Di Majo per consolidare leadership del Porto di Civitavecchia

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Porto di Civitavecchia
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Porto di Civitavecchia

Dall’Agenzia di Stampa Dire (www.dire.it) – Consolidare la leadership del porto di Civitavecchia nel settore crocieristico, rilanciare i comparti commerciale e industriale, potenziare la cura del ferro con l’attivazione di nuovi servizi, puntare sulla crescita dell’energia rinnovabile. Sono queste le quattro priorità indicate dal nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-settentrionale, Francesco Maria Di Majo, nella sua prima uscita pubblica come numero uno di Molo Vespucci. A sette settimane circa dall’insediamento, avvenuto il 24 novembre, è stata tracciata una prima strada da percorrere, grazie anche all’intenso lavoro che ha riguardato “almeno una sessantina di incontri e vertici anche a livello internazionale, come l’ultimo avuto a Bruxelles nei giorni scorsi”. Impegni che comunque risentono, ha spiegato l’avvocato esperto di Diritto marittimo, “di qualche difficoltà comune anche alle altre autorità alle prese con la costituzione e l’organizzazione dei nuovi organi previsti dalla riforma della portualità italiana, in particolare sul Comitato di gestione”. Nell’indicazione delle sue priorità, Di Majo ha spiegato che “non si tratta di scelte esclusivamente autonome, ma frutto della coordinazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonchè con gli uffici delle sedi della stessa Civitavecchia, di Fiumicino e Gaeta”. Nel dettaglio, per quanto riguarda il settore crocieristico, “vogliamo migliorare in particolare il servizio a terra ai passeggeri, implementando il loro trasporto da sotto le navi alle varie destinazioni. In questo senso ci sono delle disfunzioni, ma abbiamo gia’ avviato un tavolo con il Comune di Civitavecchia e i terminalisti, coinvolgendo anche Port Mobility per i servizi di navette e manutenzione”. Nel settore commerciale, invece, si registra “un momento non molto felice. Il mio compito- ha annunciato di Majo – sarà creare nuovi servizi e linee tra il porto e altre aree del mondo, per far arrivare merci e trasformare Civitavecchia in un punto di riferimento anche per l’esportazione”. A questo proposito, i “primi risultati concreti sono stati raggiunti con l’inaugurazione della linea verso il porto di Algeciras, in Spagna, che incrementerà il traffico di banane dall’Ecuador di 150 tonnellate a settimana”. Novità anche per la cantieristica, con qualche movimento atteso sulla questione della Privilege Yard: “Ne abbiamo risentito, ma stiamo cercando soluzioni con il curatore fallimentare”. C’e’ poi il potenziamento ferroviario tra porto, retroporto e le varie linee nazionali: “Soffriamo di qualche gap, ma non dobbiamo sottovalutare il flusso dei passeggeri fermandoci solo al trasporto merci. Abbiamo instaurato alcuni contatti per ottenere il sostegno dell’Unione europea in questo ambito e poter quindi sviluppare al meglio i progetti ‘ultimo miglio'”. Fondamentale sara’ concretizzare i piani infrastrutturali all’interno dello scalo. “Manca il secondo lotto delle opere strategiche, che ci porterebbe alla suddivisione del porto tra parte industriale e parte turistica: il progetto e’ ambizioso e ha un costo notevole, ma abbiamo già avuto garanzie dal Cipe. Dobbiamo solo avviare il percorso per le opere pubbliche e reperire il sostegno economico necessario”. Infine, per Di Majo, l’attenzione all’ambiente che deve assumere importanza cruciale. “Vorrei che Civitavecchia diventasse un porto dove si elaborano idee utili per sviluppare energie rinnovabili, magari sfruttando risorse interne come il moto ondoso, e abbattere le emissioni nocive prodotte. Su questo abbiamo gia’ avviato un progetto con Enel Green Power e avanzato una domanda per ottenere il cofinanziamento della Ue”.

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