Doppio trionfo per Gabriele Casella nella boxe thailandese

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gabriele casella
Il giovane fighter di Ariccia Gabriele Casella
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Il giovane fighter di Ariccia Gabriele Casella

Il giovane Fighter Gabriele Casella (“castellano” di Ariccia nato nel giugno del 1994 ), appartenente al team Body Fight di Massimo Liberati (ex campione del mondo di Full Contact) e Paolo Liberati, si conferma come l’astro nascente delle discipline da combattimento italiane dopo il conseguimento dell’ambito titolo del mondo, categoria 75 kg, della FIKBMS, la federazione italiana, associata al Coni, con quasi 300.000 atleti praticanti.

L’atleta nel breve giro di una settimana ha incassato due risultati incredibili.

Nel Gran Prix di Roma del precedente week end (16 novembre) si è confermato campione italiano pro di Muay Thai, categoria 75 kg, sfidato da un grande atleta come Martin Meoni che, nonostante la vasta esperienza di combattimento in Thailandia contro i più grandi campioni del mondo, non è riuscito a strappare l’ambito titolo al giovane Casella. Un match di intenso confronto, di fronte a migliaia di tifosi che hanno seguito con partecipazione questo combattimento che ha visto l’atleta Casella vincere ai punti l’ avversario.

Chi aspettava il colpo di scena degli spettacolari ko di Casella (come il recente di Genzano nel corso dell’estivo Kombat Night organizzato da Alessando Topa) ha dovuto attendere solo il week end successivo (il 23 e 24 novembre 2013), quando presso il Palaramise di Roma si sono svolte le due attesissime giornate dei campionati italiani assoluti di Muay Thai. Due giornate di selezione, a cui hanno partecipato 115 tra i migliori fighters del panorama nazionale, per definire la rosa degli azzurrabili che, per il 2014, entreranno nella Squadra Azzurra che rappresenterà il nostro paese nel mondo.

L’instancabile Casella, categoria seniores 75 kg, non si è risparmiato e, dopo la vittoria ai punti in un combattimento teso contro un primo avversario (sabato 23 novembre), il giorno successivo (domenica 24 novembre) ha incrociato i guanti con Giuseppe Patané, un atleta di grande esperienza che con le sue tecniche e la sua filosofia di combattimento riesce ad incarnare in occidente lo spirito dell’antica arte marziale thailandese.

Nel corso della prima ripresa il giovane Casella, dopo una sequenza inarrestabile di calci frontali, low kick e ginocchiate al volto di inaudita efficacia, ha colpito al fegato il suo avversario con un calcio girato di geometrica precisione che ha lasciato a terra, senza scampo, il valoroso Patané. E dopo qualche momento di apprensione per le condizioni di salute dell’atleta a terra, il trionfo sul podio del giovane Casella si è sciolto tra i sostenitori in festa.

Ringrazio Paolo e Massimo liberati, assieme agli altri del Team Body Fight, per tutto quello che hanno fatto per me sin da quando minorenne ho iniziato questa disciplina” dichiara Gabriele.

Il presente successo corona una lunga serie di meritate vittorie collezionate sin piccolo dall’ariccino Casella, quando minorenne doveva cercare di conciliare i suoi impegni di atleta (campione del mondo nel 2012 a Bratislava) con quelli di studente del Liceo Joyce di Ariccia.

Ci confessa Gabriele: “Non ho mai raccontato ai professori dei miei impegni sportivi perché non volevo sconti di nessun tipo e perché quello attività era il segreto della mia vita.. I professori poco prima dell’esame di maturità hanno scoperto la mia attività quando hanno convocato i miei genitori perché, dopo i fine settimana passati sui ring di tutta Europa, mi vedevano in classe stanco ed emaciato. La mia tesina di diploma l’ho dedicata al rapporto tra pugilato arte e filosofia.”

Gabriele Casella già nel 2012 è stato campione del mondo in uno sport da combattimento (K1) e nel 2013, appena diciottenne, ha rappresentato l’Italia nei campionati mondiali in Thailandia, a Bangkok, dove è rimasta celebre la sua vittoria su di un esperto atleta Thai con centinaia di combattimenti alla spalle.

Quando ho visto gli scommettitori thailandesi puntare su di lui”, ci racconta il maestro Paolo Liberati, “ero ormai sicuro che Gabriele avesse la vittoria in pugno. Vittoria poi arrivata all’ultimo minuto con una gomitata sul volto del combattente Thai rimasto segnato da un rivolo di sangue. Un oltraggio che difficilmente un occidentale riesce a portare sul volto di un thai che combatte in casa.”

Una vita in continuo fermento quella del giovane atleta, come la sua birra del micro -birrificio artigianale dei Castelli Romani, dove svolge l’attività di mastro birraio assieme a tanti altri giovani.

Il titolo del mondo dell’anno scorso non l’ha allontanato dal suo amore per il malto ed i lieviti. “La birra artigianale in Italia, come gli sport da combattimento che pratico , continua Gabriele, è un fenomeno esploso tra giovani e giovanissimi. Una rivincita dei figli rispetto ai padri. Un’occasione di riscatto come lo è la boxe thailandese per i giovani thailandesi minacciati nella loro dignità dallo sfruttamento. Un modo per sottrarsi alla tirannia dei nuovi imperi; come la birra artigianale è un modo per sottrarsi al dominio delle multinazionali alimentari .”

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