Dessì “Frascati città ricca con le casse vuote”

Lo dichiara in una nota il Sen. Emanuele Dessì del Movimento Cinque Stelle commentando il pre dissesto finanziario sancito dalla giunta di Frascati

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Emanuele Dessi

“Può una città con più di 20 banche e con 7 ville rinascimentali sul suo territorio, una città con 2 stazioni ferroviarie, sede di enti di ricerca di respiro nazionale ed europeo, sede della Banca d’Italia, una città con un movimento culturale, scolastico e sportivo da capoluogo di provincia, una città con tutta la sua storia e con un gonfalone che porta gli stessi colori di Roma (acquisiti per riconoscenza), trovarsi con i propri “forzieri” desolatamente a secco?”, si chiede il senatore 5 stelle Emanuele Dessì.

“Può, a quanto pare. Perché lo stato di pre-dissesto dichiarato dall’Amministrazione comunale del sindaco Mastrosanti dice esattamente questo e le conseguenze le pagano, non certo da oggi, tutti i cittadini”, aggiunge.
“Una città, Frascati, che ha celebrato i 400 anni della più antica scuola popolare d’Europa, che quest’anno celebra i 500 anni del proprio ospedale, che vanta sul suo territorio comandi importanti come quello del Gruppo carabinieri e del Gruppo Finanza, oltre che un suo commissariato e che pure non ha i soldi per dare dignità ai propri defunti e che non è in grado di badare neanche all’ordinaria amministrazione”, dice ancora Dessì proprio in quello che appare come il momento più difficile dell’Amministrazione cittadina.
 
“Quello che è oggi Frascati – riprende – è il frutto di amministratori malati di megalomania personale o di altri purtroppo mediocri, inadatti e incapaci. Tanti anni passati nel nulla fino all’attuale Amministrazione che drammaticamente raccoglie tutti questi difetti in un solo gruppo”.
 
“Io spero ancora che questa lunga parentesi sia solo un brutto, bruttissimo sogno e che sia ancora possibile cambiare le cose. In questi anni abbiamo provato come MoVimento 5 stelle a dare una svolta, a proporre un cambiamento politico, metodologico e di uomini ma questo non è stato compreso: oggi però più di qualche frascatano si rende conto che è stato fatto un errore”.
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