Eurobasket, l’Italia non fa il suo e cede alla Lituania

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Eurobasket Italia - Lituania
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Eurobasket Italia – Lituania

Se uno poco più che ragazzino decide di appassionarsi al basket e di fare della Virtus Roma la propria squadra del cuore, di fatto si destina ad una vita di sofferenza e di sconfitte. Si dice che alle vittorie non ci si abitui mai. A me sembra di poter dire che alle sconfitte non ci si abitui male. E stasera non riesco proprio a mandarmela giù. Perché abbiamo perso dando l’impressione per quarantacinque minuti di essere più forti. E che da un momento all’altro saremmo entrati in ritmo e ci saremmo portati a casa la vittoria e le semifinali con la Serbia. Ed invece abbiamo perso. Abbiamo perso regalando ai lituani il nostro talento. Con un Gallinari spento e stanco. Con Belinelli ad intermittenza. Con un Gentile per troppo tempo in panchina. Con l’incapacità di difendere il ferro. Con una montagna di canestri subiti da assist (11 Kalnietis, 9 Seibutis). Con l’incapacità di difendere sui loro esterni (Maciulis 19 punti). Con la panchina della Lituania decisiva nei momenti chiave. (Proprio quella panchina che doveva essere il loro punto debole). E nel basket il centro conta eccome, checché ne dica Flavio Tranquillo. Soprattutto se il centro è buono come Valanciunas che chiude con 26 punti e 15 rimbalzi. E poi loro sono verdi. Verdi come Siena. Ed io nella mia carriera da tifoso contro i verdi ho sempre perso (perdevo anche contro i verdi della Benetton Treviso).

La cronaca è quella di una partita brutta ma intensa. Intensissima. Come si conviene ad una sfida dei quarti di finale di un campionato europeo. Siamo tesi sin dal riscaldamento. Nessuno dei ragazzi in campo ha mai sconfitto la Lituania in una partita che conti qualcosa. L’ultima volta è stata nel 2004. Olimpiadi di Atene. Ci vollero le triple ignoranti di Basile, la pazzia di Pozzecco, la solidità sotto i tabelloni di Marconato e Chiacig. E quella Lituania era più forte di questa. Speriamo.

Si parte. Bargnani c’è. E’ suo il primo rimbalzo della partita. Solito starting five per l’Italia. Bargnani, Gentile, Belinelli, Gallinari e Cinciarini a portar palla. Gallinari vuole mettere subito le cose in chiaro. La prima bomba sembra voler dire che questa sarà la sua partita. Speriamo. Dei primi sette tiri della partita cinque sono da tre. Difficile vincere questa partita solo in questo modo. Comunque le bombe ci tengono a galla. Dopo cinque minuti siamo sotto di uno. Gentile con un lay-up ci guadagna il primo vantaggio. Dai ragazzi. Ma un parziale di 6 a 0 riporta la Lituania sopra di cinque obbligando Pianigiani al time out. Lo schema di attacco della Lituania è quello classico per loro. Palle sotto e canestri da dentro l’area pitturata. Valanciunas non ha rivali e ne ha già messi otto. Lo si sapeva. Sembra che non abbiamo contromisure. Male Bargnani. Aradori (entrato al posto di Gentile), Belinelli, ancora lui, e Cinciarini frenano l’emorragia. C’è anche Cusin. Ed è ancora parità ad un minuto dalla fine del quarto. Belinelli protagonista in negativo dell’ultimo minuto del quarto (un fallo, una palla persa, un tiro da tre sbagliato) non ci complica la vita più di tanto. E’ 20 a 21 per loro alla fine del primo quarto. Paghiamo Valanciunas, più di quanto immaginassimo. Difendiamo male. Ma siamo lì. “Confidiamo nella loro non panchina” ci dice la nostra inviata Laura Vaccaro. Ha ragione. Prendiamoci dei cardiotonici e prepariamoci al secondo quarto. Io sono invecchiato già di 5 anni.

Si riparte. E si riparte bene se è vero che dopo 1’20” la Lituania è già in bonus. Quattro falli commessi in un amen legati ad azioni che finalmente attaccano l’area. Nel mezzo anche una bomba di Aradori che ricorda tanto quelle triple ignoranti di Basile che seppellirono la Lituania undici anni fa. Siamo sopra di tre. Con Valanciunas in panchina Cusin sale sugli scudi. Quattro punti e due rimbalzi d’attacco ci portano al massimo vantaggio. La Lituania, però, rientra immediatamente con un parzialino di 5 a 0. Non si segna più. I canestri sembrano si siano ristretti come le magliette quando sbagli il lavaggio con la lavatrice. Bargnani, (portatelo a casa il canestro, Mago. Che schiacciata!), Maciulis (tanta sostanza la sua con sette punti e quattro rimbalzi), Gentile. Siamo sopra di due a tre minuti dalla fine. Ora la partita è molto brutta. Tanti errori di qua e di là. Si va avanti così fino alla fine del quarto che finisce con Lituania 37 Italia 36.

Un secondo quarto buttato alle ortiche dopo averli mandati in bonus in un minuto. Nei restanti nove siamo andati in lunetta una sola volta col Gallo. Assurdo. Insistiamo nel tiro da tre. Le percentuali dicono 5 su 14. Forse è il caso di variare. Valanciunas quasi in doppia doppia (10 punti, 9 rimbalzi) e Maciulis (9 rimbalzi, 4 punti, 1 assist) ci stanno facendo dannatamente soffrire. E’ una partita molto fisica e questo ci dà fastidio. Partita estremamente intensa. E questo la Lituania con la sua panchina corta potrebbe pagarlo. La nostra inviata Laura Vaccaro:” Su Aradori era fallo (e speriamo di non dover ricordare questa frase con lo stesso dolore con cui ricordiamo che su Righetti era fallo in una celebre partita dai tre supplementari che la Virtus Roma perse contro Siena. Ah già Siena. Speriamo che i lituani non abbiano il loro stesso potere d’acquisto con gli arbitri, n.d.r.). Abbiamo sbagliato concettualmente tre difese ed abbiamo preso nove punti”.

Che fatica. Vado a farmi una doccia.

Si riparte. 5 punti di fila della Lituania. Ed è sempre Valanciunas a menare le danze. Quattro punti e altri due rimbalzi. Siamo sotto di otto. Dai ragazzi. Iniziate a giocare! Siamo sotto perché non stiamo giocando non perché siano più forti. Forza. Difesa, per favore. Ecco ferma il gioco coach. E spiega che i top team in difficoltà alzano l’intensità in difesa. E si aggrappano alla partita. Rientriamo dal time out. Ed è il muso cattivo di Gentile, la cazzimma di Gentile, con quattro punti in fila ed una bomba del Mago a riportarci sotto. Sette a zero. Siamo lì. Vado ad urlare in giardino (stile Fantozzi). Ho appena dato un cazzotto sul muro alla tripla di Bargnani! Ma va bene così. Soffriamo insieme. Ancora Bargnani ed una tripla del Gallo ci riportano dove dobbiamo essere. Sopra alla Lituania. Belinelli/Bargnani e siamo sopra di cinque a due minuti dalla fine. Ora giochiamo fluidi. Siamo in ritmo. Non difendiamo il ferro e non teniamo gli esterni avversari, ma ora arrivano le triple Dai ora. Uccidiamola ora questa partita. Altrimenti muoio io. Niente da fare Il quarto finisce con la Lituania ancora sopra. Anche se solo di uno. Non riusciamo ad entrare in ritmo se non a sprazzi. E il Gallo ancora non si è acceso. Pochi tiri per lui. Non stiamo sfruttando il suo talento.

Ultimo quarto. Un miracolo essere ancora vivi (parlo per me, naturalmente). Continuiamo a prendere canestri da sotto. Reggiamo con la solita coppia Bargnani/Belinelli arrivati entrambi a tredici punti. Si continua a sbagliare molto. Neanche la Lituania gioca bene. Ciò che fa rabbia è che loro giocano nell’unico modo che conoscono. Noi non stiamo sfruttando le nostre armi e continuiamo ad insistere sul tiro da tre che realizziamo con percentuali basse (35%). Mentre loro le mettono eccome le triple (8 su 13). La tripla di Kuzminkas porta la Lituania sopra di cinque. Ho paura. Segna solo Bargnani per noi. Gallo e Beli non entrano in ritmo. A cinque minuti dalla fine siamo sotto di cinque. La coppia Maciulis Valanciunas ci sta mettendo in ginocchio. Pianigiani non riesce a leggere questa partita. Eppure la Lituania sta giocando come da copione. Non servirà studiarla stanotte al videotape questa partita. Qui o si vive o si muore.

Parziale di sei a zero. Dai ragazzi. Quattro punti e un rimbalzo di Bargnani e un canestro di Belinelli. Sempre loro. Siamo pari. Mancano tre minuti. Dio mio, perché mi sottoponi a questo stress? Non ho voce, sono sudato, pulsazioni sopra le 100. Voglio morire. Avendo vinto, però. E se non muoio voglio il poster di Bargnani in camera da letto. Come quando a 14 anni avevo quello di Larry Wright. No Maciulis ancora da tre no. Non è possibile prendere 9 triple dalla Lituania, caspita. Gallinari e Aradori dalla lunetta intervallati dal ventesimo punto di Valanciunas ci tengono sotto di due. Mancano settanta secondi. Seibutis lo sbaglia finalmente un passaggio dopo 9 assist. E il Gallo impatta. 79 pari. Ultimo tiro nelle mani di Belinelli. Sbagliato. E’ supplementare. Vi ho voluto bene. Addio.

Sono ancora qui. Si riparte. Ennesimo tiro da tre. Abbiamo sbagliato gli ultimi sei. Forse una riflessione sulla questione sarebbe opportuna. Gallinari c’è. Valanciunas pure. Sempre pari. La palla è pesante. Tira solo Gallinari. E, purtroppo le sbaglia pure. Siamo sotto di cinque. Mancano 85 secondi. Non sembriamo più in partita. L’alley-oop di Valanciunas (26 punti e 14 rimbalzi per lui) sul decimo assist di Kalnietis segna , di fatto, la fine della partita. Siamo fuori. Con un’amarezza indicibile. Con una rabbia indicibile. La rabbia di chi sa che poteva vincere se solo avesse fatto ciò che sa fare. Ed invece ha perso. Complimenti a loro.

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