Dissidenti Pd “Marini faccia un passo indietro”

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Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale
Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale

“Di fronte alla nostra iniziativa per un ” CENTROSINISTRA dei CITTADINI“, abbiamo registrato un totale strategico silenzio del Sindaco Marini e del Segretario Pd Colini”.

Così inizia il comunicato stampa dei dissidenti Pd, tre consiglieri comunali nelle persone di Marco Guglielmo, Roberto Peduzzi e Domenico Di Tuccio, più gli ex assessori dimissionari Fauzi Cassabgi e Pino Rossi.

“Pur di non confrontarsi sulle motivazioni che hanno creato una profonda frattura nel PD, con le dimissioni degli Assessori dello stesso PD e con il dissenso di tre Consiglieri comunali, finora sembrano preferire le insinuazioni anonime, o per conto terzi, o le risposte stile “Pravda”, da delegare ad altri, come con il comunicato del Pd provinciale che si complimenta per la “gestione del confronto interno nel Pd di Albano”: alla faccia!

Noi non ci facciamo ingannare da questo collaudato giochino di buttare in aria la palla (o gli stracci) per parlare sempre d’altro. Purtroppo ce lo aspettavamo.

Ed infatti hanno inizialmente emesso la “vocina”, che ci descriveva come i “civatiani in trattativa con Forza Italia” e noi abbiamo risposto alla loro vocina con quella di molti cittadini che hanno visto gli asini volare attorno al campanile di San Pietro davanti alle finestre di palazzo Savelli.

Ricordiamo a tutti, tranne che a loro, che all’ ultimo Congresso Nazionale del PD – continua la nota – ognuno di noi ha votato secondo coscienza e libertà, chi per Renzi,chi Cuperlo, chi per Civati.

Ci siamo solo impegnati in una novità insolita per il Pd: cioè di essere liberi dalle filiere di potere dei palazzi romani che fanno e disfanno la politica dei territori, della serie “qui si fa quello che si decide a Roma e non quello che scelgono liberamente i nostri concittadini”

Subito dopo o in contemporanea si tentava di accreditare nell’ opinione pubblica una nostra inverosimile convergenza con il centrodestra, ipotesi possibile quanto quella che Albano sia sommersa da un metro di neve a ferragosto. Speriamo che questo sia sufficiente a fare chiarezza in maniera definitiva.

Anche perché una continuità di metodi, contenuti, personale politico, con il Centrodestra c’è stata ed è stata sempre definita e rivendicata come una necessità se non addirittura come un valore dall’attuale inquilino di palazzo Savelli. Ed è proprio questa continuità che porta una parte di elettorato del centrosinistra a volersene stare a casa o a votare altrove per protesta nella imminente tornata elettorale.

Ci arriverà mai una risposta nel merito su questo?

Altro “non tema” su cui si sono spinti i Pulitzer locali in una sorta di romanzo giallo. “Fauzi Cassabgi vuole fare il sindaco o no?”

Basterebbe leggere e ascoltare bene, senza pre-giudizi e retro-pensieri . Anche questa la rispieghiamo noi con chiarezza.

Ad Albano serve l’ennesimo candidato Sindaco ? Abbiamo detto di no.

Ad oggi le primarie sono indette? Purtroppo no.

Alla domanda che ci veniva da più parti: ma se le primarie venissero indette chi candidereste? Abbiamo risposto: c’è la disponibilità di Fauzi Cassabgi. E’ chiara così? O serve un disegnino?

Noi abbiamo detto che il centrosinistra è dei cittadini, e non dei collezionisti di simboli e degli apparati dei partiti che si accordano nelle stanze segrete, sottoscrivendo cambiali in bianco che verranno poi pagate solo dai cittadini.

Noi vorremmo proporre alcuni principi di crescita e di sviluppo sociale che prevedano la scelta di un consumo di suolo zero, la scelta di politiche integrate nell’Unione dei Comuni al fine di garantire servizi migliori ed a costi più bassi (e quindi più investimenti meno tasse) sui rifiuti, i trasporti, la salute, il traffico, la viabilità, vorremmo una trasparenza totale, vera e non formale ed una reale partecipazione dei cittadini, sogniamo niente altro che una città proiettata verso il futuro, quello vero e possibile, quello cioè di una smart city che qui non arriva per colpa di una politica rinchiusa in un passato lontano.

C’è qualcuno disposto a confrontarsi su questi contenuti?

Noi abbiamo detto che il centrosinistra è casa nostra, e che di fronte a un gruppo dirigente chiuso, arroccato ed ormai assediato nel palazzo, sordo all’insofferenza della città e dei suoi cittadini non vediamo altra strada che il confronto con questi cittadini, per chiedere loro, attraverso lo strumento delle PRIMARIE, cosa ne pensano.

C’è una risposta degna del nome su questo?

Ripetiamo un’idea semplice . Noi pensiamo che se non correggiamo le cose che non vanno rischiamo di veder perdere il centrosinistra e tornare il centrodestra. Non si provi a buttarla su di noi la responsabilità di questo possibile evento, che senza un cambiamento radicale a noi pare inevitabile.

Credere nel centrosinistra, nei suoi valori e nella sua vittoria, alle elezioni e al Governo, significa affrontare i problemi a viso aperto.

Noi la faccia ce la mettiamo. Il Sindaco e il Segretario del Pd sono disposti a fare altrettanto?

Gli chiediamo quindi un confronto pubblico, per permettere ad ognuno di proporre la sua visione di Albano, confrontandoci direttamente, e non con i comunicati stampa, con i nostri elettori, i cittadini tutti, i giovani, le associazioni, i comitati, le consulte, i centri anziani ecc

Un incontro per parlarsi con franchezza degli anni appena trascorsi, del futuro, delle primarie.

E di un fatto che ci incuriosisce.

Nelle riunioni dei dirigenti, nei comunicati (quelli ufficiali) arriva puntuale il richiamo all’unità del Partito, per responsabilità, si dice. Ma come si fa l’unità in un Partito? Per annientamento delle posizioni altrui? Sì certo, nel Partito Comunista bulgaro, forse. In Italia, in un Partito che si chiama Democratico, si fa in un altro modo, cioè con il confronto e la condivisione.

Abbiamo chiarito in mille occasioni che per noi non esiste unità costruita a tavolino attorno a spartizioni di posti. Non ci interessano e non ne vogliamo.

Che se non si passa dalla coalizione dei personalismi alla coalizione del cambiamento qualunque programma si scriva rimarrà un pezzo di carta inapplicabile.

E allora? Ci sono solo le PRIMARIE ? Se non ci sono proposte serie, SI e fino all’ultimo giorno utile, continueremo a chiederle. Perché la nostra responsabilità è verso i cittadini che ci chiedono più coraggio.

Si vogliono trovare altre soluzioni?

Certamente, ce ne sono! Marini faccia un passo indietro e si trovi un candidato unificante; ce ne sono nel Pd di figure dal maggior profilo istituzionale, basti pensare al Presidente Massimiliano Borelli.

Si può fare o no?

Si semplifichi una coalizione con troppi simboli, che alla fin fine servono solo a ritagliarsi orticelli amministrativi e a ricominciare da capo, il giorno dopo le elezioni,con i litigi e i complotti. Si può fare o no?

Si convochi oggi stesso un Consiglio Comunale e si facciano scelte dirompenti, sul consumo di suolo, sul bilancio partecipato, sugli investimenti possibili, sulla trasparenza amministrativa. Si può fare o no?

Ne abbiamo tante – concludono gli esponenti Pd nella loro nota – di proposte. Ci piacerebbe trovare qualcuno pronto a discuterne.

Il Sindaco Marini e il Segretario Pd Colini vogliono discutere seriamente o sanno dire solo di no?

Speriamo, per il bene di Albano, di scoprirlo presto”.

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