sono affermati nuovi estremismi: il radicamento del fanatismo religioso viene esportato grazie alla società virtuale nata e prosperata nella rete di internet. Una forza attrattiva amplificata da questo mare magnum. Una minaccia reale, come dimostrano gli attentati che avvengono con costanza anche in Europa. Anche per questo il nostro esercito, prima che contrastare, è impegnato nella prevenzione: affinché quanto studiato sui libri di storia e ricordato oggi non accada più. O, almeno, che possa essere ridotto a caso isolato, non a costante certezza.

Perché, lo confesso, la mia paura è che dall’estremismo delle contrapposizioni ideologiche si sviluppi una nuova spinta all’estremismo: politico e religioso. Che significa sempre più guerra e morte. Per questo, al servizio dei principi di pace e libertà l’Italia deve essere promotrice di nuove forme di cooperazione e di integrazione politica e militare. Il nostro Paese è tra i più attenti osservatori alla situazione di instabilità nel Mediterraneo, dalla catastrofica deriva della Libia e alla conflittualità esasperata in Iraq e Siria.

In un contesto complesso che muta rapidamente, talvolta in modo imprevedibile, come quello attuale, possiamo e dobbiamo fare pieno affidamento sui nostri militari: partendo dalla loro professionalità e dal loro fermo impegno al servizio del Paese. Dobbiamo essere orgogliosi del loro entusiasmo e del coraggio.

A tutti loro voglio rivolgere il più sincero riconoscimento. Con un pensiero particolare ai nostri Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ingiustamente incriminati e incarcerati in India con l’accusa di omicidio di due pescatori. Lontani da casa – chiosa il sindaco De Carolis – da 3 anni.

A tutti quelli che indossano la divisa con orgoglio, e lo fanno per difendere noi e la nostra patria, voglio dire – semplicemente  – grazie”.

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