Frascati, presentato Caffè Coppedè

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Da sinistra la Prof. Maria Rosaria D'Amico, il dott. Daniele Botti, e il Prof. Claudio Cerroni
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Da sinistra la Prof. Maria Rosaria D’Amico, il dott. Daniele Botti, e il Prof. Claudio Cerroni

Sabato 18 giugno, nella Sala degli Specchi del Comune di Frascati, si è svolta la presentazione del romanzo di Daniele Botti. Insieme all’autore, sono intervenuti il consigliere delegato alla cultura Francesca Neroni, la direttrice della biblioteca comunale Rosanna Massi e la docente di storia dell’arte Prof.ssa Maria Rosaria D’Amico. L’incontro è stato moderato da Claudio Cerroni.

Caffè Coppedè, pubblicato da Alter Ego e segnalato al premio Calvino 2014, è un giallo molto particolare. Il favoloso quartiere di Roma in cui si svolge la vicenda non è una mera ambientazione ma rappresenta il senso stesso del romanzo. Che, oltre a essere un assemblaggio di stili diversi, è soprattutto uno sberleffo al potere.

L’incontro è stato aperto da un prezioso intervento della prof.sa D’Amico, che ha fatto entrare i presenti nella magia del Coppedè illustrandone le peculiarità artistiche a architettoniche, nonché i “luoghi del misfatto”. Molto interessante anche il legame evidenziato con l’arte contemporanea, che secondo Achille Bonito Oliva è “un massaggio al muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva”. Arte che vuole stupire, come la passerella di Christo, e come appunto il quartiere Coppedè, che ha precorso i tempi usando un linguaggio pubblicitario, capace di evidenziare nuove connessione attraverso sintesi shockanti. Non a caso anche Daniele Botti è un pubblicitario.

Dopo l’intervento iniziale delle prof.sa D’Amico, è seguita un’intervista dell’autore ad opera di Claudio Cerroni. Ne riportiamo qualche passaggio.

Cerroni: Puoi parlarci della trama, ovviamente senza rivelare tutto, dato che si tratta di un giallo?

Botti: Caffè Coppedè come dice il nome è ambientato nel quartiere Coppedè, nel 2011. Roma è in mano a una setta segreta che decide tutto, e tiene a libro paga politici, giornalisti e forze dell’ordine. Si chiamano I Neri, si riuniscono nel quartiere Coppedè per fare cene eleganti ma anche sacrifici umani. Per presidiare la loro roccaforte hanno bisogno di un commissario fantoccio, e ingaggiano Saverio Tinca, un grigio impiegato ministeriale, un fantozzi dei nostri giorni. Solo che dopo il suo insediamento iniziano degli strani delitti, uno più macabro dell’altro, e Tinca suo malgrado, se la vedrà con strani personaggi, misteri antichissimi e poteri occulti nascosti tra i palazzi strabilianti del quartiere.

Cosa c’entra nella storia il “caffè” del titolo?

Il Caffè Coppedè è il bar del quartiere in cui si incrociano i personaggi più strani: dai nobilastri della Roma cafonal, ai rapper e agli spacciatori dell’underground, lo stesso commissario Tinca che cacciato dal commissariato per manifesta incapacità elegge il Caffè Coppedè a suo ufficio. Ovviamente ci passa anche l’assassino, che è l’unico personaggio virtuoso del romanzo. Tutti i personaggi sono privi di principi morali. Solo su una cosa non transigono: il loro caffè preferito.

C’è un’assonanza con il famoso Caffè de la Paix di Parigi…

Si, nel Caffe de la Paix Gurdjeff, uno dei riferimenti della cosiddetta letteratura esoterica, scriveva le sue opere. Inoltre è stato scelto da Battiato come titolo di un suo album. Caffè Coppedè prende i giro i gialli esoterici, però è un testo esoterico nel senso vero, etimologico della parola, perché dentro contiene una lettura nascosta.

E quale sarebbe, sempre se si può dire?

Il vero giallo è: come siamo arrivati a una situazione simile in Italia? E allora CC è il primo giallo che non è un’indagine della polizia, ma SULLA polizia, perché è la storia degli abusi del potere negli ultimi 30 anni.

Che accoglienza sta avendo il tuo libro?

Molto favorevole. Ho avuto recensioni positive, poi è diventato libro del mese nel gruppo Facebook che mi ha “adottato”, si può dire, Leggo letteratura contemporanea, e sta avendo un boom di ordinazioni. A un mese dall’uscita siamo già alla terza ristampa.

Dammi tre motivi per cui dovremmo comprare Caffè Coppedè.

Di motivi te ne do sei, e sono i sei generi di Caffè Coppedè, che oltre a essere un giallo è un noir, una satira, un thriller, un pulp, una denuncia, un gioco letterario, una guida all’esoterismo del Coppedè, è un ipertesto in cui ciascuno può trovare la propria lettura, quindi ad esempio se dovete fare un regalo va bene per chiunque.

Dove si può acquistare?
È ordinabile in tutte le librerie, e presente in molti punti vendita in tutta Italia. A Frascati è alla Mondadori e alla Lotto49. Poi si può acquistare sul web nei consueti canali: Amazon, Ibs, sito Alter Ego.

Ultima domanda: qual è il tuo caffè preferito?

Quello che prendo la mattina. Caffè della moka, doppio, senza zucchero, in piedi.

Grazie.

A te.

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