Esito del Consiglio Comunale di Monte Compatri

Monte Compatri approvato l'acquisto della sede Urp, le conciliazioni per Torre Jacova, approvata mozione revoca finanziamento Polo Scolastico

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Consiglio Comunale di Monte Compatri del 9 marzo 2018

Un risparmio sul lungo periodo. È questo l’obiettivo che ha portato il Consiglio Comunale di Monte Compatri, riunito in seduta straordinaria venerdì 23 marzo, all’acquisto di un nuovo locale da adibire a nuova sede dell’Ufficio Relazioni con il pubblico (Urp). L’assemblea di Tinello Borghese ha anche approvato le conciliazioni per i terreni di Torre Jacova. In seguito alle comunicazioni del sindaco Fabio D’Acuti, relativamente alla revoca della determinazione per la graduatoria dei finanziamenti sul polo scolastico, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione (sottoscritta da maggioranza e opposizione) per “adottare tutti gli strumenti necessari, siano essi amministrativi che penali, per tutelare gli interessi della comunità di Monte Compatri”. La scelta si è resa necessaria dopo la pubblicazione, il 20 marzo scorso, dell’atto di revoca firmato dalla Regione Lazio con cui il Comune avrebbe potuto ricevere 5 milioni di euro, finanziati dal ministero dell’Istruzione Università e ricerca, per realizzare un plesso per l’infanzia e per il nido. L’attuale Urp costa alle casse di Palazzo Borghese oltre 8mila euro l’anno. La rata del muto, ventennale, è pari a poco più di 7mila euro ogni 12 mesi. La scelta deriva anche dalla volontà di migliorare la funzionalità e la fruibilità da parte degli utenti e per creare un ambiente di lavoro più consono, nel rispetto delle vigenti normative di legge. “Su vent’anni, il risparmio – dichiara l’assessore al Bilancio Adriano Di Franco – sarà di circa 10mila euro. Con il vantaggio che il Comune di Monte Compatri sarà proprietario di quell’immobile. Il procedimento è stato avviato nel febbraio 2017, con la delibera di giunta numero 33. Il prezzo di 93mila euro è stato valutato come congruo dall’Agenzia del Demanio. Comprendendo anche i lavori di adeguamento, i costi non supereranno i 120mila euro”. Disco verde anche a quattro procedure di conciliazione per le terre di Torre Jacova. Il Comune, infatti, è proprietario di molti immobili nel territorio di Roma e negli anni è stata messa in dubbio la sussistenza del diritto di proprietà. Una vicenda che affonda le sue radici agli inizi del Novecento, con l’occupazione da parte di molti contadini, i proprietari erano i Principi di Casa Borghese. Successivamente quegli spazi furono ceduti all’Università agraria. Da allora un braccio di ferro con i residenti e l’amministrazione comunale. Con questa procedura di mediazione si chiude una annosa vicenda, che porterà nuove entrate nella casse di Palazzo Borghese”, afferma l’assessore all’Urbanistica Agnese Mastrofrancesco. In una pausa del Consiglio comunale; il sindaco Fabio D’Acuti, il vicesindaco Mauro Ansovini, il presidente del Consiglio Marco De Carolis, gli assessori, i consiglieri di maggioranza e opposizione insieme al corpo dei Vigili e a quello dei Carabinieri ricordano Placido Martini e Mario Intreccialagli, martiri alle Fosse Ardeatine. “Uno era un politico: sindaco, consigliere provinciale, che guidava i contadini nell’occupazione delle terre e conobbe il freddo delle celle durante l’occupazione nazista a Roma. Un altro era un semplice artigiano. Mi riferisco a Placido Martini e Mario Intreccialagli. Entrambi accomunati da un triste destino: vittime della furia nazista, la notte tra il 23 e il 24 marzo di 74 anni fa, alle Fosse Ardeatine: l’eccidio a cui Monte Compatri pagò il suo prezzo. Il loro sangue”, commenta il primo cittadino D’Acuti a margine della commemorazione tenutasi al monumento dedicato a Martini e Intreccialagli.

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