Fdi-An Albano critica il Polo dei Moderati e lavora per unire centrodestra

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di analisi e commento del Segretario di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Albano Laziale Roberto Cuccioletta, in merito all’attuale stato delle opposizioni di centrodestra cittadine in vista delle prossime elezioni comunali di primavera.

“In questi ultimi giorni – dichiara in una nota il Segretario di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Albano Laziale, Roberto Cuccioletta – abbiamo registrato da più parti segnali preoccupanti nel centrodestra locale, probabilmente specchio dei malanni nazionali, provenienti, cosa ancor più grave, da Marco Silvestroni e Marco Mattei, leader storici del centrodestra del nostro territorio.

Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale si è reso promotore più di un anno fa di varie iniziative mosse a cercare di ricomporre un area politica  fortemente frammentata proponendo come possibile soluzione il ricorso alle primarie di coalizione. La proposta, purtroppo, non è stata accolta in quanto non ritenuta uno strumento idoneo. Il centrodestra si è riunito, allora, intorno ad un tavolo nel mese di luglio 2014 su iniziativa di Marco Silvestroni e Marco Mattei.

Il tavolo ha visto – continua Cuccioletta – a turno molti partecipanti tra cui dirigenti di partiti di  FDI, di  FI e di NCD, e di liste civiche aderenti alla Federazione delle Liste Civiche e Rete dei Cittadini. Già dalle prime riunioni è stato dato mandato al partito di centrodestra di maggioranza relativa, nella persona di Marco Mattei, coordinatore di Forza Italia, di comporre una coalizione ampia e di individuare il candidato Sindaco entro la data del 31 ottobre. Trascorsa inutilmente tale data, il partito di Forza Italia avrebbe accolto la nostra proposta di celebrare le primarie di coalizione. Il Cigno,la Federazione delle Liste Civiche e Fratelli d’Italia-AN avendo raccolto l’esigenza di ricomporre il centrodestra di Albano ha  ritenuto di proporre come candidato sindaco  la persona di Marco Mattei ma in particolare alcuni esponenti di Forza Italia  si sono mostrati da subito in forte dissenso in merito alla candidatura.

FDI-AN si è trovata così spettatrice di uno inesorabile sgretolamento del centrodestra cittadino con  il NCD in netta contrapposizione e la secca spaccatura di FI.  Se fosse stato il motivo della crisi un problema di contenuti o di accordo sui programmi forse sarebbe stato comprensibile ma il vero problema,  invece, è stata l’astuta orchestrazione – aggiunge Cuccioletta – di un progetto che di innovativo ha ben poco. I soliti noti trasformisti della politica locale sono penetrati come Sinone nelle mura delle sedi dei partiti di centrodestra cittadini con l’unico intento di spaccarli e riunire una coalizione di sempreverdi moderati in grado di offrire ampie garanzie. Il cavallo di troia si è insinuato come un virus non curante di tutti i segnali elettorali cui da tempo siamo spettatori (sentimenti antipolitici e astensionismo) depauperando il ruolo stesso dei partiti di fungere da ingranaggio tra le esigenze della cittadinanza e le istituzioni. Così, mentre la popolazione continuava a manifestare tutto il suo dissenso, i soliti noti hanno proseguito con il loro progetto garantista, in barba agli statuti dei partiti cui fanno parte, nascondendosi dietro uno slogan “moderato” individuando prima uno e poi l’altro candidato “immagine” di una coalizione vecchia ed opportunista. Il progetto fatto dai politici moderati, quindi, si è tradotto nel tentativo di comporre una coalizione “macedonia” priva di un programma e priva di ideali (ormai sorpassati e demagogici a loro dire) ma sazia delle cene necessarie per comporla. Il progetto vedeva, e vede tuttora, l’estromissione di Fratelli d’Italia perché di “estrema destra” e poco moderata, usandone l’elettorato nell’eventuale ballottaggio. Curioso, però, che molti degli aderenti al progetto “moderato” in un recente passato siano stati dirigenti dello stesso partito estremista o militanti o simpatizzanti. L’estremismo di Fratelli d’Italia (evidentemente non hanno mai letto lo statuto del nostro partito né hanno mai osservato le iniziative del leader nazionale Giorgia Meloni) non era però sinonimo di garanzie e i “moderati” (proviamo ad immaginare le loro riunioni prive di tabacco, alcolici, grassi, fortemente ipocaloriche ma molto educate – pare che tra di loro si diano ancora del lei…) hanno ottenuto, a loro parere, la rinuncia di Marco Mattei (che in realtà non ha mai accettato la candidatura).

Il risultato, però, è un altro. Il centrodestra è morto. I partiti non sono stati in grado di raccogliere il messaggio lanciato dalla popolazione e non ne hanno ascoltato le esigenze. I partiti si sono dimostrati utili solo nelle elezioni politiche, regionali o europee per pesare la capacità di penetrazione dei politici locali senza alcun interesse della traduzione in fatti degli statuti e dei programmi dei partiti nazionali.

Il centrodestra nazionale muore perché i leader locali, la base, non si mostra all’altezza di un progetto politico assai più ampio. Berlusconi e  Alfano sono solo la punta di un iceberg che nasconde la parte sommersa ancora più grande di un logorio ormai inesorabile.

Cogliamo con piacere – sottolinea la nota del Segretario di Fdi-An – il messaggio appena lanciato da Marco Mattei: “Per questo motivo è arrivata l’ora di ricercare un’unità di partito, mettendo da parte individualismi e rancori passati.  Con Forza Italia coesa anche gli alleati potranno guardare alle prossime elezioni Comunali con fiducia nella Vittoria.  Con Forza Italia compatta non sarà necessario ricercare alchimie ne moderate ne oltranziste. Con Forza Italia unita, potrà riaggregarsi tutto il fronte delle opposizioni che vuole liberare la Città di Albano da questa amministrazione inerte”, e non possiamo non riconfermare la nostra stima nel nostro leader Marco Silvestroni che, consapevole delle difficoltà dei partiti locali, ha deciso di aderire ad un progetto civico candidandosi a Sindaco.

Auspichiamo, quindi, come Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale che il centrodestra cittadino possa incontrarsi di nuovo intorno ad un tavolo consapevoli del ruolo e dell’importanza della politica dei partiti e del fatto che – conclude Cuccioletta – gli ideali, seppur in secondo piano in questo momento in confronto alle esigenze immediate della cittadinanza, sono uno strumento imprescindibile nella scelta di un metodo per la ricerca delle soluzioni dei problemi”.

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