Fauzi Cassabgi, “vogliamo dare una scossa salutare di centrosinistra”

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Fauzi Cassabgi esponente del Partito Democratico di Albano Laziale
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Fauzi Cassabgi esponente del Partito Democratico di Albano Laziale

A poche ore dalle sue dimissioni da assessore della giunta Marini abbiamo ascoltato le ragioni di Fauzi Cassabgi, esponente del Partito Democratico di Albano Laziale.

Ci può spiegare come sono maturate le sue dimissioni da Assessore della Giunta Marini?

“Per l’esasperazione di un metodo che non ho mai condiviso. Quello di trovarmi di fronte scelte prese altrove, quello di sentire una forte mancanza di fiducia solo perché ho mosso delle critiche su degli atti e su dei metodi politici che non capisco né condivido. Penso di aver fatto molte cose buone ai Servizi sociali, su temi che per me sono prima di tutto la passione di una vita, integrando le politiche del distretto sociosanitario, con il Progetto per l’Alzheimer, impegnandomi per reperire tanti finanziamenti che ci hanno permesso di non abbandonare le persone con più difficoltà. Ma è arrivato un momento in cui questo non bastava più. Ogni volta che ho posto questioni oltre il mio campo ho percepito fastidio, chiusura, scarsa trasparenza. E questa sensazione, da Assessore, si è rafforzata nel rapporto con le persone, le troppe persone che ci avevano dato fiducia nel 2010 e che oggi vogliono voltarci le spalle. Ho letto cose sulle mie dimissioni che mi hanno fatto male. Che le avrei date per calcolo politico, per chissà quale oscura convenienza, e che questo sarebbe vero perché vengono a quattro mesi dal voto. Io penso che sia vero il contrario. Che sarebbe stato più comodo per me terminare il mio lavoro da Assessore, ricandidandomi semplicemente a chiedere consenso sul mio operato. Ma alla mia età ho sentito un bisogno diverso. Quello di andare oltre. Da libero cittadino. Senza l’alibi di chi ha un “posto” da difendere”.

Cosa imputa al Sindaco ed alla guida cittadina del suo Partito?

“Ad entrambi di essersi “chiusi a palazzo”, quando invece proprio le difficoltà che vivono tutti i Comuni impongono una presenza costante tra le persone, ad ascoltare i problemi, a trovare le soluzioni, a spiegare perché alcune cose non si possono fare. Al Sindaco di essere caduto in una sorta di ossessione che lo ha portato a non saper fare gioco di squadra, a stare chiuso nella sua stanza in una sindrome da accerchiamento che in realtà ha causato lui stesso. Perché anziché sfidare la cattiva politica, quella delle congiure, quella che mette sempre veti, quella che litiga molto sui posti e poco sul merito delle questioni, l’ha assecondata, per tirare avanti, per rimediare la maggioranza in consiglio comunale. Esigenza comprensibile perché quando le Giunte del centrosinistra cascano poi di solito i cittadini ti fanno perdere, ma che diventa sbagliatissima se prima non ci si preoccupa di mantenere la maggioranza tra i cittadini. E poi una ossessione per me inconcepibile, quella di dover dividere sempre tutti, quando invece un Sindaco dovrebbe unire la comunità che rappresenta. Alla guida del Partito di non aver fatto il suo lavoro. Il Pd dovrebbe essere l’orecchio attento alla città, una sede di elaborazione, partecipazione e proposta; e invece è stato per lo più l’avvocato di ufficio del Sindaco. Alla fin fine facendo un danno proprio a lui”.

Quali obiettivi politici vi ponete con le dimissioni?

“L’obiettivo è quello di dare una scossa salutare. Al contrario di quello che si sta scrivendo, non sono le nostre dimissioni a mettere a rischio la vittoria del centrosinistra. Il rischio è invece non voler vedere che c’è una parte di città scontenta della nostra amministrazione in questi anni. Ci piacerebbe che i problemi fossero stati affrontati per tempo, da chi ne aveva la possibilità, ma non è accaduto. E quindi oggi non può che avvenire con le primarie, da convocare con urgenza, per permettere un confronto aperto con la città. In questi giorni le primarie sono molto contestate, dopo quello che è successo in Liguria. Ma il problema è lo strumento, o i comportamenti dei dirigenti che si fanno sostenere dalla destra per vincerle? Sono convinto che ad Albano, anche perché non le abbiamo mai fatte, possano essere una vera novità, positiva, per far partecipare tanti che vorrebbero stare a casa”.

Ci sarà una scissione del Pd? Se sì, a cosa porterà?

“Questa storia della scissione mi sembra un’ossessione. Io mi preoccupo che il Pd non faccia una scissione dai suoi elettori, o peggio una scissione dai suoi valori, che sono quelli del centrosinistra. Quindi credo che questa domanda vada posta a chi oggi lo guida il Pd, e non a me che vorrei riportarlo al suo spirito originario”.

Come giudica i cinque anni di amministrazione Marini?

“La giudico un’amministrazione fatta di tante ottime iniziative e altrettanti successi sprecati. Abbiamo risanato i bilanci, salvato, almeno per ora, le società partecipate dal fallimento. Abbiamo avviato la raccolta differenziata, migliorato i servizi sociali, realizzato ottime iniziative culturali. Ma tante cose non hanno funzionato, e non solo perché il Governo centrale ha tagliato fondi ai comuni, o perché abbiamo dovuto pagare debiti e sentenze del passato. Non abbiamo saputo dire in cinque anni che vogliamo un territorio senza cementificazione. Non abbiamo saputo dire che futuro vogliamo dare alle società partecipate, come risolviamo il problema dei parcheggi a pagamento, come possiamo trovare le risorse per abbassare le tasse, come salvare un patrimonio importante come le farmacie comunali. Ci siamo messi a litigare con i comuni vicini invece di fare squadra, penso al tema delle Case della salute, abbiamo perso troppo tempo appresso ai bilancini della politica. E il problema più grosso, una delle cause che mi ha portato alle dimissioni, è che anziché aprire una discussione seria con i cittadini si preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto, dire che va tutto bene e che tutto deve continuare così com’è stato. Di fronte a questo è logico o è da matti arrivare a un gesto forte come quello che ho compiuto?”.

Lei potrebbe essere un candidato a Sindaco di una coalizione alternativa a quella guidata da Nicola Marini?

“Le rispondo come le risponderebbero i cittadini con cui parlo: “un altro sindaco? Ma basta”. Leggo sulla stampa locale di queste ipotesi, il che quasi mi diverte. Ma poi rifletto meglio, e mi preoccupo. E sono io a fare una domanda. Ma c’è davvero qualche cittadino interessato ai retroscena, alle beghe della politica? Io non le ho mai capite queste cose. Chi mi conosce sa che per me l’esperienza politica è stata un altro punto di vista per affrontare i problemi delle persone in difficoltà, di cui mi sono occupato in tutta la mia vita professionale. Forse è un limite. O forse è un grande vantaggio, in un periodo come questo di sfiducia fortissima verso chiunque faccia politica. Mi piacerebbe che le cose fossero più semplici. Che alle elezioni i cittadini possano scegliere tra coalizioni diverse, il centrosinistra e il centrodestra. Sapendo chi mandano a governare e chi a fare opposizione. Senza continui cambi di casacca o transumanze. Io non ne ho mai fatte. Io sono del centrosinistra e del Partito che dovrebbe rappresentarlo. Ho letto che sarebbero strane le mie posizioni perché in passato prima del Pd stavo nella Margherita. Mi si vuole associare a questa o quell’altra corrente nazionale. Il che mi sembra un modo per creare solo confusione , per parlare d’altro. Io voglio un centrosinistra in grado di cambiare Albano. Ed è per questo che continuerò a battermi”.

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