FabriacAlbano sull’aumento della Tari

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Tomba degli Orazi e Curiazi ad Albano Laziale
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Tomba degli Orazi e Curiazi ad Albano Laziale

“Lunedì 25 luglio, nel Consiglio Comunale iniziato alle 11,30 e proseguito senza soluzione di continuità, a parte brevi pause per riunioni capigruppo, fino alle 23.00, come era prevedibile una maggioranza coesa e acritica, ha approvato la delibera di giunta che prevedeva per cittadini di Albano un aumento della TARI per l’anno in corso che, in particolare per l’ utenza domestica, va dal 9% al 22 % in base alla composizione del nucleo famigliare; tradotto in euro, significa che ogni cittadino dei 42000 residenti, per l’anno in corso pagherà circa 20€ in più per un totale ricavo di circa 800.000 €, a questa cifra vanno aggiunti gli aumenti applicati naturalmente anche a esercizi commerciali, uffici, aziende ecc. – inizia così la nota di FabricAlbano.
Va sottolineato poi che già nel 2015, la tariffa TARI applicata ad Albano rispetto a comuni limitrofi come Ariccia, Genzano, Velletri, risultava maggiore mediamente dal 16 % – 30% in base al nucleo famigliare. La ragioni addotte rispetto a questo secondo aumento della tariffa rifiuti 2016, sono state giustificate, senza fornire peraltro congrua evidenza contabile del maggior costo, come conseguenza dell’incendio del 30 giugno scorso verificatosi nell’impianto di smaltimento di Roncigliano che ha messo fuori uso l’impianto di trattamento rifiuti adibito alla separazione del materiale prima che venga conferito nella buca del VII invaso o in ecoballe o in materiale di riciclo.  A tre anni dalla applicazione su metà del territorio comunale della R.D. porta a porta ( unica strategia che se applicata con metodo e convinzione dalla Amm.ne e una maggior sensibilità ecologica da parte della cittadinanza arriverebbe a rendere inutile una discarica a cielo aperto), due conti, per capire, abbiamo cercato di farceli insieme ad un gruppo di cittadini eco-sensibili, ritenendo peraltro, un diritto pretendere trasparenza dalla Amm.ne soprattutto in materia di contributi all’erario. Nel 2015 Albano ha conferito in discarica una mole di 17.000 tn di rifiuti indifferenziati , con un fallimentare 21 % di R.D. ( bel lontani dal 65% previsto dalla legge); ragioniamo sull’ipotesi che anche nel 2016 la quantità di indifferenziata da conferire in discarica, si attesti ancora su 17.000 tn; a causa dell’ incendio nei prox sei mesi Albano/Volsca dovrà portare metà di questo quantitativo in un altro impianto di smaltimento, quindi parliamo di 8.500 tn; ora un quantitativo del genere conferito a Roncigliano per i prox sei mesi, avrebbe avuto un costo di: 8500 x 115 € = 977.500€, portato p.es. nell’ impianto RIDA di Aprilia come stanno facendo altri Comuni, comporterebbe un costo maggiore che, considerando tariffe in corso oggetto di negoziazioni, vanno dai 130 € ai 150 €, x tn; considerando la tariffa più alta, avremmo una maggiorazione di 35 € a tn, ovvero 297.000 €, a questo va aggiunto un costo maggiore del trasporto ( nella delibera stimati in 66.000.€ ): risulterebbe secondo la ns ipotesi un costo maggiore di: 66.000 + 297.00 = 363.000 € – continua così la nota.
Prima Domanda: come giustificare un incremento del costo di smaltimento e trasporto, riportato nella delibera, di : 840.000€ , ovvero circa 470.000€ in più.
Seconda Domanda: considerando le cifre in gioco, non si dovrebbe indire un bando di gara tra gli impianti di smaltimento della zona? E poi non sarebbe il caso di fare un accordo con gli altri comuni di bacino che hanno lo stesso problema e insieme concordare sulla migliore offerta?
Terza Domanda: e poi c’è il Ristoro, ovvero il benefit che fino a un mese fa il Comune ha ricevuto dagli altri comuni come indennizzo per avere la discarica sul proprio territorio, una cifra che i questi anni ha fruttato da 800.000 € a un Milione; ..parecchi tra cittadini e ass.ni hanno chiesto di sapere come veniva speso, ultimamente si è saputo che …veniva spalmato sul bilancio, o meglio distribuito tra assessorati e Servizi, gradiremmo sapere evidenziandolo nelle voci di bilancio come è stato allocato, puntualizzando che quei soldi, sarebbero dovuti andare a compensare il disagio ambientale prodotto dall’ avere una discarica in casa, a cominciare dal riconoscere ai residenti della zona almeno una agevolazione fiscale.
Storia di un fallimento: ritrovarsi a distanza di tre anni dall’inizio tanto atteso della R.D. porta a porta, con il deludente risultato che la percentuale di R.D. rispetto alla mole di rifiuti prodotta ad Albano è solo del 21% il che significa che il 79% di immondizia ( dati Volsca del 2015) pari a 17.000 tn va in discarica ( di cui il 30% è costituito da umido il cui peso dopo un mese si riduce al 10% ) con conseguente esborso per il conferimento di una cifra pari a: 1.955.000 €, questo è il bilancio di una gestione fallimentare che altresi avrebbe dovuto rappresentare un Modello virtuoso per tutti i Comuni di bacino dimostrando concretamente che, solo la buona pratica della R.D. porta a porta indirizzata alla strategia dei rifiuti zero, permette di scongiurare il rischio di impianti sia di incenerimento che discariche a cielo aperto; ci ritroviamo invece ad essere quasi contenti che un incendio fortuito, con tutte le conseguenze ambientali ancora tutte da valutare, possa determinare la dismissione del sito di Roncigliano e chissà quando, la doverosa bonifica, …. intanto andiamo a riempire altre buche. Rimaniamo – si conclude così la nota – comunque in attesa di chiarimenti, questa volta speriamo che siano supportati da documentazione”.

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