Federico Andrea Venturi, “Giorgia Meloni mi ha fatto appassionare alla politica”

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Federico Andrea Venturi
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Federico Andrea Venturi

Riprende il percorso di Meta Magazine, all’interno degli studenti della Scuola Politica della Fondazione Alleanza Nazionale. Ascoltiamo ora le idee e le passioni di Federico Andrea Venturi.

In poche parole sapresti dare una definizione della tua destra ideale?

“Mi fa piacere che mi abbia fatto questa domanda, per me è molto importante, è il desiderio di una Destra sociale, attenta alle classi deboli, opere per il territorio, una destra capace di comunicare le proposte. E’ questo che mi ha spinto a dare il mio primo contributo in politica”.

Oltre al fattore economico, la globalizzazione dell’ultimo ventennio ha portato alla ribalta con le migrazioni di massa ed il riaffiorare dei terrorismi, gli scontri tra culture, religioni, identità e valori non negoziabili: come si dovrebbe porre la tua destra in questo contesto culturale globale?

“Mi consenta di dissentire parzialmente nella domanda, credo che certe battaglie non dovrebbero essere politicamente faziose, è scorretto dire cosa farebbe la mia destra, un qualunque buon governo di qualunque colore tutela la sicurezza dei propri cittadini, sviluppa il futuro dei propri giovani, questo dimostra quanto sia inadeguato questo governo, ci sarà parecchio lavoro da fare prossimamente”.

Se il destino dell’Europa fosse nelle mani della tua destra, quale forma di Governo, struttura istituzionale e modello economico adotteresti per il vecchio continente?

“Vorrei un governo che tuteli il prodotto interno a discapito dell’importazione laddove possibile, un governo che tuteli la sua ricchezza in maniera da preservarla per i nostri giovani.

Purtroppo oggi stiamo vedendo l’Europa, in particolar modo l’Italia, che vende le sue aziende alla Cina, consolandosi dei posti di lavoro che rimangono nel nostro territorio, stiamo tornando niente di meno che alle condizioni della Cina di 10 anni fa, quando era sfruttata solo per la manovalanza a basso costo”.

In cosa consiste secondo te l’identità italiana e/o l’italianità?

“L’identità Italiana è una condizione simile a quella di un padre di famiglia, che ama i suoi figli malgrado le difficoltà, aiutandoli a crescere, è un requisito necessario per coloro che vogliono governare questo paese per l’interesse dello stesso, la mancanza di questa condizione crea divisione, discriminazione, solo una persona che prova amore per la propria terra può mettere l’interesse comune al disopra dei personali interessi”.

In Italia si fa un gran parlare di riforme, istituzionali e sociali: quali secondo te le priorità della destra in termini di riforme? Come per l’Europa così per l’Italia che tipo e quali riforme adotteresti?

“L’art.36 della Costituzione recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia.” Questo per dimostrare che il nostro paese in termini di diritto, siamo un paese tra i più avanzati, questo in teoria, in senso pratico però non viene solo non rispettato, ma non si fanno neanche riforme in tutela di questi interessi, anzi con soli 2800 euro l’anno lo “Stato” ci classifica capaci di avere un nucleo familiare nostro e pertanto indipendenti dai genitori.

Riforme del lavoro, riforme per aumentare il minimo salariale, aumentare le soglie di autonomia economia, edilizia popolare, non diventano solo utili ai nostri Italiani, ma necessarie”.

Quali soluzioni, se ne vedi la necessità, dovrebbe adottare la destra italiana in termini di “diritti civili”: coppie di fatto, aborto, proibizionismo, immigrazione, cittadinanza e sicurezza?

“Una domanda così articolata meriterebbe una risposta altrettanto complessa, ma tenterò di essere conciso.

La discriminazione si ha quando, due cose identiche vengono trattate in modo differente, ma anche quando, due cose diverse vengono trattate alla stessa maniera, le unioni civili sono un diritto giusto per le coppie omosessuali che lo volessero esercitare, vedendo riconosciuti quei diritti primari di assistenza coniugale, ma non lo si può paragonare al matrimonio eterosessuale altrimenti si creerebbe una discriminazioni di quest’ultima, che gode di differenze sostanziali come il desiderio e la possibilità della maternità e paternità.

Contrario alla mercificazione del corpo, ho la paura che ideologie volte a garantire parità di diritti e possibilità per tutti, rendano possibile la Gestazione per Altri, meglio conosciuto come Utero in Affitto, potenzialmente trasformando le donne più bisognose in forni per la produzione di bambini, mentre le persone che ne hanno la possibilità economica renderle capaci di comprare anche la vita di un bambino”.

Secondo te quale dovrebbe essere il luogo ed il posizionamento politico nel panorama nazionale di oggi, ove la tua destra dovrebbe inserirsi? Se e con chi la vedresti alleata o in contrapposizione?

“La mia figura politica la posiziono nel centro destra, per la lotta alla immigrazione clandestina e “l’Italia agli Italiani”, ma anche per posizioni liberali.

Riguardo alle alleanze credo che sia doveroso allearsi con coloro che hanno valori comuni e battaglie politiche condivise, escludendo figure poco chiare e ambigue, con l’intenzione di formare un polo egemone che possa governare stabilmente e sincronicamente per la realizzazione dei punti focali per cui si è portavoce”.

Sapresti indicare 3 nomi di leader, nazionali e/o internazionali, contemporanei e non, dell’ultimo secolo, che a tuo avviso hanno rappresentato o rappresentano il modello di destra a cui ti senti di aderire?

“Vladimir Putin: Politico capace, amante della sua patria, è riuscito a riformare quasi totalmente il mondo del lavoro Russo quasi paragonandolo al Europa, trasformando un paese del terzo mondo in prima potenza mondiale.

Giorgio Almirante: Politico di grandi ideali, per l’impegno e la perseveranza nel portare avanti una sua idea.

Giorgia Meloni: Una “grande” donna, capace di affermarsi in un ambiente impervio e maschilista grazie al suo impegno, è stata capace di avvicinarmi alla politica, dopo aver denunciato le condizioni contrattuali dei nuovi lavoratori, “Non esistono lavori che gli italiani non vogliono fare, esistono condizioni a cui gli italiani non vogliono sottostare”.

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