Frascati, Italia Nostra contro ascensore e cementificazione

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Cantiere Via S. Croce 7 novembre 2013
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Cantiere Via S. Croce 7 novembre 2013

Italia Nostra Castelli Romani firma un appello contro l’ascensore “patibolo” collocato a Frascati tra piazza Carlo Casini e via Regina Margherita e una lettera con 220 firme raccolte contro la cementificazione di Cocciano.

– Sulla vicenda dell’ascensore “patibolo”, detto così ironicamente perchè, al momento, sembrerebbe proprio un patibolo riceviamo e pubblichiamo all’appello di Italia Nostra Castelli Romani:

“Siamo sgomenti e costernati – scrive Italia Nostra Castelli Romani – nel constatare come, dopo almeno otto mesi dalla costruzione dello scheletro in metallo, rimanga tutt’ora incompiuto l’ascensore che dovrebbe trovare collocazione tra la piazza Carlo Casini e la Via Regina Margherita di Frascati. Come afferma categoricamente Raimondo Del Nero, noto studioso e cultore del profilo storico, artistico ed urbanistico della città di Frascati, l’opera suddetta contrasta in modo stridente con la configurazione estetica e paesaggistica della piazza Carlo Casini e della via Regina Margherita, le quali rappresentano delle bellezze peculiari che caratterizzano il centro storico di Frascati. In particolare la Via Regina Margherita ( detta anche via Pensa ) con il suo panorama straordinario deve essere tutelata e preservata da interventi che ne possano compromettere la sua originalità. Le dimensioni dello scheletro – continua la nota – in metallo per l’ascensore, invece, appaiono avere un impatto spropositato con l’ambiente circostante e sembrano una sorta di “patibolo pensile”. Inoltre non è neppure del tutto chiara e certa l’utilità dell’opera suddetta che sembrerebbe presupporre il compimento di altri lavori. Enrico Del Vescovo, presidente di ITALIA NOSTRA Castelli Romani, rivolge dunque un appello all’amministrazione comunale di Frascati affinché tenti di ridimensionare l’impatto estetico negativo della costruzione o che, quantomeno, provveda al più presto a completare i lavori in modo decoroso restituendo – conclude nell’appello Italia Nostra Castelli Romani – l’originaria armonia al sito.

– Italia Nostra Castelli Romani  ha raccolto 220 firme raccolte e le ha consegnate al comune sulla vicenda della cementificazione di Cocciano, quartiere di Frascati, con  una proposta alla quale il comune non ha mai risposto e  riferisce che, nonostante già in data 18 ottobre 2013 abbia consegnato al comune di Frascati 220 firme di cittadini, tutti residenti a Frascati, riguardanti la seguente lettera di protesta in merito alla costruzione nel “2^ Piano di Zona legge 167/62 – Cocciano “ di Via S. Croce/Via di Cisternole, non ha tuttavia ancora ricevuto risposta alcuna dall’amministrazione comunale. Inoltre, all’atto della consegna delle firme raccolte, presentava anche la seguente proposta d’azione che riportiamo di seguito dopo il testo della lettera firmata.

La lettera recita così:

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO! Noi cittadini di Frascati (alcuni dei quali abitanti nelle vicinanze del sito altamente archeologico di Cocciano – incrocio Via di Cisternole/Vicolo di Spinetta), con la presente intendiamo manifestare il nostro malcontento a causa di alcune scelte dell’Amministrazione comunale.  Ci riferiamo alla vendita a privati per l’edificazione residenziale di circa 6500 mq nella zona di cui sopra, già destinata ad intervento pubblico.  Tale cambio di destinazione non risulta che sia stato esaminato né discusso con i cittadini, né con le associazioni, come avvenne invece nel dicembre del 1978 quando il Piano di Edilizia Economica e Popolare venne redatto e successivamente approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.  Constatiamo come, ancora una volta, una cospicua area, prima occupata da coltivazioni di vigneti, sia stata fagocitata da altro cemento compromettendo la bellezza paesaggistica del luogo, impedendo la precedente bellissima vista panoramica ed aumentando la densità abitativa, con sottrazione di spazio per eventuali servizi pubblici.  «Italia Nostra» il 1° ottobre 2011 ha segnalato con un Esposto al Prefetto quanto sopra.  Ci chiediamo se tali edificazioni siano effettivamente utili a risolvere il problema della casa a Frascati o, piuttosto, comportino soprattutto l’aumento di nuovi abitanti provenienti da fuori, peggiorando la qualità generale di vita della Città, mentre tante legittime necessità di cittadini di Frascati continuano a restare insoddisfatte.  Ci sentiamo di non condividere queste scelte nei metodi e nei contenuti. Inoltre non è dato conoscere le motivazioni di tali scelte, né se i beneficiari (che risultano essere in grado di assumersi circa il 90% dei costi) abbiano i requisiti richiesti; né se sono previste altre analoghe operazioni all’interno del P.R.P. «UniCocciano, in variante di Piano Regolatore Generale» come in tutto il territorio di Frascati con ulteriori colate di cemento. DAL 23 FEBBRAIO IL CANTIERE E’ SOTTO SEQUESTRO ! Un primo passo per limitare e risolvere i danni procurati da tale scempio.  Sollecitiamo l’Amministrazione comunale ad una attenta analisi della quantità di volume abitativo costruito ed in costruzione: pubblico, privato autorizzato ed abusivo.Il totale dei metri cubi diviso 100 (volume convenzionale per ogni abitante), fornisce il numero degli abitanti insediati ed insediabili nel territorio. Raffrontando questo risultato all’incremento della popolazione (nascite, decessi, immigrazione ed emigrazione), si può così verificare il reale fabbisogno abitativo, fermando quindi ulteriori cementificazioni, evitando che Frascati perda la sua identità per diventare un anonimo quartiere di Roma”.

Riportiamo qui il testo della proposta allegata:

Al Sig. Sindaco di Frascati

Oggetto: Costruzione abusiva nel “2^ Piano di Zona legge 167/62 . Cocciano “Via S. Croce/ Via di Cisternole.

Premesso che, dopo la segnalazione con un Esposto al Prefetto, inoltrata il 1° ottobre 2011 e dopo il sequestro del cantiere in data 23 febbraio 2012, la situazione della zona in oggetto non sembra risolta;

considerato che la zona stessa – di circa 6500 mq . originariamente destinata a scuole e verde pubblico attrezzato, ha subìto un farraginoso cambio di destinazione che ha sottratto l’interesse pubblico a favore di un incombente insediamento abitativo che, tra l’altro, ha avviato la costruzione senza rispetto delle normative vigenti ( considerato il sequestro del cantiere );

certi di interpretare i sentimenti di un’ampia parte dei cittadini di Frascati, molti dei quali hanno espresso il proprio malcontento nei documenti allegati,

si richiede che l’Amministrazione comunale, avvalendosi del diritto/dovere di autotutela, recuperi una parte dell’interesse pubblico acquisendo l’immobile in oggetto e, previa sanatoria,di completarlo e ricavarne alloggi da gestire per le necessità sociali dei cittadini di Frascati.

Distinti saluti

Frascati, 18 ottobre 2013

Enrico Del Vescovo Luigi Di Virgilio”

 

 

 

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