Dessì, “Crisi Lazio Ambiente grava tutta su spalle dipendenti”

Nota del senatore pentastellato Emanuele Dessì. Nota dell'ex consigliere tuscolano e metropolitano sulla situazione di Lazio Ambiente

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Emanuele Dessi

“E’ inaccettabile che la crisi e la deriva di una società come Lazio Ambiente, sulla cui fine le enormi responsabilità del Pd e del centrosinistra regionali e locali sono evidenti, gravi completamente sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie”. A commentare quanto sta accadendo in Lazio Ambiente, società regionale di gestione rifiuti che, tra gli altri, opera da anni nel comune di Frascati, è il senatore 5 stelle Emanuele Dessì. “I diritti dei lavoratori sono sacrosanti e la Regione Lazio, prima responsabile di questo disastro, deve assumersene il carico. Non solo l’attività di queste persone è considerata una delle peggiori sul piano sociale e delle condizioni lavorative, ma i dipendenti sono anche costretti a lavorare senza percepire lo stipendio, in condizioni sempre peggiori, con macchinari, attrezzature e mezzi inadeguati, vecchi e senza manutenzioni”.

“Anche l’Amministrazione comunale di Frascati attuale ha le sue responsabilità oltre a quelle palesi di quelle che l’hanno preceduta. L’azione di interruzione del contratto andava fatta prima e con maggiore forza. Sono estremamente preoccupato per il futuro dei dipendenti che nelle prossime settimane dovranno essere assorbiti dalla Sarim e che potrebbero trovarsi a lavorare senza mezzi adeguati, magari peggio di oggi, e con concreto rischio di non vedere più le mensilità arretrate che devono ancora percepire da Lazio Ambiente”. Dopo i molti mesi di salari erogati in netto ritardo, per le mensilità di giugno e luglio e per la quattordicesima, i dipendenti hanno ricevuto un “anticipo” di mille euro che rischia seriamente di essere l’unico pagamento in arrivo. Senza dimenticare i pregressi che i dipendenti a vario titolo devono ancora percepire dall’ex Consorzio Gaia.

“A rimetterci ancora una volta sono perciò, a parte i cittadini che pagano per un servizio non all’altezza e che vedono i loro soldi finire chissà dove, le fasce deboli. I dipendenti e le loro famiglie da anni fanno sacrifici ma questo non è bastato per evitare il disastro al quale stiamo assistendo”.

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