Festa del Cinema di Roma, incontro con Joel Coen e Frances Mcdormand

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Coen Mcdormand
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Coen Mcdormand

È quello con la coppia Joel Coen – Frances McDormand il primo degli incontri speciali in programma alla Festa del Cinema di Roma 2015. Regista e sceneggiatore lui (è uno dei fratelli Coen), attrice lei, si conoscono nel 1984 sul set di Blood Simple – Sangue facile, primo film dei fratelli Coen, e convolano a nozze nello stesso anno. Coen sceglierà la McDormand per ben sei film di cui sarà regista insieme al fratello Ethan, l’ultimo dei quali è Burn after reading – A prova di spia del 2008.

Arrivati a Roma direttamente da New York, dove la coppia vive, Joel e Frances in conferenza stampa hanno risposto alle domande dei giornalisti curiosi. A moderare l’incontro Antonio Monda, Direttore Artistico della Festa. – “Un incontro sulla loro collaborazione nel lavoro e nella vita” – ha precisato Monda.

Come vi siete conosciuti?

Coen: “E’ stato un incontro banale, eravamo in sala conferenze a New York e stavamo lavorando a un film (Blood Simple)”.

McDormand: “Ho saputo dell’opportunità del provino a questo film. Mi sono presentata e mi hanno chiesto di tornare nel pomeriggio: all’inizio ho detto di no, che non sarei tornata, poi mi hanno comunque dato la parte”.

a Coen: scrive i ruoli femminili pensando a Frances?

Coen: “In tutti i film in cui Frances ha lavorato, ho scritto pensando a lei”.

Nelle vostre biografie si racconta che per un periodo avete vissuto in una casa con altri artisti. Ci raccontate qualcosa su quel periodo?

McDormand: “A Los Angeles abbiamo convissuto con Sam Raimi (regista e amico della coppia) e Holly Hunter (attrice e compagna di studi della McDormand). La realtà è che eravamo poveri e avevamo bisogno di dividere l’affitto, non eravamo artisti in comunità”.

Quali sono i segreti per avere un rapporto matrimoniale solido e duraturo?

Coen: “Devo invocare il quinto emendamento (la facoltà di non rispondere) perché sono seduto vicino a mia moglie. Do a lei la parola”.

McDormand: “Il segreto è raccontarci storie reciprocamente, nonostante le vite autonome che conduciamo da sempre. Abbiamo trascorso insieme tre decenni: nei primi dieci anni abbiamo lavorato insieme o separatamente, negli ultimi venti anni siamo stati per lo più genitori. Nostro figlio è stato sicuramente l’aspetto più esaltante del nostro matrimonio”.

alla McDormand: come è il rapporto con suo cognato Ethan?

McDormand: “Quello con Ethan è un rapporto interessante, ma allo stesso tempo normalissimo, da cognati. Ho conosciuto Joel e Ethan insieme, mi hanno trasmesso il valore della collaborazione, che tra loro è assoluta”.

Noi giornalisti siamo incuriositi dai sodalizi artistici. C’è mai stato tra voi un sentimento di gelosia?

Coen: “Non sono geloso di quello che succede sul set di un film in cui lavora mia moglie. Le vere sfide non sono tanto quelle della finzione di un rapporto sentimentale in un film, quanto quelle imposte dalla lontananza, dallo stare tanto tempo lontani l’uno dall’altra”.

McDormand: “Non c’è mai stata gelosia da parte mia per altre donne. Piuttosto ho avuto invidia per Joel, per la sua capacità di regista di mettere in moto un film”.

Cosa pensate delle serie televisive?

McDormand: “Da donna, posso dire che il mondo della televisione ha offerto alle donne tante opportunità di lavoro. Ci sono molti più ruoli femminili e le donne sono molto richieste. Nel caso di Olive Kitteridge (miniserie TV in quattro episodi), è stato meglio raccontare la storia in quattro ore piuttosto che in novanta minuti. Si tratta di capire come si racconta una storia con il mezzo cinematografico: è la qualità che conta, non importa se in TV o al cinema”.

Coen: “Non guardo molto la TV, anche se i primi film in bianco e nero che ho visto sono stati proprio in televisione. Noi registi riflettiamo molto sul formato: io e mio fratello lavoriamo su film di un’ora e mezza o due, i nostri film sono relativamente corti. È questo il formato che vogliamo per le storie che raccontiamo”.

Cosa ci dite del prossimo film in uscita (Ave, Cesare!)?

Coen: “Ave, Cesare! uscirà a febbraio, è un film ambientato nel 1951 in uno studio fittizio hollywoodiano e guarda a come venivano fatti i film una volta”.

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