Forestale blocca lottizzazione nel Parco dell’Appia Antica

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Sequestro al Parco Appia Antica
Forestale sequestra lottizzazione nel Parco dell'Appia Antica
Sequestro al Parco Appia Antica
Forestale sequestra lottizzazione nel Parco dell’Appia Antica

CRONACA – Cinque persone denunciate per il reato di lottizzazione abusiva in concorso fra loro e per danno ambientale e sequestrata un’area di circa 26 ettari di AGRO ROMANO all’interno del Parco regionale dell’Appia antica per violazione dei vincoli paesaggistici, ambientali, FORESTALI ed urbanistici. È il risultato dell’operazione condotta dal Corpo forestale dello Stato, su disposizione della Procura della Repubblica e convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, che ha portato alla sospensione dei lavori della Tenuta di Tor Marancia, all’interno dell’area naturale protetta a sud della Capitale, a causa dell’alterazione del paesaggio rurale e forestale. Ad essere coinvolti il committente delle opere, il progettista, il direttore dei lavori, l’esecutore materiale degli interventi e il responsabile unico del procedimento.

L’indagine è partita a seguito dei controlli effettuati dal personale del Comando stazione di Roma del Corpo forestale dello Stato che ha segnalato la presenza di alcuni cantieri edilizi all’interno del bosco di alto fusto nel Parco regionale dell’Appia antica. Sono stati realizzati, infatti, due ampi parcheggi, un parco giochi, fognature e reti di irrigazione, la base di una pista ciclo-pedonale lunga OLTRE TRE chilometri eD ESTESE recinzioni di reti metalliche. Per realizzare tali opere sono stati sbancati DIVERSI ettari di terreno, recise le radici di numerosi pini di alto fusto, compromettendone la stabilità, CEMENTIFICATO UN SOTTOBOSCO e sono state danneggiate numerose specie vegetali.

Dalle accurate indagini della Forestale si è appurato che la realizzazione degli interventi sono stati autorizzati dai competenti uffici regionali e comunali, in base ad una Convenzione urbanistica dell’ottobre 2011 tra il Comune di Roma Capitale e un Consorzio edilizio. Secondo il programma di trasformazione urbanistica, su UN’area rurale di circa 23 ettari, lungo via di Grotta Perfetta, in una zona adiacente al Parco regionale, dovrebbero essere realizzati 32 edifici ad uso abitativo con altezze fino a 8 piani, due asili nido, un centro polifunzionale, parcheggi, strade interne, una pista ciclo-pedonale e varie opere di urbanizzazione ed infrastrutture. Il tutto subordinato all’inizio dei lavori all’interno della Tenuta di Tor Marancia che avrebbero dovuto                      xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. Tuttavia dentro un bosco, all’interno di un’area naturale protetta, sono presenti dei vincoli inderogabili e, pertanto, non si possono né autorizzare né costruire strade, parcheggi, muri in cemento armato, chioschi e parchi giochi. L’intera zona è, infatti, sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e inoltre, sullo stesso territorio, nell’aree ricoperte da soprassuoli boschivi, si applicano le misure di salvaguardia previste per le aree forestali. I lavori realizzati non sono opere di pubblico interesse idonee a salvaguardare l’integrità dei luoghi e dell’ambiente naturale del comprensorio del Parco e pertanto non potevano essere autorizzati.

Inoltre, proprio all’interno della Tenuta Ceribelli, l’area dove si DOVREBBERO costruire i 32 palazzi, durante i sondaggi archeologici sono stati rinvenuti una necropoli  risalente al periodo compreso tra il I e il II secolo d.C., piccoli mausolei e recinti funerari, una villa suburbana, vari ambienti agricoli, cisterne, un lungo tratto di strada romana con rivestimento pavimentale ben conservato, un tratto di acquedotto, un’antica cava e varie opere murarie. L’aREa costituita dal Parco regionale dell’Appia Antica nonchè quelle prospicenti via di Grotta perfetta ricade, infatti, tra le zone di interesse archeologico e paesaggistico.

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