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Donna, oltre una festa c’è di più

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Bo Guerreschi – Bon’t Worry

La Giornata Internazionale della Donna è dedicata al riconoscimento delle lotte portate avanti dalle donne e alle loro conquiste sul piano dei diritti, dell’economia e della politica contro le discriminazioni e le violenze di cui sono ancora vittime tutti i giorni. I diritti ad una parità lavorativa e del voto come segno di civiltà e per essere considerate Individui non sono stati ancora raggiunti ovunque. Alcuni Paesi hanno rappresentanti di Governo che ancora, in modo indegno e vergognoso, classificano le donne “meno intelligenti, più piccole, meno importanti come individui, stupide”. In Italia abbiamo emanato la legge sul Femminicidio, quando la stessa denominazione è già di per sè discriminatoria e in cui gli articoli realmente attinenti ai fatti criminali verso il sesso femminile sono solo 5. I reati esistevano anche prima, erano presenti nei codici, che avrebbero potuto essere ampliati e modificati per un’applicazione specifica, ma di OMICIDIO si tratta. I rei sono ASSASSINI e non esiste una pillola più semplice per far digerire una diversità che non esiste. La legge sul “cosiddetto” femminicidio fa acqua da tutte le parti: e comunque, qualsiasi tipologia di legge possa essere emanata nel rispetto o in tutela delle vittime, manca l’applicazione, manca il coraggio di condanne concrete e reali, manca la velocità di agire in tutela, senza considerare le troppe, le tante denunce archiviate o sparite perchè non considerate dai magistrati. Con tutto il rispetto, di magistrati bravi, attenti e concreti e seri nella professione che svolgono ce ne sono pochi. Pochi gli avvocati che non truffano le donne (ma anche gli uomini) chiedendo denaro per poi sparire, non presentarsi alle cause o non seguendo i casi che hanno accettato e che dovrebbero quindi per etica, per rispetto, seguire. Le forze dell’ordine, troppo spesso condannate, non possono intervenire a loro discrezione perchè con l’entrata in vigore del codice Pisapia devono attendere l’ordine: un decreto da parte del magistrato, a meno che non ci sia sparizione, cadavere, sangue o stupro, insomma “ NON SI DEVE MORIRE PER ESSERE ASCOLTATE”. L’8 Marzo deve essere una giornata in cui le voci di chi può ancora, devono, per chi non può più, far muovere le coscienze, le realtà e i settori di competenza che devono e ripeto, devono, dimostrare serietà. Un altro punto fondamentale su cui insistere è la trasformazione della società. Per sconfiggere i silenzi che ancora avvolgono molti casi di violenza, perché chi sa e vede possa comunicare a chi di competenza, senza timore di essere coinvolti. Perché ci si renda conto che un’informativa” anche solo per un sospetto, può significare una vita salvata. Donne e ragazze, dobbiamo vivere il vero significato di  “femminismo” che è “parità” . Uniamoci nel vivere per un rispetto che per legge esiste, per una Costituzione che deve essere letta, capita e rispettata. Il “rispetto” della legge non è che la semplice guida di un vivere civile, di una considerazione che tutti sono e nessuno è, che tutti vogliono quello che il mondo urla attraverso tutte noi : il rispetto della VITA.

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