Festa del Cinema di Roma, Oliver Stone presenta “Snowden”

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Joseph Gordon Levitt è Snowden nel fim di Oliver Stone
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Joseph Gordon Levitt è Snowden nel fim di Oliver Stone

Ha da poco compiuto settanta anni Oliver Stone, regista statunitense tre volte premio Oscar, e festeggia questo traguardo approdando a Roma, dove è tra gli ospiti più attesi alla Festa del Cinema. In realtà è qui per presentare Snowden, l’ultimo dei suoi lungometraggi: un film basato su una storia vera e che a più riprese definisce «complesso». La vicenda è quella che la stampa italiana ha ribattezzato “Datagate”: nel 2013 Edward Snowden, tecnico informatico della NSA (National Security Agency) e della CIA (Central Intelligence Agency), ha rivelato a un giornalista di The Guardian, Glenn Greenwald, i dettagli di un programma di sorveglianza di massa fino ad allora tenuto segreto dai governi statunitense e britannico. Accusato di spionaggio, è fuggito a Mosca, dove tuttora risiede grazie a un particolare permesso di soggiorno. Il vero Snowden, che nel film ha il volto di Joseph Gordon Levitt, ha contribuito alla riuscita del progetto di Stone: «Mi sono incontrato con lui più volte: ci ha aiutati nella sceneggiatura, con particolari e dettagli tecnici» – ha dichiarato il regista – «è stato interessante esplorare cosa ha fatto, il modo in cui ha scoperto le informazioni e soprattutto perché ha deciso di rivelarle. Si tratta di informazioni complesse, che neanche gli americani hanno compreso: il lavoro sulla sceneggiatura ha riguardato il significato della sorveglianza di massa». Non ha nascosto, inoltre, che ci sono elementi che lo accomunano al protagonista: «Abbiamo entrambi un passato da conservatori e siamo favorevoli alla sorveglianza mirata verso i terroristi, ma i meccanismi di sorveglianza di massa non funzionano, hanno dell’assurdo». Un tema scottante, quindi, al centro di un film la cui realizzazione si è imbattuta nelle resistenze dei produttori d’oltreoceano: «Abbiamo avuto problemi a ottenere i finanziamenti negli USA e quindi siamo venuti in Europa: devo ringraziare i produttori tedeschi se questo film è ora nelle sale» ha aggiunto Stone. A chi gli ha chiesto, invece, se oggi consiglierebbe di spegnere i cellulari, la risposta è stata «sì, consiglio di fare attenzione: siamo tutti schedati e siamo tutti potenziali sospettati. In futuro potrebbe diventare reato ciò che oggi non lo è, anche una qualsiasi forma di protesta». E infine non ha potuto evitare di pronunciarsi sulle elezioni presidenziali: «Trump non può farcela, ma dall’altra parte c’è la Clinton, che rappresenta il tipico sistema americano “o sei con noi o contro di noi”: dunque una politica più dura di quella di Obama, più militarista e senza spirito di riforma».

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