Filippo Piluso presenta Io e mia Nonna

Filippo Piluso presenta Io e mia Nonna, un cortometraggio con la nonna malata di Alzheimer in cui raccontarne la sua quotidianità

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Io e Mia Nonna - Filippo Piluso

Io e mia Nonna, è un progetto nato 3 anni e mezzo fa dall’idea di Filippo Piluso di realizzare un cortometraggio con la nonna malata di Alzheimer e raccontarne la sua quotidianità in termini diversi da quanto fatto in precedenza. In prima battuta, la sceneggiatura scritta a 4 mani con Christian Negroni, doveva avere battute scritte solo per Filippo e lasciare, per ovvi motivi legati alla malattia, carta bianca alla nonna Leopoldina. Il fulcro era rappresentare il cambiamento che può avvenire in una delle persone conviventi con il malato e rappresentarne la sua evoluzione in meglio piuttosto che concentrarsi sulla persona affetta dalla patologia. “Il punto focale del nostro lavoro era dimostrare che la demenza senile e l’alzheimer sono più malattie di chi vive attorno alla persona malata piuttosto che della stessa vittima. A quel punto – spiega lo stesso Filippo Piluso – la mia idea era stata sempre quella di rappresentare la realtà che stavo vivendo e portarla come un modello positivo. Volevo rappresentare il mutamento che stavo vivendo: da nipote che non accettava una nonna deficitata del 80% delle sue passate capacità urlandogli contro, a quello che, consapevole dell’inutilità di questa condotta, capiva che la gentilezza, la voglia di scoprire qualcosa di nuovo, come far leggere qualcosa a tua nonna come un libro per bambini o insegnargli a fare la cyclette o, ancora, continuare a fare quello che avevamo sempre fatto, come lavorare la terra assieme, poteva rappresentare un punto di svolta. Avendo un padre che ha girato tra parecchi ospedali per lavoro, mi arrivavano notizie di continuo dagli addetti al settore delle malattie neurodegenerative del tipo: chi affetto da demenza senile o Alzheimer percepisce inconsciamente se c’e’ un ambiente amorevole intorno a se. Questo – continua Peluso – è stato un spunto in più per portare su uno schermo tutto questo. E’ chiaro che come tutti i prodotti di questo tipo un po’ di fiction recitativa c’è stata, ma il 50% delle scene si possono dire reali, il che lo rende qualcosa a metà tra il cortometraggio e il documentario. Successivamente da questo anno siamo andati avanti per colmare l’attesa con intervista leggere sul tema e piccoli episodi sul canale YouTube:

Il lavoro è stato lungo, partito con le riprese nell’Aprile del 2016 e ultimato nell’Aprile del 2019, con un’interruzione di oltre un anno tra il 2017 e il 2018, dato il cambio di persone nella troupe che ha collaborato alla realizzazione. E’ un progetto partito da 2 ragazzi, diventati 6, fino a una troupe di “10 persone”. I ragazzi coinvolti sono quasi tutti tirocinanti ed alcuni già professionisti nel settore. La prima attrezzatura fotografica e audio ci fu affidata dall’Istituto Rossellini di Roma, tramite il primo fotografo Ludovico Paiela, ancora studente dell’Istituto all’epoca, al Montaggio e Colour Gabriele Garlo Tramontozzi, la Fotografia a cura di Ludovico Paiella Michelangelo Fratianni, al suono Gianluca Tomei, musiche di William Correale e della Amsterdam Klezmer Band, assistenti Sergio Monderna e Domenico Gentiluomo, Sceneggiatura e soggetto di Christian Negroni e Filippo Piluso – si avvia alla conclusione lo stesso Filippo.

Il cortometraggio è stato candidato poi ai Festival di Viscione, Grosseto, Sessa Aurunca e Lenola. L’ambizione più grande in questo momento è poter portare il prodotto nei vari istituti di ricerca o enti culturali che si occupano di malattie neurodegenerative oltre che tra varie università italiane. Stiamo fissando i vari appuntamenti tra i vari enti. “Mi sono già arrivati tanti messaggi dove mi scrivevano che il corto gli ha regalato una visione diversa della malattia, per quanto sia struggente e gli ha consegnato una visione diversa della persona accanto e non mi aspettavo cosi’ tanto affetto in tal senso. Ora l’ambizione – conclude l’ideatore del progetto – è quella di poterlo portare più in alto per poter portare il messaggio”.

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