E’ il progetto di Silvestroni il principale rivale del Sindaco Marini

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Marco Silvestroni
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Marco Silvestroni

L’ipotesi di destra proposta dal neoleghismo di Salvini con la partecipazione esterna di Giorgia Meloni resta per chi scrive: regressiva, minoritaria, sbagliata nei volti e nei contenuti. Detto ciò, restando nel cortile di Albano Laziale, che è anche il nostro, non saremmo intellettualmente onesti se non riconoscessimo al leader di questa proposta politica sul territorio, Marco Silvestroni, un coraggio ed una serietà progettuale tutt’altro che scontata. Il progetto politico che il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale infatti rappresenta con la sua candidatura a Sindaco, potrà essere discutibile e magari non condivisibile, ma certamente non gli fa difetto la chiarezza, ed una certa tenuta, nel panorama desolante delle opposizioni sempre più in preda a crisi isteriche collettive ed individuali. Con Forza Italia in una irreversibile crisi d’identità, l’area moderata ancora sospesa, se si escludono le proposte del Movimento Cinque Stelle, quella di Silvestroni è l’unica reale offerta politica in campo: ed a circa due mesi dalle elezioni il tergiversare non è una virtù. Lo storico leader della destra di Albano infatti ha tracciato un profilo ed un perimetro, chiaro e resistente anche alle sirene più suadenti. Certo, il definire la sua proposta politica “ne di destra ne di sinistra” appare ed è una forzatura da campagna elettorale, perchè per chi è stato la guida della destra di governo e tutt’oggi rappresenta al massimo livello un partito – Fdi-An ndr – che nel suo simbolo e nel suo spirito dice di essere continuità di quella storia, reinventarsi come pura espressione fuori dalle categorie della politica suona quantomeno stridente. Tuttavia, anche in questa che può ravvisarsi come una debolezza, si può leggere uno sforzo apprezzabile, da parte di chi come Silvestroni non solo esplicitamente definisce “morto” il centrodestra conosciuto negli ultimi 20anni, ma si rimette in gioco tentando di dare, partendo da una certa destra, una risposta politica. Non è un caso quindi che oggi la coalizione di Silvestroni potrebbe calamitare su di se i sostegni di pezzi delle opposizioni non irrilevanti, candidandosi ad essere il principale antagonista del Sindaco Nicola Marini. Intendiamoci, l’esperimento è ardito e non privo di insidie, infatti la coalizione in campo è alquanto eterogenea e contraddittoria, unendo giustizialisti e garantisti, in modo un po’ disordinato, che mette in discussione la reale capacità di governo della città qualora i cittadini facciano vincere l’ex Vice Sindaco di Mattei. Anche chi vede nell’operazione silvestroniana un tattico tentativo di conservare il seggio in Città Metropolitana non sfuggirà il punto che, per Silvestroni sarebbe stato semplice imboscarsi in qualche lista e con gli accordi giusti farsi rieleggere a Palazzo Savelli, mentre la scelta di rimettersi in discussione con un nuovo inizio, chiaramente ottiene il medesimo obiettivo, ma con una valenza politica assai diversa e di maggiore spessore. Nell’opinione pubblica di Albano non schierata, Marco Silvestroni è sempre stato il “delfino” di Mattei, il numero due, il vice, e, la storia della politica insegna che per i “delfini” spesso il destino risulta assai gramo. Con la scelta di farsi volto di un progetto politico invece, Silvestroni in extremis potrebbe essersi definitivamente affrancato dalle beghe di un ceto politico di centrodestra all’ultimo giro. Quasi certamente non sarà Sindaco di Albano, ma l’investimento politico che Silvestroni sta facendo potrebbe per lui e per i suoi sostenitori, dare frutti positivi in un futuro non troppo remoto.

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