Epilazione laser, ecco le novità della medicina estetica

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Nicola Fratto
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Nicola Fratto, medico estetico e consulente del Gruppo Marilab

SALUTE (da Agenzia di Stampa Dire www.dire.it). La chirurgia plastica non e’ piu’ la prima scelta. Grazie alle nuove e piu’ efficaci metodologie, infatti, sempre piu’ persone preferiscono rivolgersi alla medicina estetica. A confermarlo sono i dati presentati nel 2013 dalla Societa’ Americana di Chirurgia Plastica (Aaps), che parla di un considerevole aumento di trattamenti soft a discapito di quelli chirurgici. Diversi i vantaggi: la medicina estetica e’ meno invadente e ha un impatto di molto inferiore su quello che e’ lo stile di vita della persona, dal momento che il paziente, dopo un trattamento, puo’ rapidamente tornare alle proprie attivita’. A differenza di quello che puo’ accadere con la chirurgia, poi, non ci sono effetti collaterali importanti. Ma quali sono le novita’ in merito alla medicina estetica? Per saperne di piu’ la Dire ha intervistato il dottor Nicola Fratto, medico estetico e consulente del Gruppo Marilab. Quali sono le nuove frontiere della medicina estetica? “Le novita’ riguardano soprattutto i nuovi materiali disponibili per i processi iniettivi, relativamente a tutte le patologie dei disturbi del volto e del corpo. In questo senso la tecnologia ci ha regalato delle cose davvero interessanti. Penso ai nuovi filler, che danno dei grandi risultati, oppure ai nuovi laser diodi che permettono di avere una velocita’ nel trattamento enormemente piu’ elevata rispetto al passato. Faccio un esempio: la schiena di un uomo dal punto di vista delle dimensioni e della struttura del pelo e’ importante, eppure oggi con pochi minuti si riesce a trattare l’intera zona e a raggiungere, in massimo sei sedute, il 95% dell’epilazione. Cosa, questa, che con i vecchi macchinari era impensabile”. Apparecchiature tecnologicamente avanzate stanno dando risultati efficaci nell’epilazione permanente. Ma si risolve davvero il problema in maniera definitiva? “Con poche sedute il problema si riesce a risolvere quasi sempre in maniera definitiva. È ovvio che bisogna rispettare quella che e’ la fisiologia del pelo, quindi le sue varie fasi di crescita. Pero’, allungando i tempi di ricrescita, oggi si puo’ ridurre il numero di sedute globali facendone una ogni due mesi, in maniera tale che nell’arco di tre o quattro sedute il problema si possa risolvere definitivamente. Con le vecchie tecnologie, penso soprattutto alle obsolete luci pulsate, servivano invece anche quindici sedute per avere un risultato tra l’altro solo parziale”. Ultimamente si sente parlare molto di un laser di ultima generazione per l’epilazione permanente: il Palomar Vectus. Conferma le parole di quanti dicono che e’ davvero rivoluzionario? “Assolutamente si’. Si tratta di un laser che, in pochissime sedute, e’ in grado di trattare zone molto ampie. È adatto a pelli scure ed e’ perfetto anche per gli uomini. Per chi lo volesse testare, segnalo che nel Lazio l’unico centro ad averlo a disposizione e’ il Gruppo Marilab”. Epilazione ma anche laser per trattamenti di pelle e cicatrici: quali le novita’? “Il laser frazionato in particolar modo sta dando dei risultati ottimali per tutte le forme di cicatrici chirurgiche o post-chirurgiche, per le smagliature, ma anche per le rughe profonde del volto. Il laser, producendo migliaia di profonde colonne termiche, determina una rigenerazione del collagene e progressivamente va a ristrutturare in profondita’ i tessuti. Si tratta quindi di un approccio del tutto morbido che da’ dei risultati eclatanti. Grazie ai macchinari di ultima generazione che abbiamo a disposizione presso il Gruppo Marilab, sono molte le pazienti che ci ringraziano perche’ soddisfatte dei risultati”. Quante persone si sottopongono a tali trattamenti? “Non ho in merito dei dati precisi, ma quello che posso dire e’ che il bacino di utenza si e’ sia significativamente allargato sia diversificato: essendo i costi piu’ contenuti rispetto al passato, infatti, i trattamenti estetici sono alla portata di un numero sempre maggiore di persone”. Tra gli interventi chirurgici la mastoplastica continua ad essere l’intervento piu’ richiesto. Esiste in medicina estetica un trattamento simile, ma meno invasivo, per esempio per rimodellare il seno? “Non ancora. Attualmente sta avendo un discreto successo il lipofilling, cioe’ un trattamento che consiste nella realizzazione di preparati di grasso autologo per il reimpianto di quelle zone mammarie deficitarie da un punto di vista volumetrico. Ma siamo ancora nell’ambito di interventi prettamente chirurgici che richiedono ricovero, degenza e tempi di recupero”. Pochi giorni fa c’e’ stato il via libera dell’Aifa all’uso del botulino per intervenire sulle cosiddette ‘zampe di gallina’. Che ne pensa? “Siamo ovviamente soddisfatti, perche’ finalmente potremo trattare tutta la zona superiore del volto. Certamente, come specifica l’Aifa, interverremo solo quando saremo di front a situazioni di una certa gravita’. Al di la’ del miglioramento estetico, con la riduzione delle rughe, con questo tipo di trattamento si ha anche un miglioramento nella pressione del sopracciglio sull’occhio. Addirittura in alcuni casi si acquisisce anche una migliore visione oculare. Insomma, non e’ soltanto un fatto puramente estetico, ma anche funzionale perche’ da’ dei benefici”. In Inghilterra e’ allarme tra le giovanissime per la vaginoplastica. Ma quando e’ veramente necessaria? “Di certo non lo e’ per le giovanissime che si sottopongono all’intervento per ragioni puramente estetiche. La vaginoplastica e’ indicata per quelle donne, per lo piu’ adulte, che hanno perdita di struttura o cedimenti nell’area inferiore vulvare, causati per esempio dall’episiotomia da parto, che e’ quella piccola lesione che viene fatta chirurgicamente per favorire l’uscita del bambino. In alcuni casi si puo’ ricorrere a trattamenti soft come le infiltrazioni di acido ialuronico; in quelli piu’ complicati, invece, e’ necessario intervenire chirurgicamente. Ma ripeto: la vaginoplastica e’ un tipo di intervento che va fatto solo se rientra nell’ambito dei disturbi funzionali”.

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