Festa del Cinema di Roma, si apre con Truth

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Grande apertura alla Festa del Cinema di Roma con Truth, primo film presentato nella selezione ufficiale. Opera prima del regista James Vanderbilt, già sceneggiatore di The Amazing SpiderMan, il film è basato sul libro della produttrice della CBS Mary Mapes Truth and Duty: The Press, The President, and the Privilege of Power. In piena campagna elettorale americana del 2004, un team di giornalisti televisivi del notiziario “60 Minutes” indaga sui retroscena della carriera militare di George W. Bush, già Presidente e nuovamente candidato repubblicano. Le vicende muovono intorno al presunto trattamento preferenziale che Bush jr. avrebbe ricevuto per entrare nella Guardia Nazionale invece di partecipare alla Guerra del Vietnam. I verbali su cui si svolsero le indagini dei giornalisti Mary Mapes (Cate Blanchett) e Dan Rather (Robert Redford) si rivelarono non autentici: la Mapes venne licenziata e Rather fu costretto alle dimissioni. Nel cast del film anche Dennis Quaid, Topher Grace ed Elizabeth Moss.

Noi di MetaMagazine eravamo presenti alla conferenza stampa con il regista James Vanderbilt e i produttori William Sherak e Andrew Spaulding. Calorosi applausi in sala per il film, ma grande delusione per l’assenza di Mary Mapes, la cui partecipazione alla conferenza è saltata a causa di un ritardo aereo.

al regista: quando si è innamorato di questa storia?

Vanderbilt: è una storia che ha creato grande scalpore negli USA. Non ho visto personalmente la trasmissione originale della CBS, ma ne ho seguito gli sviluppi. Sono sempre stato appassionato di giornalismo, cercavo una storia per realizzare un film. Questa storia in sé non mi aveva affascinato finchè non ho letto il libro di Mary, scritto un anno dopo le vicende. Ho contattato Mary, ci siamo incontrati ed è nato il film.

al regista: la vicenda è delineata nei particolari. Quanto c’è di reale e di inventato, quanto è tratto dal libro e quanto è fiction?

Vanderbilt: “La storia presentava una grande molteplicità di opinioni sui fatti. Siamo partiti dal libro: ho parlato con Mary, i suoi colleghi e numerose persone. Ho cercato di fare come un giornalista, filtrando le informazioni, per poi rendere i fatti attraverso lo sguardo della protagonista e il suo corredo emotivo. Aspetti come il rapporto problematico tra Mary e il padre sono reali. La verità emotiva della storia è la cosa più difficile da ottenere”.

al regista: Da sceneggiatore di un film come The Amazing Spider – Man, ha pensato ai giornalisti come a degli eroi?

Vanderbilt: “I giornalisti sono degli eroi, ci mantengono in uno stato di sanità mentale. Il giornalismo è una bozza della storia: come dice Mary nel film, è importante continuare a fare domande. Il titolo rimanda alla verità che tutti cercano e che sfugge, possono crollare carriere per l’emergere della verità. C’è un elemento di tragedia per i giornalisti che non possono continuare il loro lavoro. È un film diverso da The Amazing Spider – Man, mi piace esplorare generi diversi”.

ai produttori: perché avete creduto in questa storia? Qual è il senso di questo film in questo momento storico?

Sherak – Spaulding: “Abbiamo deciso di sostenere il regista in questa storia di cui ci siamo innamorati. La sceneggiatura è fantastica, con al centro la figura di una donna all’apice della carriera che all’improvviso perde tutto”.

 

Uno degli aspetti sorprendenti del film è il cambiamento del senso di integrità morale nel giornalismo. L’onestà intellettuale svanisce con l’influenza del web e con l’arrivo dei blog nel mondo giornalistico. La cosa importante è garantire una stampa libera, porre domande su questioni importanti come la presidenza americana.

ai produttori e al regista: a un anno dalle elezioni presidenziali americane, il film potrebbe fungere da avvertimento agli elettori su chi non votare?

Sherak – Spaulding: “Il film non adotta un punto di vista contro Bush, è attento a non prendere posizione”.

Vanderbilt: “Quando abbiamo iniziato le riprese, non sapevamo che Jeb Bush (fratello minore di George W. e candidato repubblicano alle prossime presidenziali) si sarebbe candidato”.

al regista: ci sono ancora giornalisti capaci di andare a testa alta?

Vanderbilt: “Certo, esistono ancora giornalisti capaci di rispondere a domande imbarazzanti, procedendo comunque a testa alta”.

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