#EuroBasket2017 buona la prima per l’Italia

Il commento di Donato Avenia sulla partita dell'Italia

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Panchina Italia

Prima ancora del fischio iniziale, l’Italia sportiva ha già vinto. Su Rai1 in prima serata live c’è Italia Belgio di pallavolo; su Sky in prima serata live, in contemporanea con il volley, c’è Italia Israele di basket. Questa è la televisione che vogliamo. Naturalmente scelgo il basket, ma solo per la contemporaneità degli eventi e quando inizio a distrarmi perché capisco che la pratica Israele è ormai liquidata mi dispiace vedere l’Italvolley mestamente travolta dal Belgio. Un momento difficile per il volley azzurro ma fatemi tornare a parlare di palla a spicchi. Pratica Israele liquidata, dicevamo. Ed anche con una certa facilità. Perché l’Italia cuore, palle, grinta e difesa (soprattutto difesa) c’è. Una difesa mostruosa che ha i suoi massimi interpreti negli esterni. Nessuna volontà di sminuire i meriti di Cusin e Biligha che stoppano qualsiasi “cosa” passi dalle loro parti, ma la dedizione di un monumentale Datome, di Daniel Hackett (anche 5 assist per lui) e di uno strepitoso Melli (10 rimbalzi) fanno la differenza aprendo il campo a transizioni che consentono a Belinelli di prendere buoni tiri ed altrettanti canestri da tre. Alla fine della serata lasceremo Israele a 48 punti (l’ultima volta li avevamo battuti di trenta, stavolta solo di 21 ma a casa loro), con un computo rimbalzi 45 a 33 per noi, con 13/27 al tiro da 3 (Israele ne metterà sono 1 su 14) oltre ad un 41% al tiro da due. Vinciamo dunque e non era affatto scontato. Guai, però, a passare dalla depressione con cui abbiamo iniziato questo torneo a facili entusiasmi. L’Israele di ieri sera è sembrata davvero poca cosa. Il suo leader Casspi (colui che tra qualche mese si passerà la palla con Curry nei Golden State Warriors) sembrava un giocatore normale. Una situazione perfettamente sintetizzata dal post che ho letto ieri sera su facebook (La Giornata Tipo, n.d.r.): “Mai visti gli israeliani così confusi dai tempi in cui dovettero scegliere tra Gesù e Barabba”. Quindi non esaltiamoci particolarmente, sarebbe un comportamento mortifero. In questa prima giornata di riposo (anomala al secondo giorno di torneo) lavoriamo per rafforzare la nostra consapevolezza. Consapevolezza che risponde al nome del dominatore del Medio Oriente (dopo l’Eurolega col Fenerbahce) Gigi Datome, alla maturità, determinazione e reattività di Daniel Hackett dopo essere stato fermo sei mesi per infortunio, alla mano caldissima di Belinelli, alla presenza sotto i tabelloni di Cusin, Bilgha e soprattutto Melli. Ma anche con la consapevolezza che andando avanti non si potrà vincere solo con la difesa, che la palla in attacco non circola sempre come dovrebbe, che al tiro da tre non avremo sempre il 50% di percentuale di realizzazione, che perdiamo troppe palle in maniera spesso sciocca, che Israele era la squadra più facile da affrontare dal punto di vista fisico. Nei confronti di tutte le altre paghiamo centimetri e chili. Ma siamo squadra. E questo non è poca cosa.

Sulla partita abbiamo sentito un grande della pallacanestro italiana che ha lasciato un ricordo indelebile Roma e Reggio Calabria (e non solo) e che tutti gli appassionati ricordano con affetto e passione: Donato Avenia. Avenia, per anni una delle più prolifiche bocche da fuoco del campionato italiano, è uno dei pochi giocatori (ahimè, n.d.t., dove “t” sta per “tifoso”) ad aver alzato una coppa con la Virtus Roma. Ed è anche colui che sfiorò l’impresa di guidare Reggio Calabria ad una storica finale scudetto (di un suo canestro annullato in semifinale ancora se ne parla dalle parti dello stretto). Permettete, poi, al vostro cronista che non si è perso neanche una partita di Avenia giocata a Roma, una divagazione romantica: “donatoavenia” è stata la mia password per anni (intervallata da “marcocalvani” a cavallo del 2013). Fosse per me sarebbe ancora nello starting five della Virtus Roma. (ah, ormai le pasword le ho cambiate!).

Donato, una buona Italia tutta cuore e grinta. Cosa ti è piacito di più?

“Mi sono piaciuti. Hanno difeso bene. Ma la cosa che più mi ha favorevolmente colpito è che sembra abbiano piacere a passarsi la palla. E nel basket non è poco”;

Di tutte le squadre del girone, Israele è sicuramente quella che ti concede più centimetri. Ti consente di giocare “piccolo”. Quanto peserà la nostra minore stazza con Lituania, Georgia, Ucraina e Germania?

“Israele sarà anche con pochi centimetri ma non era leggero o poco ingombrante il macigno che i nostri avevano sulle spalle e con cui hanno iniziato il torneo. Con le nazionali dell’est, storicamente, abbiamo sempre pagato chili e centimetri ma più di una volta le abbiamo sconfitte. Perché anche loro, con tutti quei chili e quei centimetri, dovranno venire a marcarci a 8 metri dal canestro”;

In questa Nazionale, se fossi Messina, Donato Avenia lo faresti giocare?

“Ma neanche per sogno”.

La realtà, caro Donato, è che giocheresti, eccome. Ma ora, anche col commento tecnico di Donato Avenia, prepariamoci all’Ucraina. Il torneo è appena iniziato.

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