Empatia e compassione nel nuovo film con Richard Gere

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Schermata 2016-06-09 alle 13.38.55La vita di George (RICHARD GERE) sembra non avere più senso. Non avendo niente a cui aggrapparsi, vaga per le strade di una New York indifferente. Senza nessuno che lo ospiti, cerca rifugio al Bellevue Hospital, il maggior centro di accoglienza per senzatetto di Manhattan. L’ambiente del centro è duro e pieno di persone sole che vivono nella miseria. Ma quando George fa amicizia con un veterano del centro (BEN VEREEN), comincerà a riacquistare la speranza di poter ricostruire la propria vita… Gli invisibili è un viaggio emozionante nell’universo ricco di umanità degli homeless newyorkesi.

Gli invisibili è un vero tour de force per Richard Gere, un attore conosciuto per aver interpretato quasi sempre personaggi raffinati e sicuri di sé. In questo film invece è quasi irriconoscibile nei panni di un uomo che si trova in circostanze terribili, nella situazione di chi ha perso tutto. La macchina da presa segue, spesso da lontano, George che passa da una situazione all’altra, praticamente invisibile agli occhi dei newyorkesi che gli passano accanto. Ancora una volta lo sceneggiatore e regista Oren Moverman ha dimostrato una grande capacità di individuare e di mostrare la poesia che può esserci anche nel dolore. Da un punto di vista stilistico Gli invisibili rappresenta un cambiamento. Moverman aveva già diretto Rampart e il film candidato all’Oscar The Messenger. Mentre in Rampart la macchina da presa era aggressiva, inquieta, in costante movimento, in questo film Moverman dimostra un atteggiamento più delicato, da osservatore, lasciando alla cacofonia di New York —ai suoi rumori, alle conversazioni—di intromettersi quasi in ogni sequenza. Questo approccio più flessibile consente di suscitare empatia nei confronti del protagonista. “E’ davvero una questione di prospettiva”, spiega Moverman. “Il punto è cosa scegli di ascoltare. Specialmente a New York, molte persone vivono la loro vita nello stesso momento. E ci sono situazioni drammatiche a diversi livelli. La tazza di caffè buttata via da qualcuno è per qualcun altro cibo tirato fuori dalla spazzatura. A New York puoi sperimentare e vedere le cose da prospettive molto diverse, se solo ne hai voglia”.

Al cinema dal 15 Giugno.

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