Enrica Cammarano spiega il suo #cambiorotta ai cittadini di Albano

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Enrica Cammarano
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Enrica Cammarano

Non è ancora tempo di campagna elettorale ad Albano e, in una fase di stallo generale, il fenomeno politico che molto sta facendo discutere in città è indubbiamente il battesimo del tandem politico formato da Enrica Cammarano e Luca Andreassi. #cambiorotta è lo slogan sotto il quale i due si propongono ai cittadini: entrambi culturalmente non di sinistra, lui attualmente delegato ai rifiuti ed all’informatizzazione della giunta Marini, lei al debutto assoluto come candidata, sembrano proporre un progetto politico che travalichi anche il prossimo appuntamento elettorale. Approfondiamo meglio ascoltando direttamente le idee di Enrica Cammarano i termini della questione.

Dott.ssa Cammarano, lei in questi giorni ha annunciato di volersi impegnare in prima persona in occasione delle prossime elezioni amministrative di Albano Laziale: perché questa decisione?

“Perché sono convinta che si possa fare qualcosa di più che lamentarsi di quello che non va. Credo sia giunto il momento che le persone di buona volontà si mettano in gioco, rischiando qualcosa, se davvero vogliamo cambiare questo stato di cose”.

La legge elettorale per i Comuni, in ossequio alla parità di genere, stabilisce la possibilità per l’elettore di esprimere la doppia preferenza di genere, scegliendo con il voto un uomo ed una donna candidati nella medesima lista. Ad Albano il prossimo appuntamento elettorale sarà il debutto di questa riforma, ma lei è stata la prima ad indicare con chiarezza il tandem politico con Luca Andreassi: cosa significa?

“Significa più di una cosa. La prima è che nei vari confronti con Luca abbiamo capito di avere una visione molto simile della società, della comunità. Ci siamo più volte detti, con grande convinzione, che la strada da intraprendere deve essere quella del “fare” più di quella del “dire”. Luca, in questi anni, si è speso molto, facendo e programmando. Credo sia incontestabile. Bisogna continuare su questa strada: proposta e attività concreta, reale. Dare dinamismo ad una politica ingessata e bloccata da veti e personalismi. Ma anche attenzione a come le cose si fanno. Una nuova attitudine verso l’amministrazione della cosa pubblica. Un’attitudine basata su un linguaggio nuovo fatto di trasparenza, legalità, idee e coraggio. Aver dichiarato con anticipo la sinergia con Andreassi dipende soltanto da una cosa: dal fatto che la mia scelta è questa ed è stata presa con grande convinzione e serenità e non sono minimamente interessata alle solite strategie politiche del gioco al rialzo”.

Una convenienza affiancarsi ad un consigliere uscente e tra i papabili alla riconferma, oppure c’è un progetto politico?

“Conveniente non direi. Piuttosto, ripetendomi, affermerei che abbiamo individuato un percorso politico comune, una visione delle cose molto simile. Il progetto, che è già in corso d’opera, è la naturale conseguenza di questa affinità di vedute”.

Lei ha inoltre affermato che come candidato Sindaco sosterrà Nicola Marini: ci può spiegare i motivi di questa scelta, apparentemente sorprendente?

“Mi piace quel “apparentemente”. Sì, perché il mio rapporto col Sindaco Marini è stato sempre cordiale e di civile confronto. Ritengo che come primo cittadino abbia dimostrato di saper dare continuità amministrativa alla nostra città, un fattore in questo momento storico, a mio avviso, imprescindibile, per la costruzione del futuro. L’essere riuscito ad evitare il default finanziario del Comune, che avrebbe avuto conseguenze dolorosissime per tutti noi in termini di tasse e vivibilità è un merito che gli va assolutamente ascritto. Ha inoltre dimostrato di saper dare spazio a idee ed a giovani nuovi, senza voler circondarsi di tanti yes man. Andreassi è uno dei nuovi che è emerso e non deve essere stato facile per il Sindaco governare insieme a lui, che tutto è meno che uno yesman. lo dico per esperienza personale. Infine ho trovato Marini particolarmente sensibile ad alcune problematiche che gli ho esposto, come quelle della sicurezza dei cittadini, dei problemi dei giovani, dell’importanza della valorizzazione delle risorse e lui stesso non nasconde che alcune situazioni di criticità possono essere migliorate. Quindi … perché no?”

Saprà meglio di me che la sua decisione farà discutere in città, perché, anche se questa è la sua prima candidatura, per storia personale e familiare, lei rappresenta una cultura politica di centrodestra. Cosa l’ha spinta ad esporsi così nettamente, rischiando molto in quest’avventura?

Io sono fermamente convinta che le logiche destra – sinistra siano ormai superate e che bisogna rendersi conto di questa evidenza. Chi continua a perorarne l’esistenza o ha i suoi personalissimi motivi, o vive fuori dal tempo, un tempo in cui le barriere ideologiche sono ormai crollate. Lo dimostra il 40% del PD certamente non costituito da tutti elettori di sinistra, lo dimostra il governo dell’Italia in cui Renzi ed Alfano vanno a braccetto. Siamo in una fase molto dinamica della politica ed è giunta l’ora di mettere da parte ideologie superate e di lavorare sulle idee. E lavorare sulle idee significa lavorare con chi queste idee ci permette di esprimerle ed attuarle. Il resto è, per quanto mi riguarda, … vecchiume ideologico”.

Mancano molti mesi alle elezioni, se è vero come è vero che il centrodestra di Albano sta vivendo una fase, piuttosto lunga, di travaglio interno, che ancora non gli ha permesso di presentare ai cittadini una proposta programmatica ed un candidato Sindaco unitario, non era forse più conveniente e strategicamente accorto per lei attendere che il centrodestra albanense formulasse una sua proposta politica, anziché esporsi così in anticipo?

“Mi sono ripromessa di non parlare di altre realtà politiche. Quello che posso dire è che il centrodestra di Albano vive un periodo di transizione, cosa non lontana dalla situazione nazionale. I problemi li conoscono loro e loro conoscono le soluzioni. Da parte mia so che posso considerarmi a postissimo con la mia coscienza avendo, da tempo e non da sola, sottoposto la mia visione della politica a chi di dovere. Cosa dovuta per rispetto e per stima. Per me fare politica oggi significa stare tra la gente, comprenderne i bisogni, dare voce ai cittadini. E credo che per fare tutto questo siano necessari nuovi entusiasmi, nuovi linguaggi per cercare di riavvicinare le persone deluse dalla politica. Credo nella possibilità di un cambiamento e per questo ho deciso di … cambiare rotta. Senza rancori né rimpianti. Non rinnego nulla del mio passato, delle mie esperienze e delle mie condivisioni politiche. E ci tengo a sottolineare anche un’altra cosa, a tal proposito: non sarò certo io a parlare male di persone o situazioni. Il dibattito della guerriglia politica lo rifiuto e lo ignoro. Io, noi, parliamo di progetti e di futuro e, credo, abbiamo già molto da dire cosi”.

Perché persone come lei si sono allontanate e si stanno allontanando dai partiti che si collocano a rappresentare una cultura moderata e non di sinistra, ad Albano, ma non solo ad Albano?

“Il discorso va ampliato a tutti i partiti, secondo me. Ormai le persone tendono a non credere. A non credere alla politica e alle sue promesse inevase, alle persone che da decenni occupano posti che non meritano, ad una situazione sempre uguale a se stessa. C’è molta indifferenza in giro e, dico, giustamente la gente non si fida più. I partiti aumentano questa diffidenza con la loro chiusura, il loro rigettare qualunque cosa o persona ne metta a rischio il potere personale che queste …. sette forniscono a chi li gestisce. Di tutto questo ormai esiste una consapevolezza diffusa ed è esattamente quel che noi vogliamo evitare. Ecco perché invitiamo chiunque a presentarci le proprie idee, le proprie proposte su come possa migliorare la vita di una comunità. E l’unica promessa che mi sento di fare è che chiunque si presenterà sarà ascoltato con attenzione. La nostra, quella mia e quella di Luca Andreassi, tutto è meno che una corsa al potere, ma una partecipazione attiva, attiva davvero”.

Parliamo di Albano: si sta concludendo un quinquennio di amministrazione Marini, visto che lei auspica la riconferma di questo Sindaco, su cosa ritiene tra i provvedimenti e le scelte fatte valga la pena ripartire e sviluppare nella prossima legislatura e cosa ritiene che vada migliorato o cancellato rispetto all’esperienza che si va ad esaurire?

“Credo che il lavoro svolto da Andreassi, sulla gestione dei rifiuti con la raccolta differenziata e l’isola ecologica e sulla informatizzazione con la fibra ottica e open data, meriti di avere una continuità cosi come credo che aver risolto vari problemi di bilancio darà al Sindaco Marini l’opportunità di poter pensare ad un rilancio importante in tanti settori in cui Albano oggi è, innegabilmente, deficitaria. Certo è che servirà una accelerazione in molti campi ma una volta allentata la spada di Damocle del deficit finanziario la priorità assoluta del Sindaco sarà proprio quella di rilanciare il nostro paese sotto il profilo socio-economico”.

Quali sono i temi ed i progetti su cui lei intende impegnarsi nella vita politica e sociale della sua città?

“Sono abbastanza. Non abbiamo la pretesa di risolvere tutti i problemi di Albano. Chi ha questa pretesa normalmente non fa niente. Lavoriamo, con un gruppo di amici, per affrontare problematiche inerenti la sicurezza, il turismo, lo sport oltre che, ovviamente, le tematiche su cui già Andreassi ha dato prova di buon governo. A parte questo continuiamo ad incontrare persone e, posso dire, la progettualità politica verrà ampliata insieme a loro. Grazie anche alle loro idee cercheremo di portare innovazioni a vantaggio della comunità, tutta e senza esclusioni”.

Se ci sono, quali saranno i prossimi appuntamenti pubblici in cui vorrà parlare e proporsi ai suoi concittadini?

“Dopo l’incontro avuto con alcuni amici pochi giorni fa, a cui abbiamo annunciato la nostra idea di presentarci in tandem alle elezioni, il 9 ottobre presenteremo un convegno sulla sicurezza in collaborazione con l’amministrazione. Dopo di che stiamo preparando altre giornate di studio aperte ai cittadini e alle associazioni di categoria. L’intento è quello di presentare alle persone la nostra idea di città: con serenità e motivandola con argomentazioni precise poi … vedremo quel che accadrà. Da parte mia posso solo dire di affrontare questa avventura con tutto l’entusiasmo possibile e con la voglia di dare un contributo. Spero che altri ancora ci affiancheranno in questo tragitto… stiamo costruendo una casa muovendoci come una famiglia e, già solo per questo, credo proprio che ne sarà valsa la pena”.

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