Frascati, nasce il comitato referendario “Il Si Che Cambia”

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Villa Aldobrandini
Vista di Villa Aldobrandini
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Vista di Villa Aldobrandini

“Dopo anni e anni di sforzi vani, il Parlamento della XVII Legislatura è riuscito a varare con una larga maggioranza, quasi il sessanta per cento dei componenti in ciascuna Camera in ognuna delle sei letture, una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune fra le maggiori emergenze istituzionali del nostro Paese; come previsto dalla Costituzione, tale riforma dovrà essere sottoposta all’approvazione dei cittadini attraverso il referendum confermativo che si terrà domenica 4 dicembre, nel corso del quale i votanti potranno esprimere la loro volontà con un SI’ o un NO al quesito referendario – inizia così la nota del comitato referendario “IL SI CHE CAMBIA”. Il testo modifica molti articoli della Costituzione, ma non la stravolge; riflette anzi una continuità con le più accorte proposte di riforma in discussione da decenni, tra cui la revisione del Titolo V approvata nel 2001: nel testo non c’è forse tutto, ma c’è molto di quel che serve, e non da oggi. Non è, e nè potrebbe, essere privo di difetti e discrasie, ma è una riforma fatta dai rappresentanti del popolo in un’assemblea politica. Tra le modifiche, viene superato l’anacronistico bicameralismo paritario indifferenziato, con la previsione di un rapporto fiduciario esclusivo fra Camera dei deputati e Governo. Pregio principale della riforma, il nuovo Senato delinea un modello di rappresentanza al centro delle istituzioni locali. E’ l’unica ragione che oggi possa giustificare la presenza di due Camere. Ed è una soluzione coerente col ridisegno dei rapporti fra Stato e Regioni – continua così la nota. Ne trarrà vantaggio l’iter di approvazione delle leggi, in quanto i procedimenti legislativi vengono articolati in due modelli principali. Viene operata una decisa semplificazione istituzionale, attraverso l’abolizione del Cnel e la soppressione di qualsiasi riferimento alle province quali enti costitutivi della Repubblica. Lo sforzo per ridurre o contenere alcuni costi della politica è significativo: 220 parlamentari in meno (i senatori sono anche consiglieri regionali o sindaci, per cui la loro indennità resta quella dell’ente che rappresentano); un tetto all’indennità dei consiglieri regionali, parametrata a quella dei sindaci delle grandi città, il divieto per i consigli regionali di continuare a distribuire soldi ai gruppi consiliari. Per sostenere le ragioni del SI’ al referendum, a Frascati è stato costituito il comitato “IL SI’ CHE CAMBIA”, i cui soci fondatori sono Simone Carboni, Massimo Gazzaneo, Nicola Gallo, Luciano Romani, Massimiliano Guerra: in questi due mesi di campagna referendaria – si conclude così la nota – sarà nostro impegno spiegare ai concittadini i contenuti della riforma, aldilà di possibili polemiche politiche che non ne devono inficiare la discussione nel merito”.

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