Diritti in Comune “Ciampino ha bisogno di un piano strategico per il verde”

Diritti in Comune: Ciampino ha bisogno di un piano strategico per il verde, standard minimi e  più di 400 alberi abbattuti senza nessuna ripiantumazione.

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Intervento del 14 Agosto 2018 in piazza Kennedy (fonte: pagina facebook Salviamo Ciampino)

“Dagli ultimi dati ISTAT del 2015 risulta che il Piano del verde in Italia è presente in meno di una città su 10, il regolamento del verde nel 44,8% dei casi, e il censimento del verde è realizzato da 3 città su 4. Nelle città dove manca una visione e una strategia di gestione del verde urbano, ci si ritrova solo ad arginare casi di pericolo con la messa in sicurezza dei siti e delle piante pericolose o addirittura eliminandole.  Questo è anche il caso di Ciampino, dove negli ultimi anni c’è stata una indiscriminata strage di alberi.  Più di 400 piante di alto fusto, soprattutto Pini ma non solo, sono stati tagliati lungo le strade cittadine. L’esempio più eclatante è dato dai due giganteschi Cedri del Libano presenti in Piazza della Pace, abbattuti da più di 10 anni e non più sostituiti.  Per l’incuria e la disattenzione pubblica stiamo progressivamente perdendo il nostro patrimonio naturale arboreo, già esiguo e insufficiente. Intere strade non hanno alberi e la città soffre di una grandissima mancanza di verde pubblico, fermo da 40 anni a 3,00 mq per abitante contro le indicazioni di legge (dpr 1444/1968) che impongono il minimo ad almeno 9,00 mq per abitante, il triplo. Oltre a Cedri e Pini, la “mano” degli uffici comunali ha abbattuto Ippocastani, Tigli, Platani, Acacie, Legestroemie…e non è dato saperne neanche il motivo.  Erano malate al punto da compromettere la stabilità? Sarà stato pure necessario abbatterle per l’incolumità pubblica, ma perché in precedenza non sono mai state curate? Forse si poteva evitare un abbattimento così vasto e continuo. Gli alberi tagliati, almeno nelle vie cittadine dove erano presenti, rappresentavano non solo un abbellimento delle quinte stradali, ora in gran parte decimate e incomplete. Non è soltanto una questione estetica o di decoro quindi, gli alberi così come gli arbusti, fanno parte di quella infrastrutture verde che contribuisce allo stoccaggio di anidride carbonica, alla produzione di ossigeno e al contenimento dell’inquinamento ambientale, particolarmente grave nella nostra città.  E’ ora di interrompere la strage di alberi e di invertire gli interventi. E’ necessario provvedere con urgenza alla ripiantumazione degli alberi abbattuti e di piantarne di nuovi nelle parti di città che ne sono prive e che sono più soggette a degrado attraverso la cura del verde pubblico.  Non è possibile che l’ufficio comunale riduca sempre più i suoi interventi e che l’estate si dimentichi addirittura di irrigare i giardini della città lasciando seccare l’erba ovunque (come ogni anno succede in Piazza della Pace, al parco Aldo Moro, nelle scuole comunali,…).  Le amministrazioni precedenti hanno sempre disatteso i propri impegni per la manutenzione e l’ampliamento del verde pubblico, che pure avevano pomposamente inseriti nei propri programmi elettorali.  L’ex sindaco Giovanni Terzulli prometteva ogni anno gli interventi di nuove piantumazioni a novembre e puntualmente ogni novembre non succedeva nulla. Chiediamo ora al sindaco Daniela Ballico che assuma queste sensibilità e impegni gli uffici comunali in una manutenzione costante e qualificata del verde pubblico, curando e salvando le piante della nostra città anziché abbatterle. Al posto degli alberi abbattuti siano ora ricollocate al più presto le medesime specie arboree e non alberi diversi, con le stesse caratteristiche di taglia e biofisiche (non è uguale sostituire un albero che  raggiunge 20 metri di altezza con uno che arriva a malapena a soli 2 metri). Senza l’attenzione per un piano del verde che consideri almeno queste minime priorità è proprio difficile credere che la Sindaca e la sua amministrazione abbiano a cuore la nostra città”. Lo dichiara in una nota Diritti in Comune.

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