Del Mastro, “Marino Sociale è strumento del cambiamento”

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Simone Del Mastro - Marino Sociale
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Simone Del Mastro – Marino Sociale

E’ la novità del panorama politico marinese: Marino Sociale, da qualche mese si è ritagliata uno spazio nel dibattito, spesso acceso, locale e non solo. Volendo approfondire la natura e gli obiettivi di questo neonato movimento ne abbiamo chiesto di più ad uno dei suoi fondatori, Simone Del Mastro.

Ci può definire brevemente cos’è Marino Sociale, a quali principi si ispira e perchè avete con altri sentito il bisogno di fondare questa nuova realtà politica?

“Marino sociale è un movimento identitario profondamente legato alla propria terra ed alle sue tradizioni. È un moderno soggetto politico che intende riconquistare l’interesse e la partecipazione della gente alla vita pubblica del nostro Comune. In un momento di profonda disaffezione e sfiducia da parte dei cittadini nei confronti della politica e dei suoi interpreti, insieme ad alcuni amici, ed in particolare ad Enzo Iorio, abbiamo sentito la necessità di mettere in campo una iniziativa capace di delineare un chiaro ed equo “futuro comune”. Marino Sociale, in sostanza, è uno strumento volto e offerto al cambiamento, a tutto il popolo marinese, che deve tornare a sentirsi partecipe e protagonista delle scelte amministrative”.

La situazione politica marinese sta vivendo dei mesi turbolenti per via delle inchieste giudiziarie ed i conseguenti sviluppi politici connessi che hanno portato all’arrivo del Commissario successivamente alle dimissioni degli assessori, del Sindaco e dei Consiglieri di maggioranza: qual’è la posizione di Marino Sociale rispetto all’esperienza del Governo Silvagni?

“Diciamo subito che le dimissioni, anche se a nostro avviso tardive, sono sembrate un atto dovuto, l’unica decisione che potesse restituire credibilità ad una classe politica ostinatamente arroccata a difesa della propria esperienza amministrativa. Non è chiara comunque la dinamica che abbia portato a questa scelta, che sicuramente ha fatto discutere per la tempistica e soprattutto per le lacerazioni interne alla maggioranza che si erano precedentemente palesate. Per quanto riguarda il giudizio su questa esperienza amministrativa, possiamo certamente affermare che di “governo Silvagni” Marino ne ha visto ben poco, in quanto è stato stroncato sul nascere dalle note vicende giudiziarie. Certo è che senza Sindaco, l’intera maggioranza e gli assessori in carica, non si sono fatti apprezzare per competenza, fattività ed impegno, realizzando, di fatto, nulla di quanto programmato e sbandierato durante la campagna elettorale. Volendo essere benevoli, potremmo tranquillamente archiviare questa grigia esperienza di governo con un “non giudicabile”, perchè troppo poco o quasi nulla è stato fatto per il paese”.

Marino Sociale ha sin da subito chiesto di tornare alle elezioni: come vi porrete rispetto agli interlocutori o ad eventuali alleanze in vista del probabile momento elettorale di primavera prossima?

“La richiesta di tornare al voto e restituire ogni decisione ai cittadini è, in democrazia, l’unica scelta sensata da percorrere, in particolar modo quando ci si trova difronte a situazioni gravi quali quelle vissute dal nostro Comune. Politicamente abbiamo ritenuto che, considerata l’elettività diretta del Sindaco, una volta venuta meno la possibilità dello stesso di esercitare le proprie funzioni, non ci potesse essere nessuna alternativa che ritornare ad elezioni, in quanto nessun surrogato sarebbe stato popolarmente legittimato nella sua azione amministrativa. Detto questo, Marino Sociale intende dialogare e confrontarsi con chiunque abbia intenzione di impegnarsi nella vita pubblica del nostro Comune, a prescindere dall’avvicinarsi o meno di qualsivoglia tornata elettorale. L’impegno e la disponibilità all’ascolto ed all’azione, va garantito – e lo garantiamo, 365 giorni all’anno. Pertanto, abbiamo iniziato da tempo, ed intendiamo intensificarlo, il confronto con le forze politiche ed i comitati civici presenti sul territorio. Riteniamo di essere il soggetto politico ideale per favorire il riavvicinamento alla politica di quella parte sana di società che ne è rimasta per troppo tempo ai margini. In questa fase, l’intenzione è principalmente quella di verificare la reale volontà dei partiti politici tradizionali, di voler promuovere una rigenerazione politica chiara e netta del proprio modo, fino ad ora esclusivista ed egoistico, di approcciarsi e candidarsi alla guida del Comune. Lo ribadiamo con forza: la Differenziata a Marino deve ripartire proprio dalla politica. Altrimenti, considerati anche i risultati passati, si può fare, e bene, anche senza di loro”.

Quali sono i punti qualificanti e le proposte su cui Marino Sociale punta per ottenere il consenso dei cittadini?

“Il programma elaborato da Marino Sociale è pervaso da una nuova ed innovativa proposta di sviluppo del nostro Comune. Occorre, in primis, recuperare la vocazione turistica ed agricola al contempo del nostro territorio, partendo quindi dalla valorizzazione di quel patrimonio culturale e produttivo per troppo tempo dimenticato e maltrattato. Riqualificare e valorizzare il patrimonio fisico pubblico sarà l’imperativo della nostra proposta che renderemo più esplicita ed articolata nella prossima manifestazione pubblica , la “Sagra delle Idee”, che intendiamo organizzare a breve. Ma il concetto chiave che questo movimento pone come pietra miliare della sua azione, è la trasparenza amministrativa. Palazzo Colonna deve diventare sinonimo di casa di vetro attraverso iniziative come l’adozione del Bilancio Sociale che rappresenta un valido ed immediato strumento di confronto fra l’amministrazione ed i cittadini”.

Per Marino Sociale cosa sono e come si possono definire i concetti di “destra” e “sinistra”, specialmente in un contesto amministrativo locale?

“Sono sicuramente dei concetti che l’attuale panorama politico nazionale non contribuisce a chiarire. Sicuramente la social democrazia, o ancora di più il comunismo, non hanno niente o quasi in comune con la visione di Stato, e di politiche da mettere in campo, con i movimenti liberali o conservatori. Il termine moderati, poi, sembra più riferirsi ad un atteggiamento caratteriale che ad una idea politica. Certo è che, soprattutto a livello locale, la politica è incarnata più dalle persone, ossia dal proporsi del singolo, che dall’applicazione di ideologie astratte. Testimonianza di ciò è il fatto che i comuni italiani sono spesso amministrati da liste o coalizioni civiche, poste a supporto di un candidato sindaco. Ciò non toglie che ognuno di noi, in particolar modo chi ha fatto parte di un partito o movimento politico, vi abbia aderito per profonde convinzioni personali o conservi con sé un retaggio formativo che lo rende la persona che è, con le proprie idee e convinzioni. Riteniamo pertanto improbabile che, qualsiasi uomo politico coerente, sia collocabile ovunque, che due pensieri antagonisti e contrapposti possano condividere una visione delle politiche, come del paese, coerente ed affine. Pertanto presupponiamo che anche a livello locale sussistano delle incompatibilità, il cui superamento può soltanto essere considerato un “inciucio”.

Marino Sociale si sente di “destra” o di “sinistra”?

“Non cediamo assolutamente ad una semplificazione della nostra proposta politica dettata da uno schema di pensiero ottocentesco che purtroppo ha trovato una immeritata fortuna e un dannoso abuso anche nella storia della politica italiana. Per citare un grande pensatore del secolo scorso “essere di destra o essere di sinistra equivale a scegliere tra due delle innumerevoli maniere che si offrono all’uomo per essere imbecille. Entrambe infatti sono forme di emiplegia mentale”. Marino Sociale è quindi qualcosa di ben più complesso e sfugge a questa catalogazione. Marino Sociale è prima di tutto un movimento e come tale è espressione di sintesi e amalgama, come in un fascio, di diverse esperienze politiche, tutte comunque affini per la sensibilità e l’attenzione ai temi propri del sociale. La direttrice del nostro impegno è una morale che affonda le sue radici in tre principi che tendono a stabilire la giustizia e la giustezza nella società. Non recar danno a nessun, fare il bene, dare a ciascuno il proprio. Non possiamo definirli nè di destra, nè di sinistra. Sono universali. Così come il bene che vogliamo a questo Paese”.

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