Formazione, il caso degli specialisti HR in Italia

L'evoluzione del mondo della formazione, il caso degli specialisti delle Human Resources: le ragioni della crescita di un settore importante per il Paese

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Human Resources

L’evoluzione del mondo della formazione: il caso degli specialisti HR

Il mercato del lavoro italiano prosegue nel trend altalenante che ha caratterizzato le ultime annate, tra contrazione della disoccupazione e nuova impennata dei contratti a tempo determinato, dimostrando tutti i limiti di quella ripresa che, sebbene confermata da molti indici statistici, fatica ancora a tradursi in benessere e in un nuove occasioni di impiego, specie per le giovani generazioni.

Mentre l’Italia è alle prese con le difficoltà di un risultato elettorale che, come da attese, non ha consegnato al paese una maggioranza subito pronta a governare, il mondo del lavoro, ormai sempre più globalizzato, procede incessante nella sua evoluzione, attraversato da nuove dinamiche, che potrebbero portare al tramonto di diverse figure professionali, ma anche stimolare la nascita di tante nuove opportunità di occupazione.

In quali percorsi investire per non farsi trovare impreparati all’appuntamento con il mercato del lavoro del domani? Cerchiamo di rispondere a questa domanda.

Lo scenario italiano

Il 2017 si è chiuso in maniera più che positiva per l’Italia con un PIL in crescita dell’1,4% (il dato più importante registrato dal 2010). Trainata dal picco delle esportazioni, cresciute del 7,4% su base annua, e dalla ripresa degli ordinativi interni, l’economia tricolore è tornata a generare ricchezza e occupazione.

Molto incoraggianti, poi, i risultati raggiunti dal cosiddetto Piano nazionale Industria 4.0, che, attraverso un mix di incentivi fiscali e campagne di sensibilizzazione sul tema, ha centrato l’obiettivo di diffondere consapevolezza circa i vantaggi della Digital Transformation, stimolando gli investimenti privati per l’acquisizione di nuove e moderne soluzioni produttive e commerciali.

I numeri del mercato del lavoro

Nel 2017, il tasso di disoccupazione è sceso a quota 10,7%, raggiungendo così lo stesso valore dell’agosto del 2012, un risultato ancora distante dai veri valori pre-crisi, ma indubbiamente incoraggiante; d’altra parte, come segnalato dalle rilevazioni Istat, ad aumentare non sono stati i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (in effetti in calo di ben 25mila unità su base annua) ma il lavoro precario, con oltre 330mila nuovi contratti a termine.

Il settore delle Human Resources: le ragioni della crescita

Il percorso di crescita del mercato del lavoro italiano continua ad essere irto di ostacoli, ma, a ben vedere, non mancano i casi virtuosi dai quali è possibile prendere esempio.

Tra gli ambiti professionali interessati dallo sviluppo e dai vantaggi della Digital Transformation, spicca quello degli specialisti HR, ovvero dei professionisti che si occupano della selezione, della gestione e della formazione delle risorse umane all’interno dell’azienda, figure non più richieste solo dalle grandi realtà, ma sempre più spesso anche dalle imprese di medie dimensioni.

In un rapporto recentemente pubblicato, l’Associazione Italiana Direzione Personale (AIDP), sottolineava proprio quanto il ruolo svolto da consulenti e responsabili delle risorse umane fosse destinato a crescere entro il 2020, sull’onda di quell’innovazione dei processi produttivi – in ambito industriale e non solo – che inevitabilmente porta con sé anche la necessità di stabilire percorsi di aggiornamento delle competenze del personale.

Stando ai report annuali pubblicati da AlmaLaurea, la figura dello specialista HR è tra quelle interessate dalla maggiore crescita della domanda negli ultimi anni. Più nello specifico, i neolaureati che completano percorsi di formazione nel particolare ambito delle risorse umane ottengono un contratto stabile già nel corso del primo rapporto lavorativo in più di un caso su 2. Inoltre, a 5 anni dal conseguimento del titolo di studio, la retribuzione media mensile si porta, all’incirca, sui 1.400 euro.

Il percorso formativo degli specialisti HR

Piuttosto vario il percorso di studio alle spalle di chi opera nel settore delle risorse umane: se un professionista su 4 vanta il titolo di dottore in psicologia, non è raro che ad occuparsi della gestione del personale siano laureati in discipline quali scienze politiche ed economia.

Ad accomunare i diversi cammini degli specialisti HR è un ingresso nel mercato del lavoro che si colloca in genere a diversi mesi di distanza dal conseguimento del titolo (in media più di 8), giustificato dal fatto che la maggior parte dei neodottori sceglie di coronare il suo percorso e perfezionare le proprie competenze partecipando ad un master di specializzazione.

I master in amministrazione del personale

A fronte di una sempre più ricca offerta formativa, rare invece sono le Business School che erogano master focalizzati sulla parte più hard delle gestione delle risorse umane, essendo richieste competenze maturate attraverso la laurea in specifiche discipline (soprattutto economiche e scientifiche) oppure attraverso una comprovata esperienza nel settore amministrativo.

Come si dovrebbe articolare il piano di studi di un master amministrazione del personale?

La formula dei percorsi di formazione sul tema, ideati dalle migliori Business School, impronta i programmi didattici sulla presenza di forti basi teoriche, soprattutto nei seguenti ambiti: normativa ed adempimenti del rapporto di lavoro, sistema paghe e contributi, budget del costo del lavoro e sistema di reporting, ispezioni del lavoro e relazioni sindacali, politiche retributive e welfare aziendale; a queste basi si affiancano numerose esercitazioni, analisi di case study e persino simulazioni role playing, nei quali i discenti vengono posti di fronte a situazioni tipo, così da sviluppare direttamente sul campo le abilità indispensabili per gestire le attività richieste, una volta inseriti all’interno di un ufficio della direzione del personale.

Inoltre, grazie alla partecipazione di professionisti e personalità del settore, gli studenti hanno modo di confrontarsi con veri esperti, avvantaggiandosi di un bagaglio di conoscenze e competenze altrimenti inaccessibile.

Conclusioni

Sotto molti punti di vista, i metodi formativi adottati da alcune Business School rappresentano un valido modello al quale tutto il mondo accademico, da sempre minato da un approccio fortemente nozionistico, dovrebbe guardare. I trend osservati negli ultimi anni, infatti, non lasciano dubbi: a distinguersi nel mondo del lavoro saranno sempre più i professionisti capaci di abbinare ad un’ottima preparazione di base, valide skill personali e operative apprese già nel corso degli studi.

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