Fontana “Grottaferrata, abbandono rifiuti e discariche abusive”

Fontana: "Grottaferrata. In continuo aumento i rifiuti abbandonati o scaricati abusivamente sul territorio comunale. L’Amministrazione dov’è?"

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Abbandono rifiuti

“Grottaferrata. In continuo aumento i rifiuti abbandonati o scaricati abusivamente sul territorio comunale. L’Amministrazione dov’è?

Tra le numerose questioni che la Giunta Andreotti non affronta come dovuto, vi è il problema dell’abbandono incontrollato di rifiuti. La tematica, che si ripercuote sul decoro urbano in termini di crescente degrado, è di assoluta attualità (e non da oggi). Dall’insediamento dell’Amministrazione (giugno 2017), numerosi articoli di stampa hanno denunciato il vergognoso fenomeno, accentuatosi con l’emergenza sanitaria per effetto di mascherine e guanti protettivi, di frequente gettati a terra incivilmente.

È innegabile e sotto gli occhi di tutti come l’abbandono dei rifiuti sia in pericoloso aumento. E questo, benché la norma (art. 192 del D.Lgs. n. 152/2006, “Codice dell’Ambiente”) lo vieti perentoriamente, con specifiche prescrizioni ed obblighi in capo ai trasgressori, e nonostante il Sindaco sia l’Autorità preposta ad intervenire con ordinanze, sanzioni, ecc., anche con esecuzioni in danno dei responsabili (rimozione dei rifiuti con addebito dei relativi costi).

Ed è incomprensibile quanto accade, considerando altresì le prescrizioni contenute nell’art. 31 del Capitolato Speciale d’Appalto che regola il Servizio comunale della raccolta rifiuti, dove è chiaramente stabilito che “il gestore del Servizio, nel caso di rifiuti abbandonati, deve intervenire con mezzi, attrezzature e personale adeguati per assicurare la raccolta ed il trasposto di tutti i rifiuti abbandonati, con frequenza minima bisettimanale e conclusione della ripulitura entro 72 ore dalla segnalazione”, ovvero, “in caso di discariche abusive, il gestore del Servizio deve provvedere a proprie cure e spese alla ripulitura di tutti gli scarichi abusivi presenti sul territorio comunale” (costi di smaltimento in conto al Comune, a cui il gestore del Servizio può chiedere l’autorizzazione per l’installazione di sistemi di video sorveglianza, con spese a proprio carico). Addirittura il CSA stabilisce che “il gestore del Servizio raccolta rifiuti, su richiesta del Comune, deve provvedere alla ripulitura di discariche abusive anche su terreni privati”.

Norme e prescrizioni inequivocabili, pertanto, ma il problema resta, anzi si aggrava giorno dopo giorno. Ricordiamo, tra i casi più eclatanti, il Dossier “Molara-Emergenza rifiuti” (indicazione puntuale di 29 zone con rifiuti abbandonati nell’area della Molara, ricadenti nel territorio comunale), consegnato al Comune il 26/2/2020 da un’Associazione ambientalista, e sostanzialmente rimasto inascoltato; la discarica protrattasi per mesi all’interno dell’ex Cartiera Pontificia in Via Sant’Anna; le discariche con materiali pericolosi (eternit) tuttora presenti su Via Pietro Tanzi, anche in aree private, benché plurisegnalate e nonostante l’Ordinanza n. 93 del 25/6/2020.

Molti gli interrogativi al riguardo, considerando inoltre che:

  • il Servizio Ispettori Ambientali (sempre a cura del gestore Servizio raccolta rifiuti) previsto dal 2014, non è stato attuato per “una serie di contingenze interne all’Ente” (come dichiarato dal Sindaco, il 23/4/2020, nel rispondere ad un’interrogazione);
  • il 13/12/2018 (Determina n. 906) sono stati impegnati € 13.000,00 per la videosorveglianza di siti a rischio per lo sversamento illecito di rifiuti sul territorio comunale, prevedendo il posizionamento di fototrappole, cartelli di dissuasione e kit videocamere trappole;
  • il 20/2/2019, c.s. n. 63, il Comune annunciava l’installazione di telecamere e fototrappole per contrastare l’abbandono abusivo di rifiuti, indicando le zone videosorvegliate (Via della Pedica, Via delle Vascarelle, Via Pietro Tanzi, Via Castel de’ Paolis e Parco della Madonnella), dichiarando che gli strumenti di videosorveglianza, una volta attivi, potevano essere controllati da remoto anche in tempo reale da parte della Polizia locale e dell’ufficio tecnico comunale, tramite un’applicazione per p.c., tablet o smartphone;
  • ad ottobre 2019 sono stati spesi € 24.400,00 (Determina n. 677/2019) incaricando una Società privata che avrebbe dovuto individuare gli autori dell’abbandono dei rifiuti nel territorio comunale.

Orbene, camminando lungo le strade di Grottaferrata è impossibile non vedere il degrado che avanza coi rifiuti abbandonati un po’ ovunque, persino in talune zone del centro urbano (tra cui la parte bassa del centralissimo Piazzale San Nilo, a poche decine di metri dal punto in cui, giorni fa, il Sindaco ed il suo “cerchio magico” sfilavano trionfalmente in passerella presentando un mercato di prodotti bio).

Per chiarezza e fatte salve le possibili eccezioni, nulla da dire ai dipendenti della Societá che gestisce il Servizio raccolta rifiuti, ricordando che gli stessi, nel colpevole silenzio degli addetti ai lavori (Consiglieri comunali di minoranza in primis), da quasi un anno vivono “particolari” condizioni logistiche, avendo visto trasferito, con il pilatesco assenso dell’Amministrazione comunale, il Centro Servizi in localitá Santa Palomba (oltre 20 km da Grottaferrata, la “soluzione perfetta” come disse qualcuno), dove devono recarsi in tempo per iniziare il turno di lavoro che comincia alle 5 (e dove devono rientrare entro il termine del turno di lavoro). Con l’inevitabile compressione dell’orario utile in cui poter svolgere il Servizio e le conseguenti  ripercussioni sull’efficacia dello stesso (delle quali “nessuno” si accorge), tra le vibranti proteste che montano sempre più sui Social contro gli addetti al Servizio, apostrofati in malo modo per responsabilitá non loro.

È giusto che i Cittadini conoscano la realtá vera, non quella “narrata” sulla pagina Facebook del Comune, e sappiano chi dovrebbe intervenire (e con quali strumenti) a contrasto delle scene di ordinario degrado che contraddistinguono Grottaferrata. Il Servizio raccolta rifiuti (costo oltre 3 mln €/anno, più di 260mila €/mese), come detto pone contrattualmente a carico del gestore la rimozione dei rifiuti abbandonati e/o delle discariche abusive, e prevede la figura del Direttore di Esecuzione del Contratto (DEC), pagato dal Comune a tal fine. La domanda è lecita: cosa ha fatto/fa il DEC rispetto al fenomeno dei rifiuti abbandonati e delle discariche abusive in aumento? E il Sindaco, che ha la delega ai rifiuti, quali provvedimenti intende adottare, oltre la consueta politica degli annunci, per mettere concretamente fine allo squallido fenomeno? Perché l’Amministrazione non attiva la prevista formazione propedeutica ad implementare gli Ispettori Ambientali? Dove sono finite le fototrappole, le videocamere e la sofisticata (a parole) strumentazione di controllo da remoto? Quale esito hanno avuto le dichiarate 50 “indagini” condotte dalla Societá privata incaricata di snidare i trasgressori? Ai Consiglieri comunali “sfugge” la problematica? Pensano di continuare, specie la minoranza, con futili “raccomandazioni” che al più solleticano il Sindaco? Non ritengono sia urgente attivare strumenti incisivi e realmente efficaci sulla scottante problematica che riguarda un Servizio primario come quello dell’igiene urbana? Assordante, infine, il silenzio di talune Associazioni ambientaliste, forse anch’esse obnubilate dai “fluidi magici” che promanano da Palazzo Consoli.

In attesa di (improbabili) segnali di discontinuità, il desolante abbandono dei rifiuti continua e con esso l’inesorabile declino di una Città come Grottaferrata, divenuta ben altro che “perla dei Castelli Romani””. Lo dichiara Giampiero Fontana.

 

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