Frascati, consiglieri di opposizione pronti alle dimissioni

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Palazzo Marconi, l'edificio che ospita il Comune di Frascati e alcuni suoi uffici
Palazzo Marconi
Facciata Palazzo Marconi a Frascati

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato firmato dai Gruppi di Opposizione del Consiglio Comunale di Frascati:

“Dimissioni dei Consiglieri Comunali di Frascati

I sottoscritti Consiglieri di Opposizione, alla luce di quanto dichiarato nella seduta consiliare di ieri dal Presidente e Capogruppo del Partito Democratico, Gianluigi Peduto, sulla volontà dei Consiglieri del PD di Frascati di procedere con le loro dimissioni laddove il Sindaco non avesse spontaneamente rassegnate le proprie entro le successive 48 ore, confermano che dalla giornata di domani saranno in ogni caso disponibili e/o presso la Casa Comunale in attesa dei Consiglieri del Partito Democratico per unire le proprie dimissioni alle loro e poter, quindi, raggiungere il numero della metà più uno dei membri consiliari necessari per lo scioglimento del Consiglio Comunale e dell’ amministrazione di Frascati – inizia così la nota firmata dai I Gruppi di Opposizione del  Consiglio Comunale di Frascati.

Indipendentemente dalle dimissioni del Sindaco, che sottoporrebbero la Città ad un ulteriore ed inutile periodo di 20 giorni di incertezza e non governo, se le parole hanno ancora un valore, è, infatti, evidente il fallimento di questa amministrazione e la necessità di porvi senza ulteriori indugi fine.

Non giova alla credibilità della buona politica anche solo il sospetto che il protrarre ancora questa agonia celi, invece, il desiderio di qualcuno di cercare accordi improbabili ed incomprensibili, finalizzati solo alla conservazione del potere e della poltrona: se così fosse ci troveremmo di fronte a comportamenti politicamente gravissimi.

La città ed i suoi cittadini hanno atteso già troppo – si conclude così la nota – una decisione ormai inevitabile che contribuirà a fare chiarezza e ridare dignità alla politica ed ai suoi protagonisti attuali, non legati al “privilegio” del ruolo ma sensibili ai superiori interessi comuni”.

 

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