Forse uno spiraglio dal ministero per gli insegnanti abilitati

0
907
Insegnanti abilitati manifestano
Manifestazione insegnanti abilitati
Insegnanti abilitati manifestano
Manifestazione insegnanti abilitati

Sabato 7 settembre, a Roma, in Viale Trastevere, si è svolto il sit-in dei professori abilitati con il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) ed aspiranti ad un posto di lavoro nell’anno scolastico che sta per iniziare.

L’obiettivo principale della manifestazione è stato quello della spendibilità immediata del titolo, una delegazione è stata accolta dal dott. Luigi Fiorentino, capo di Gabinetto del Ministro On. Maria Chiara Carrozza – impegnata a Gonzaga (Mn) per presenziare all’inaugurazione di una scuola.

Quello che gli abilitati TFA (11.000 circa in tutta Italia) chiedono è di essere inseriti già da quest’anno nelle graduatorie d’istituto in seconda fascia, così da avere la possibilità di essere chiamati dalle scuole: “ci sembra un paradosso – spiega il prof. Edoardo Ricci – che le supplenze e gli incarichi di quest’anno vengano assegnati ai non abilitati di terza fascia piuttosto che a noi che abbiamo già conseguito l’abilitazione, molti di noi essendo neo-laureati non hanno avuto mai l’opportunità di inserirsi in terza fascia, gli altri – comunque abbastanza giovani – anche se sono in terza fascia non hanno punteggi alti di servizio”. Quindi, docenti abilitati, che hanno superato tre prove d’ingresso molto selettive – dato che i vincitori sono risultati essere inferiori al numero dei posti messi a concorso (gli aspiranti erano circa 120.000 per 20.000 posti messi a bando e solo 11.000 circa hanno superato le tre prove preselettive) – non avranno alcuna possibilità di insegnare, mentre gli iscritti in terza fascia, con la sola laurea e senza abilitazione alcuna, verranno chiamati ad insegnare.

Oltre all’obiettivo a breve termine (la spendibilità del titolo) i manifestanti chiedono anche l’inserimento nel GaE (Graduatorie ad Esaurimento) come i vecchi abilitati SISS (Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario) e una distinzione dai PAS (Percorso Abilitativo Speciale) che stanno per essere attivati e destinati ad insegnanti non-abilitati che possano vantare un determinato numero di ore di servizio nella Scuola Pubblica o Paritaria.

Due sono le graduatorie per gli insegnanti, una di Provveditorato (GaE) con tre fasce distinte, e una d’Istituto, sempre di tre fasce. Dal Provveditorato in base alla GaE vengono fatte le immissioni in ruolo, mentre dalle graduatorie d’Istituto (ogni docente può indicare solo 20 istituti) vengono assegnate le supplenze. Se nell’anno in corso gli abilitati del TFA chiedono, quantomeno, di essere inseriti nella seconda fascia d’Istituto, così da avere una priorità di chiamata rispetto ai non abilitati inseriti nella terza fascia, nel lungo periodo auspicano di essere inseriti nella terza fascia del GaE (come gli abilitati della SISS), unica graduatoria che dà la speranza di avere, in un futuro lontano, la possibilità di essere inseriti di ruolo. “Il nostro obiettivo a lungo termine – chiosa il prof. Ricci – è quello, chiaramente, di avere una parità di trattamento rispetto ai vecchi abilitati SISS, perché crediamo che la nostra abilitazione abbia pari valore e per questo dovrebbe dare accesso alla terza fascia della Graduatoria ad Esaurimento, come è sempre stato per la SISS, e che ci possa quindi permettere di accedere al ruolo”.

Oltre all’inserimento nel GaE è necessaria anche una distinzione dai PAS secondo il Prof. Ricci, che così spiega la differenza dei due percorsi abilitanti: “mentre il TFA prevedeva una triplice prova di accesso, per i PAS è previsto il semplice requisito di servizio; quindi, non è, secondo noi, una garanzia di saper insegnare e per questo chiediamo una distinzione netta che sia una distinzione di fascia all’interno del GaE o proprio una distinzione di graduatoria. Crediamo che il nostro TFA debba avere valore concorsuale dato che sono state superate tre prove di accesso che non sono previste per i PAS”.

In merito all’impressione avuta dall’incontro con Capo di Gabinetto, il dott. Luigi Fiorentino, il prof. Ricci riferisce: “noi crediamo che, effettivamente, il Ministro e il Capo di Gabinetto stiano lavorando ed abbiano compreso la problematica, una nostra delegazione verrà ricevuta entro il 20 settembre per essere informata sul tipo di soluzione, attraverso un atto normativo, che potrà essere adottata per la spendibilità del titolo fin da quest’anno”.

Dal canto nostro siamo invece più scettici riguardo alle reali intenzioni del Ministro, le dichiarazioni che ha rilasciato a Repubblica vanno nella direzione opposta, ha infatti affermato il Ministro: “non bandirò più un concorso pubblico per assumere docenti in queste condizioni. In Toscana e Lazio le commissioni non hanno concluso il lavoro, altrove mancavano classi di concorso, mancavano discipline. Prima di pensare a nuovi concorsi dobbiamo ridare certezza a chi già nella scuola lavora”. Quindi in controtendenza rispetto al suo predecessore, il Ministro Profumo, che voleva fare del concorso la base del reclutamento al fine di premiare il merito e ringiovanire la classe docente. A questo punto quale sarà il destino degli abilitati tramite TFA se non potranno entrare nel GaE, unica graduatoria che consente l’immissione in ruolo, e non avranno più a disposizione i concorsi? Saranno forse costretti a restare precari a vita?

Claudio Cerroni

Print Friendly, PDF & Email